lunedì, Novembre 18

Salvini e gli altri: politica e religione all’assalto della civiltà Matteo Salvini, è affetto da una grave forma di delirio mistico. Il Caporale non è stato ancora informato che il Dio di Maria è padre di tutti gli uomini

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Procediamo con ordine. Ieri, lunedì 5 agosto, dall’aula del Senato sono arrivate un paio certezze.

Da ieri sera il M5S, insieme alla Lega e a Fratelli d’Italia, è ufficialmente il terzo partito parafascista nazionale. Adesso il mormone Luigi di Maio, anaffettivo ma innamorato perso della poltrona, potrà dormire senza usare il sonnifero, sulla pelle dei migranti.

Sempre da ieri sera, il M5S diventa l’unico vero legittimo rappresentante dell’archeologica Prima Repubblica, su questo non c’erano dubbi, ma ora c’è la firma sulla carta d’identità, apposta il funambolico senatore Alberto Airola, schiena diritta, come tutti i confratelli della setta. In 24 ore pare abbia cambiato idea una dozzina di volte sull’atteggiamento da tenere in aula, a proposito del decreto sicurezza. Per giustificarsi si è messo a tirare in ballo il mitico senatore Rino Formica. ‘La politica è sangue e merda’. Non esageri senatore Airola, i due sostantivi valevano per quella politica, che era sbagliata ma praticata da gente a cui lei non poteva fare nemmeno il domestico. Direi che per la sua ne basta solo uno di sostantivo, e il sangue mi pare sprecato.

Ancora in questa fatidica giornata, abbiamo finalmente la certezza che l’altro vicepremier, Matteo Salvini, è affetto da una grave forma di delirio mistico (speriamo sia solo questo), sebbene la sua spiritualità, a occhio e croce, non sia molto più sviluppata dell’affettività sfoggiata da di Maio.

I social diffondono la foto di una bella statuetta della Madonna di Medjugorje, tenuta in mano dal Caporale, mentre definisce la fiducia al decreto sicurezza un bel regalo nel giorno del compleanno della madre di Gesù. Ora, c’è una sottile estraneità tra Matteo Salvini e la Vergine Maria. Lei tira fuori il meglio dalle persone, mentre per avere contezza di quello che estrae l’altro bisogna tornare al discorso dello statista Alberto Airola e prendere uno dei sostantivi citati, sempre escludendo il sangue, prezioso come mai. Il Caporale non è stato ancora informato che il Dio di Maria è padre di tutti gli uomini, anche dei migranti, e se dovesse proprio fare un regalo a qualcuno, libererebbe noi da questo governo.

Dio non è cretino’, così volevo intitolare tempo fa un volume che alla fine uscì con un altro titolo. Intendevo stabilire un crinale netto tra Dio e coloro che se ne servono per sedurre altri cretini. Allo stesso modo cercavo di affermare, già in copertina, che i cretini sono spesso coloro che lo rappresentano, come, ad esempio, l’arcivescovo di Cracovia Marek Jedraszewski, costui, ispirato da una fede un tanto al chilo, nei giorni scorsi si è scagliato violentemente contro la comunità Lgbt polacca. Uno dei tanti uomini di Dio, si fa per dire, che odiano Papa Francesco, senza nemmeno troppo nasconderlo. Tempo fa uno di questi dissidenti in abito talare mi disse che Francesco ‘desacralizzava’ il ruolo dei sacerdoti. Tradotto in parole povere voleva dire che toglieva loro prestigio e potere, dimenticando di raccontare che il sacerdozio è oggi una caricatura di quello che dovrebbe essere.

Non è la prima volta che l’episcopato polacco scende così in basso con i gay, paragonandoli alla ‘peste nera’, mettendoli sullo stesso piano dei distruttori nazisti e comunisti. «Non esiste più un’epidemia e piaga rossa, ma ne sta nascendo una nuova, quella creata dalla cultura degli Lgbt e delle bandiera arcobaleno, minaccia per i valori e per la solidità sociale e familiare della nostra nazione» . Non soddisfatto, il vescovo è andato oltre, pronunciando una serie di gravi stupidaggini, infilandosi in discorsi paranoici sui valori della famiglia tradizionale che, se è quella di Adamo ed Eva, non promette nulla di buono.

Matteo Salvini, Luigi di Maio e Marek Jedraszewski, deliranti allo sbaraglio, uniti contro ogni forma di diversità, con modi diversi ma con lo stesso micidiale cinismo: chi per issarsi sul gradino più alto del Governo, chi per non tornare a vendere gazzose allo stadio, chi per riaffermare che Dio è fascista, che l’unica famiglia possibile è quella in cui i genitori rubavano mele e venivano licenziati dall’omone con la barba, mentre i figli di tanta pedagogia si scannavano tra di loro per futili motivi.

Questa è la deriva odierna, un esercito falliti, arrabbiati e incompetenti che infiltrano profondamente religione e politica, ammalando le collettività, incrementandone l’odio e la violenza, mettendo, così, le basi per la loro distruzione.
Una terribile eterogenesi dei fini, in cui personalità disturbate, che odiamo un mondo reo di averli respinti -e che ora addirittura vorrebbe accogliere neri, gay, e zingari- colonizzano vitali istituzioni di servizio, trasformandole in strumenti di vendetta personale.

La fiducia plebiscitaria sul decreto sicurezza ci dice che dobbiamo ricominciare tutto daccapo, perché i fascisti sono diventati più numerosi di quanto si possa tollerare, e dunque a ognuno di noi spetta l’onere di prendersi la propria parte di responsabilità affinché si possano mettere presto le cose a posto.
Possibilmente con le buone, perché così vuole la democrazia. Speriamo basti.

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