mercoledì, Agosto 21

Salvini e gli altri, tutti ‘o pastore della meraviglia L’imboscato Gianluca Savoini? E chi lo conosce? Non Salvini, non Conte, non Di Maio, non Moavero Milanesi, non l’Eni

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Alludevo, l’altro giorno, alla frase tormentone della grande Sandra Mondaini, ‘che barba che noia …’ per accennare alla vicenda finanziamenti della Russia alla Lega di Matteo Salvini, per rendere l’idea del fastidio di vedersi ripetere sempre e in eterno, senza requie lo stesso film, la stessa scena. ‘Non so’, ‘non c’ero’, ‘se c’ero dormivo’, ‘non conosco’, ‘non conoscerò’, ‘non ho mai fatto nulla’, ‘sono sereno’. Si può rendere la cosa al femminile, il discorso non cambia. Poco prima di Salvini, abbiamo visto prodursi nella sceneggiata, completa in ogni sua parte, il ‘giudice’ Luca Palamara, il ‘politico Luca Lotti, il super Procuratore Riccardo Fuzio, ecc. Tutti uguali, tutti a ripetere la stessa scena, senza nemmeno un po’ di fantasia, una variante, una battuta in più. Macché, sempre uguale.

Questa volta, la scena salviniana ha delle piccole modifiche, bisogna darne atto agli attori, anche perché sono di più e in svariate posizioni. E a me hanno fatto pensare al Presepe napoletano. Come forse ben sapete, a Napoli, la tradizione presepiale è enorme e molto colta e raffinata. Da noi, a Napoli, il rosario si baia poco, ma il presepe si fa molto. Eduardo, se non sbaglio, ripeteva un modo di dire: «il presepio (si dice così da noi) è bello, sono i pastori che sono brutti». E, nell’arte presepiale napoletana c’è una figura tradizionale, immancabile in ogni presepio che si rispetti: il pastore della meraviglia, che guarda esterrefatto la luce della stella che lo ha portato alla grotta … senza rosario, i pastori non lo usano.

Al pastore della meraviglia, anzi, ai pastori della meraviglia mi ha fatto pensare e mi fa pensare il mondo politico e, duole dirlo, giornalistico italiano, in questi giorni, di fronte alla ‘notizia’, con tanto di chilometrica intercettazione (o registrazione, non so bene) di conversazioni dalle quali si ricava, o, se preferite, si potrebbe ricavare che l’ENI si farebbe carico di un po’ di soldi da destinare alla Lega di Salvini, da parte degli amici russi.

Ma qui lo stupore è generale, appunto il pastore della meraviglia, il ‘presunto’ (per carità, sottolineo il presunto, qui la cautela è d’obbligo, guardate i giornali, tutti senza eccezione come sono cauti, perfino il foglio ufficiale degli stellini, quasi mette la ‘notizia’ in secondo piano) guarda incantato.

Salvini quel tizio (quel Gianluca Savoini) manco lo conosce, «che ne so io chi viene a cena con Putin» … Gesù, c’è una cena ufficiale con Putin e arriva un tizio che si imbosca, che sfrutta la cena, che scrocca un pezzo di aragosta.

E poi lo stesso Tizio, peraltro fotografato a Mosca a farsi i selfie con Salvini sulla Piazza rossa, ma Salvini mica lo conosce, chi sa chi è io mi faccio i selfie con tutti!

Poi arrivano foto di riunioni della Lega, dove assieme a Salvini ai tavoloni lunghi lunghi si vede il Tizio, sempre lui, sempre lo stesso, ma no chi sa chi è, si è imbucato anche lì.

Anche a via Bellerio, sede della Lega, si è imbucato, perché presiede, sempre lo stesso Tizio, una associazione di amicizia lombardo-russa, con sede nella sede della Lega: ma no, via, è un occupante abusivo di alcune stanze della sede della Lega, ha approfittato che Bossi ormai quasi non si vede più e si è fondato.

Sorvolo su Luigi Di Maio, che siede allo stesso tavolo con Salvini, Putin e il Tizio, ma non lo conosce e chi può mai sapere chi viene a cena con Putin … ma che è la sagra delle zucchine, che viene il primo che passa?

Anche il bel Conte, cauteloso come non mai: il Tizio? Ma no, e chi lo conosce, era alla canea? Davvero, alla cena organzzata da me, pagata da me e invitata da … non da me, che credete: la cena la ho organizzata io e la ho pagata io (leggi Palazzo Chigi, cioè noi!) ma gli inviti li ha fatti il Ministero degli Esteri … così, tanto per dare un bel calcetto all’aspirate Commissario europeo Enzo Moavero Milanesi, che peraltro non fa una piega e nemmeno sembra che l’abbia fatta quando a tavola, sedeva a poca distanza dal Tizio.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.