venerdì, Maggio 24

Salvini …. Fino a prova contraria Si rende conto Salvini di dove va e con chi parla? Se lo ricorda Salvini su quale Costituzione ha giurato?

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Come ben sappiamo se c’è una persona poco propensa alla riservatezza e alla privacy, a parte Luigi Di Maio che notoriamente si comporta come un frate trappista, è Matteo Salvini. Sempre composto, riservato, attento a non tracimare mai dal ‘politically correct’, padrone di un linguaggio misurato e perfino troppo educato, alle volte è un vero esempio di pacatezza da ammirare ed imitare….

Tanto per dire, disturbato durante un comizio (la sua attività principale, non fa altro da mesi, perfino più di Di Maio, che, è vero, è molto più presente in TV … rende meglio per così dire), ha inveito contro il servizio d’ordine, cioè i suoi dipendenti, perché non sapevano impedire ad alcuni non contenti della sua presenza di manifestare il loro dispiacere con qualche fastidioso strillo. Per carità, non perché Salvini abbia mai pensato anche solo per un istante che si debba o, meno che mai, si possa impedire a chicchessia di esprimere anche rumorosamente il proprio dissenso, uno legalista e attento alla legge come lui, impossibile. No, il fatto è che, talvolta, stanco come è per i frenetici comizi, sentire urli lo distrae e lo stanca e poi, poverino, come fa a fare i soliti quarantacinque tweet quotidiani addentando panini, e abboffandosi di Nutella (giusto per non fare pubblicità alla nota marca!), magari si distrae e parla bene di Fabio Fazio. Verso il quale, invece, ha una vera idiosincrasia, principalmente, dice, perché guadagna troppo. Poco importa che guadagni grazie al fatto che la sua trasmissione è molto richiesta dalla pubblicità, e quindi frutta un sacco di soldi alla RAI che lo compensa così, come da contratto, del resto. No, Salvini non ama le persone che guadagnano molto, indipendentemente dal fatto, del tutto casuale, che forse Fazio non è esattamente un leghista della prima ora! Se Fazio ricevesse il reddito di cittadinanza, lo amerebbe fino alla lascivia, lo sappiamo!

Quanto a questo, va detto, Salvini si trova in perfetto accordo col suo collega di cordata Giggino Di Maio, non per quanto riguarda Fazio, da cui invece va in continuazione, è una specie di incubo, ma perché anche lui non ama quelli che guadagnano troppo (a suo giudizio, ovviamente) e, infatti, pare che sia il proponente di una legge geniale: proibire a chi guadagna oltre una certa cifra di ricoprire cariche pubbliche. Sono certo che i brillanti consulenti giuridici del giovane virgulto della politica italiana, come noto alquanto digiuno di cultura giuridica, anzi, di cultura tout court, gli avranno trovato il modo di evitare l’incostituzionalità di una proposta del genere.

Ma insomma vedremo, torniamo invece al buon Salvini, che dopo avere duramente apostrofato i poliziotti inefficienti di cui sopra, ha preteso (e ottenuto, questa è la cosa scandalosa) che i vigili del fuoco, con rituale autoscala, e mezzi vari (tutta roba costosa anzi che no) togliessero, secondo me violando la privacy delle persone e quindi forse commettendo un reato, dai balconi di non so quale edificio degli striscioni con espressioni non favorevoli a Salvini. Pensate, a Brembate, come dire casa sua. Eh via, come si poteva mai permettere una cosa simile. Oddio, ci sarebbe la libertà di espressione e di pensiero, ma insomma, a Brembate è altra cosa. Ci sarebbe anche il dubbio che trattandosi di una abitazione privata, come accennavo prima, ci sia la violazione di domicilio, ma pare che il proprietario di quelle finestre sia morto, e quindi si pone un altro problema: chi ha posto quello striscione? Vai a vedere che alla fine, le indagini raffinate della Polizia, con intercettazioni e videoregistrazioni, porteranno ad individuare il responsabile, che sarà condannato a pene severissime per esposizione di striscioni in casa altrui e comunque a Brembate, dove Salvini non vuole. Lui, però, dice che non ne sapeva nulla: come non credergli!

