mercoledì, Dicembre 11

Salvini e il mercato di carne umana tricolore La vicenda della barca Alex e dell’accordo con Malta che doveva salvare la faccia al Ministro degli Interni, schiaffeggiato a mano aperta pure da Seehofer

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Qualche giorno fa lo avevo definito Shylock, ma a pensarci bene la definizione non gli si attaglia. Shylock si vendicava di torti subiti, o che pensava di avere subito in quanto ebreo, e fu senza pietà. Ma Matteo Salvini non solo non si contenta di una libbra di carne -vedasi gli emendamenti al decreto Sicurezza bis presentati ieri, multe fino a un milione di euro per le Ong, immediata confisca, attraverso il sequestro cautelare della nave, per le imbarcazioni che violano lo stop all’ingresso nei mari e porti italiani, e via delirando- ma non mi pare abbia subito torti di alcun genere, è solo quello che è.

Anche un po’ patetico, e quindi ancora meno accettabile, quando lamenta di ‘essere stato lasciato solo’ dai suoi ‘colleghi’ di Governo, perfino dalla signora Elisabetta Trenta, che, dice, l’aiuto glielo aveva offerto (e quindi dovrebbe vergognarsi come gli altri del Governo) ma che Salvini lo aveva lasciato cadere, … o forse non lo aveva ricevuto? Sapete come è, le comunicazioni spesso sono difficoltose con questi smartphone (telefoni furbi) sempre intasati di tweet, instagram, facebook e chi più ne ha più ne metta: evidentemente benché furbi, intelligenti non sono.

La predetta, comunque, avrebbe, se ben si capisce, aiutato Salvini prendendo quelle persone a bordo e portandole (deportandole, come vedremo fra un istante) a Malta. Non so come la Marina italiana avrebbe preso la cosa, e, come ho scritto nei giorni scorsi, ancora mi chiedo cosa pensi la Marina di tutto ciò: non tanto gli ammiragli, quanto i tanti ufficiali e semplici marinai, non diversamente dai tanti ufficiali della Polizia, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, coinvolti in questo mercato, sì mercato, di carne umana.

Perché, guardate bene. Il mercato di carne umana degli orridi scafisti, dei quali non se ne arresta mai uno, è uno schifo e andrebbe perseguito e punito molto duramente, così come il mercato di carne umana che risulta dal fatto che il nostro Paese, auspici vari Governi, e in particolare i mitici Marco Minniti (sconfessato da Renzi … roba da matti!) e il forzuto Salvini, che ingaggia ‘bracci di ferroogni giorno con chiunque, finanzia direttamente e indirettamente esattamente quei mercanti di carne umana, che prendono i soldi italiani per tenere quelle persone in stato di detenzione senza processo e senza reato, e poi da alcuni si fanno dare altri soldi per avviarli in mare. Buttati in mare in parte su barche che affondano regolarmente, e i cui passeggeri sono salvati dall’affogamento se e quando una navicella di qualche ONG (oggi considerate da Salvini peggio della mafia) passa da quelle parti (la storia dell’accordo con gli scafisti, è stata ripetuta infinite volte, ma mai, dico mai, documentata, nemmeno dal super-Magistrato che la affermava, specificando di non averne le prove!), e quindi spesso affogano e nessuno lo sa, salvo quando si trovano cadaveri dappertutto sulle coste del Nordafrica e non solo; in parte, i più ‘fortunati’ (forse quelli che sono riusciti a mettere insieme più denari per ‘pagarsi’ il viaggio) sui cosiddetti ‘barchini’, che se sono tali e arrivano tranquillamente a Lampedusa è perché evidentemente portati fino ad un certo punto (non lontano dalle nostre coste) da qualche nave, che poi li scarica in mare.
Tempo fa, una fu avvistata e, si dice, gli ‘scafisti’ arrestati, ma chi ci garantisce che non ve ne siano altre, semplicemente non viste, anche perché la sorveglianza del mare Mediterraneo, almeno quella della Marina italiana, è molto ridotta. Anche questa sarebbe una cosa da chiarire, ma non ci illudiamo, ‘mamma Trenta’ ha reagito alla provocazione di Salvini, ma sul resto tacerà, finché qualcuno non racconterà qualcosa, come è sempre accaduto.

Poi la pretesa che quella barca di pochi metri su cui c’erano 60 persone, avendo una capienza massima di una ventina, andasse a Malta, con cui era stato negoziato uno scambio, e che scambio. Guardate bene la proposta: Salvini gli manda 50 persone della barca Alex e in cambio Malta ne manda 55 all’Italia. Detto incidentalmente: mica fessi i maltesi, che, però rispetto alla popolazione, hanno circa il 12% di migranti sul loro territorio, mentre l’Italia sfiora il 9! Una partita di giro (si può umanamente, pardon giuridicamente parlare di ‘partita di giro’ con riferimento agli esseri umani?) che avrebbe risolto il problema e salvata la faccia di Salvini, anzi, gli avrebbe dato la sua libbra di carne, se fosse ancora paragonabile a Shylock. E Salvini voleva proprio la cosa plateale, fatta proprio così: io te li mando fin lì, tu me ne mandi (chi sa poi se sarebbero mai arrivati) altrettanti più gli interessi fin qui.

