venerdì, Agosto 7

Salvini – Orban, i due amiconi antimigranti, ostili all’ Europa È pronto il popolo stupido che tifa per quei due amiconi a passare sotto padrone straniero, neanche ben identificato?

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A leggere le dichiarazioni dei due amiconi italo-ungheresi, Matteo Salvini e Viktor Orban, al di là dell’adesione o dell’opposizione alle loro dichiarazioni, si capisce una cosa chiaramente: i migranti sono gli ebrei del 1933. Sono la sponda per intercettare il disagio, indirizzare l’odio, cavalcare la cacciata del nemico nero (che i due amiconi avranno senz’altro chiamato negro) e instaurare il futuro regime nazifascista, coerente con il razzismo che fecero nascere il precedente regime, oggi riproposto.

Di politico non c’è stato niente nell’incontro dei due amiconi, cosa davvero bizzarra: se c’è un incontro politico e i due che lo tengono parlano dei neri (negri è la parola dei due amiconi), è come se andassi a teatro e gli attori stessero zitti. O forse capirei di essere alla rappresentazione di qualche opera del teatro dell’assurdo. Così  l’incontro dei due amiconi: assurdo. Assurdo per i numeri del fenomeno che hanno fatto incontrare ufficialmente il primo ministro ungherese e il vice primo ministro italiano. Ecco i numeri:  “l’Europa ospita 5.2 milioni di rifugiati. Il numero di rifugiati sul totale della popolazione è, in generale, molto basso. La Svezia, che ha il più alto rapporto rifugiati/abitanti, registra un 2.3%, 23.4 rifugiati ogni 1000 abitanti. Malta, finita al centro delle polemiche sulle accoglienze nelle ultime settimane, è al secondo posto, 18.3 rifugiati ogni 1000 abitanti. E l’Italia? Nonostante sia uno dei paesi europei su cui più grava il peso dell’immigrazione, il nostro paese rimane tra gli ultimi in Europa per incidenza del numero di rifugiati sul totale della popolazione. Immaginando di mettere in fila 1000 persone, solo 2 di queste sarebbero rifugiati. In valore assoluto l’Italia registra (ricordando che i dati sono aggiornati al 2016) 147mila 370 rifugiati, al quarto posto tra i paesi considerati, dietro Germania (669mila 482), Francia (304mila 546), e Svezia (230mila 164)”. (Fonte: il sole 24 ore, del 20/6/18).

L’Ungheria, come si vede, non viene neanche citata per l’ininfluenza delle statistiche.

Sono numeri che giustificano l’allarme dell’invasione? Siamo alla presa dell’Europa da parte degli africani? Chi avesse anche una semplice conoscenza dei numeri, si accorgerebbe da sé che non esiste il problema. E che non era fondato l’incontro dei due amiconi, visto che hanno solo parlato dei migranti neri (negri nel linguaggio dei due amiconi). E che hanno parlato a vanvera, soprattutto quello italiano quando dichiara “Sono fiero e orgoglioso di rappresentare una svolta per l’Europa: i processi non mi faranno cambiare idea: mi comporterò sempre come ho fatto sul caso della nave Diciotti“. E poi scandisce quello che si annuncia come lo slogan dei sovranisti uniti: “Fermare l’immigrazione è possibile” .

Se l’è inventato lui che l’Europa lo ha chiamato per fermare l’invasione; se l’è inventato lui che esiste l’invasione, visto i numeri sui migranti. Salvini, il bullo dell’ultimo banco, si dà parti e ruoli che nessuno gli assegna davvero. È un precedente pericoloso; è così che inizia il problema tra realtà e invenzione, che diventa drammatico per chi si trova ad avere potere: sono questi visionari malati a mandare all’aria la stabilità del Paese.

I due amiconi sanno che i migranti fanno solo paura a chi ha paura anche della propria ombra alle h.12,00 di un qualsiasi giorno dell’anno. Ma quella paura è la scusa perfetta per i due amiconi di perseguire il loro progetto: cacciare il migrante perché nero (negri, dicono loro due), espellerlo dall’Europa perché in fondo i due amiconi, come tutti quelli che hanno paura della loro ombra, sono razzisti. Punto. I due amiconi sono razzisti e cercano ogni pretesto offerto loro dal popolo cagasotto frustrato, un popolo minoritario rispetto all’altro popolo, quello che non ha paura e che non ha bisogno di fare tanto chiasso contro il migrante per trovare così almeno uno sfogo alle diverse paure che attanagliano il popolo cagasotto frustrato.

I due amiconi sono riusciti però a inguaiare anche qualche politico, che tutti ritenevano estraneo al razzismo, in particolare quello dei due amiconi. Questa volta è stato l’ungherese a farsi notare quando ha dichiarato che “«in Italia come amico ho Berlusconi, gli ho chiesto il permesso di incontrare Salvini questa volta: Appoggi il fatto che io incontri Salvini? ho chiesto a Silvio Berlusconi. Lui mi ha risposto: “Certo”». Cosa dobbiamo concludere,  che Berlusconi è il deus ex machina dei due razzisti?

Ora inizia il problema politico: il gruppo di Visegrad, il più ostile ai migranti, ha l’economia più bassa d’Europa. L’Italia è il Paese fondatore dell’Europa ad avere la peggiore economia. La Banca centrale europea sta tenendo a galla il gruppo di Visegrad e l’Italia. I più deboli in Europa sono i più ostili all’Europa.

Chi non è amico dei due amiconi, si domanderà quale altra realtà non europea subentrerà per continuare a dare sostegno finanziario al gruppo di Visegrad e all’Italia. Perché se non c’è nessun loro Stato amico, con il suo capo in testa, Salvini e Orban stanno consegnando i propri Paesi al fallimento economico e finanziario. Perché due deboli economie non possono fronteggiare i mercati mondiali.  Non possono neanche fronteggiare l’economia tedesca, rimanendo in Europa.

È pronto il popolo stupido che tifa per quei due amiconi a passare sotto padrone straniero, neanche ben identificato?  E che ne sarà del “sovranismo” blaterato da quei due amiconi quando i conti dei Paesi deboli dei due amiconi saranno controllati e gestiti da un Paese straniero, ma non la Comunità Europea? Sia detto in modo chiaro, soprattutto a quel popolo cagasotto, frustrato e, speriamo, non interamente rincoglionito: ci sono solo due alternative: se i Paesi dei due amiconi abbandonano l’Europa, da soli tracollano e il popolo stupido che li tifava avrà la lezione che merita. Se, invece, per continuare a stare a galla i due amiconi vendono i propri Paesi al loro amico straniero, il popolo stupido che li ha tifati sarà ridotto a peggior servitore al mondo.

Qualcosa proprio non torna dall’incontro dei due amiconi. Il segnale più chiaro viene da Le Pen, certamente una loro amica politica, che però non ha parlato né prima né dopo sul loro incontro. È inquietante il suo silenzio.

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