Ma non basta, perché Salvini è uno che se lo perdi di vista un attimo, te lo ritrovi a mille km di distanza a fare un comizio. E quindi qualche sera fa Salvini è stato invitato (non pagante suppongo) ad una cenetta a pagamento (10.000 euro a coperto, una cosa da senza tetto, insomma) organizzata dalla signora Annalisa Chirico, una della quale mi è già capitato di parlare senza troppa ammirazione, invitato per parlare, ma … ha taciuto.

Come mai, direte voi, che ci faceva ad una cena cui partecipavano persone in grado di cenare a 10.000 euro a coperto?
Si trattativa della cena organizzata dalla predetta per finanziare una sua associazione culturale di alto livello dal nome che è tutto un programma: Fino a prova contraria, una associazione presieduta dalla predetta e di cui fanno parte personaggi altisonanti come pochi, tipo Tronchetti Provera, Giulio Tremonti, l’ex giudice Carlo Nordio, se non ho capito male anche Paolo Mieli, eccetera.

Niente da ridire per chiunque, tranne che per un Ministro della Repubblica italiana (non delle banane, dunque non ancora almeno), dato che quella associazione si propone di promuovere una ‘Giustizia giusta’, attraverso due cosucce da niente: la separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudici giudicanti, e la scelta annuale o biennale comunque periodica delle cose su cui i pubblici ministeri devono agire.

Non entro gran che nel merito di queste proposte, oltre tutto non conosco l’associazione, nessuno mai mi ci ha invitato e 10.000 euro per una cena, francamente mi sembrano un po’ troppi. E quindi solo poche parole.
Cominciando dal programma generale, che mi mette in angoscia. Costoro si battono (a suon di soldoni … insomma sono una lobby, e danarosa pure) per una giustizia giusta: appunto, io sono un giurista (modestissimo, per carità) non ricordo di avere mai sentito parlare di giustizia ingiusta come obiettivo di politica giudiziaria. Battersi per la prima, quindi, è lodevole assai, anche se è lievemente surreale, a meno che la frase non sia ellittica, priva cioè della parte finale ‘… per noi’. Certo, se fosse così, sarebbe ben altro il senso, e moltissima cura andrebbe spesa per evitare con essa alcun rapporto, sempre che non si disponga facilmente di 10.000 euro per andare a cena.

Sulle due aspirazioni, da prendere con le molle e indossando guanti da saldatore, due parole. Separare le carriere vuol dire fare perdere al PM la figura e la mentalità del magistrato, diventa il PM una parte, che si propone di fare condannare, insomma di incastrare, il presunto delinquente. Che si può difendere solo se ha avvocati a carrettate e investigatori, eccetera (Berlusconi docet): tutte le cose, insomma, di cui dispone chi si può permettere una cena da 10.000 euro, ma certo non la massa. Altro che giustizia giusta! Ma poi, una operazione del genere, trasformerebbe i PM (come è in usa, direte, appunto, come negli Stati Uniti, dove se sei povero ti condannano a morte, altrimenti te la cavi) in entità se non dipendenti’, certamente condizionabili dal potere politico: il contrario esatto di quello che dice la nostra Costituzione e la gran arte delle Costituzioni dei Paesi civili; Costituzione, incidentalmente, sulla quale Salvini, sia pure distrattamente, ha giurato.

L’altra proposta è ancora peggio. Periodicamente il Governo (avete letto bene) o il Consiglio Superiore della Magistratura (opportunamente modificato, magari per renderlo più politico di quanto già non sia oggi) stabilisce quali reati perseguire e, quindi, quali no. Sorvolo sulla Costituzione, è ovvio, ma è evidente che così altro che giustizia giusta, niente giustizia: ve lo immaginate un processo a Berlusconi o a Tronchetti Provera con una norma del genere? Certo direte, voi, ma col regime odierno i poverini di processi ne hanno subiti, … appunto!

Concludo per chiedere solo una cosetta minima. Ma si rende conto Salvini di dove va e con chi parla? Sì, è vero lo ho già detto: ma se lo ricorda Salvini (e se non se lo ricorda lui, magari lo ricorda l’impavido avvocato del popolo?) su quale Costituzione ha giurato?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.