Anzi, secondo quanto ha dichiarato, non smentito, il ‘capo missione’ di Mediterranea, la proposta di Salvini era di sbarcare tutti meno 7 passeggeri e collocarli su una vedetta italiana, accompagnare la Alex con 18 persone a bordo (11 di equipaggio più i 7, cioè rispettando le regole di massimo passeggeri a bordo!) e poi, al limite delle acque territoriali maltesi, ricaricare tutti sulla Alex (superando ampiamente così i limiti di sicurezza) e costringere la Alex ad arrivare a Malta, dimostrando così di avere vinto’. Di fronte a tanta assurda ipocrisia e violenza, il sottosegretario agli esteri (Manlio Di Stefano) ironizza sul fatto che Salvini si crede Maradona, mentre invece è ‘solo’ un Higuaìn che non passa la palla e quindi fa perdere la squadra … questo è il livello, giudicate voi.

Scusate la mia ignoranza o ingenuità: ma questa roba come si chiama, non è mercato di carne umana?

Ma poi, una volta di più, il mitico sovranista Salvini, armato del rosario regolamentare, con il plauso dell’ineffabile Di Maio (applaudito da Dibba) e il sostegno adamantino del religiosissimo Lorenzo Fontana, e del sedicente premier protetto speciale da Padre Pio (ma vi rendete conto di dove siamo arrivati, e poi ci si stupisce che il Papa si rifiuti di ricevere sta gente!), chiede l’aiuto del supersovranista Horst Seehofer, che, essendo quello che volete, ma tendenzialmente una persona civile, gli risponde, irridente, ‘prima apri i porti e poi parliamo’ … uno schiaffo in faccia a mano aperta da fare tremare, tanto più che ogni settimana o quasi ce ne rifila una cinquantina!

E alla fine, dopo avere tormentato quelle 50 persone al massimo, averle ‘lasciate’ attraccare, evitando interposizioni di una barchetta da 18 tonnellate … -lì probabilmente gli hanno fatto notare che sarebbe affondata la Alex o semplicemente si sono rifiutati di farlo-, e aver permesso ai passeggeri, dopo varie ore, … di fare pipì: ‘sequestral’imbarcazione eindagail comandante della nave, dimenticando che il sequestro potrà essere effettuato solo da un Magistrato, e che solo un Magistrato potrà indagare qualcuno, lui al massimo se lo può augurare.

Ebbene, a vantaggio di quel Magistrato o di chi per lui, mi prendo la libertà di ricordare che lo Statuto della Corte Penale Internazionale prevede, all’art. 7, tra i crimini contro l’umanità, i seguenti comportamenti: «(d) Deportation or forcible transfer of population; (e) Imprisonment or other severe deprivation of physical liberty in violation of fundamental rules of international law; (f) Torture; (g) Persecution against any identifiable group or collectivity on political, racial, national, ethnic, cultural, religious, gender as defined in paragraph 3, or other grounds that are universally recognized as impermissible under international law, in connection with any act referred to in this paragraph or any crime within the jurisdiction of the Court; (k) Other inhumane acts of a similar character intentionally causing great suffering, or serious injury to body or to mental or physical health». Atti criminosi, specificati negli «Elements of crime» del 2002 e del 2010 parte del medesimo accordo.

Non credo che occorra traduzione.
Cito solo perché è particolarmente significativo l’elemento del reato per le fattispecie dideportazione’ e ‘persecuzione’, specificati così: «Deportation or forcible transfer of population means forced displacement of the persons concerned by expulsion or other coercive acts from the area in which they are lawfully present, without grounds permitted under international law», «Persecution means the intentional and severe deprivation of fundamental rights contrary to international law by reason of the identity of the group or collectivity».

Sono certo che qualche tirapiedi di Salvini conosce un po’ di inglese, ma, specialmente, non ho dubbi che i Magistrati sappiano l’inglese e non solo.
Ricordo nuovamente, a beneficio di coloro che eseguono gli ordini, che l’art. 28 dello Statuto di Roma contempla e definisce la responsabilità di chi dà e esegue ordini, specificando che l’esecuzione di ordini non esime dalla responsabilità penale.

Mi permetto, infine, di ricordare che l’ordine di esecuzione del trattato è stato dato con legge 12.7.1999 n. 232, mentre la (pessima) legge 20.12.2012 (tredici anni dopo!) intitolata «Norme per l’adeguamento alle disposizioni dello Statuto istitutivo della Corte penale internazionale», all’art. 1 dispone: «Lo Stato italiano coopera con la Corte penale internazionale conformemente alle disposizioni dello statuto della medesima Corte, reso esecutivo dalla legge 12 luglio 1999, n. 232, di seguito denominato «statuto», e della presente legge, nel rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano», mentre all’art. 16 sono indicate le modalità per l’esecuzione della pena in Italia!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.