domenica, Aprile 5

Salvini, Meloni e l’’antenato’ Lo psicodramma del centrodestra e il rapporto con le radici

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«Siamo meno liberi di quanto crediamo, ma abbiamo la possibilità di conquistare la libertà e di uscire dal destino ripetitivo della storia familiare comprendendo i legami complessi che si sono tessuti nella nostra famiglia» scrive dall’alto dei suoi ormai venerabili novantasei anni Anne Ancelin Schützenberger, psicologa francese nata a Mosca, in ‘La sindrome degli antenati’. La psicologa italiana Raffaella Pizzi ne riprende le analisi a partire dalla personale relazione con il denaro. Proviamo ad utilizzarne le chiavi di lettura per quanto riguarda il rapporto con la politica. Un approccio utile a capire i meccanismi che hanno condizionato il nostro albero genealogico, noi stessi e la relazione con i soldi, la ‘roba’ appunto, che può essere ottima chiave anche per interpretare lo scenario italiano odierno, specie all’interno del campo che fu egemonizzato da Silvio Berlusconi e che ormai si può definire postberlusconiano. In cui Matteo Salvini e Giorgia Meloni si muovono arditamente demolendo la propria famiglia politica.

Un altro approccio è pure quello della morfopsicologia, l’arte di leggere il viso per individuare i bisogni e le attitudini che vi sono riflesse, ed oggi guardando quei tre volti… E poi la psicogenealogia, tecnica terapeutica individuata da Jacob Levi Moreno, maestro della Schützenberger, sviluppata da Alejandro Jodorowsky ed incentrata sullo studio e l’esplorazione dell’albero genealogico per sbloccare o guarire situazioni causanti sofferenza e specifici ‘blocchi’. Ognuno di noi, sostengono, è più o meno consciamente programmato dal proprio ‘albero’ a riprodurre e perpetuare schemi ripetitivi, comportamenti nevrotici, fallimenti affettivi, sociali e materiali. Studiare l’albero psicogenealogico permette quindi di prendere coscienza di queste ripetizioni per tornare ad essere liberi, padroni delle proprie scelte. Potremmo definirla pure psicologia transgenerazionale proprio perché attraversa le generazioni. Con il colpo d’ala, come spiega sempre la Schützenberger nel suo ‘Il piacere di vivere’, di saper cogliere ciò che accade inaspettatamente come una felice combinazione, quella che in altri termini e contesti viene definita serendipità. Cioè saper utilizzare al meglio i meravigliosi doni che inaspettatamente incontriamo sulla nostra strada. Insomma quello che sta facendo la coppia di fatto Salvini-Meloni. Con il leader nonsololeghista che ha sentenziato il passaggio del Rubicone: «Tutto passa, anche il vecchio centrodestra», come è ormai chiaro dopo lo strappo ed il rilancio su Roma e Torino, con Bologna e Napoli che pure incombono.

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