martedì, Luglio 23

Salvini – Di Maio: una tattica del nulla, una strategia pericolosa Si vive alla giornata, tra ladri di Pisa, guerra dei selfie, e gente che vuole cambiare aria, insomma, ‘Qui è un delirio’

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Scrive in un suo ‘Taccuino’ Ennio Flaiano, che la situazione politica in Italia è grave, ma non è seria. E’ il 1954 quando verga questa riflessione. E’ il 2019. Cambiati gli ‘attori’, la situazione è ulteriormente incancrenita. Per Palazzo Chigi può andar bene la filastrocca di Giuseppe Giusti,Il re Travicello’, l’ultima strofa, in particolare: «Un popolo pieno / di tante fortune, / può fare a meno / del senso comune. / Che popolo ammodo, / che Principe sodo, che santo modello / un Re Travicello!».
Seguire leimpresedel MinistroGanassae del suo Collega «Ciao mamma, guarda come mi diverto», diventa ormai stucchevole.

Il fatto di essere in campagna elettorale, di voler cioè guadagnare consensi in vista delle prossime elezioni per il Parlamento Europeo, per poi subito rilanciare per probabili elezioni politiche, non giustifica quello che accade, è accaduto, presumibilmente accadrà.

Fino a qualche giorno fa si poteva sospettare che tra Lega e Movimento 5 Stelle fosse in corso un litigio simile a quello che oppone i proverbiali ladri di Pisa, inseparabili nonostante le liti e i continui diverbi: la tradizione toscana, infatti, vuole che i suddetti ladri rubino insieme la notte e poi litighino tra loro tutto il giorno per dividere il bottino razziato. Ma ormai, il troppo non solo logora: stroppia. A Monteciorio (quel poco che ne rimane, un tempo era uno dei luoghi decisionali, ora quando va bene si limita a ratificare quello che altrove viene concordato), circola la battuta: «Siamo al Conte alla rovescia».

In previsione che il Presidente della Repubblica sia costretto a sciogliere le Camere in autunno (è noto che Sergio Mattarella è più che contrario a questa ipotesi) c’è già chi si esercita in scenari futuribili, e bofonchia: tutto quello che verrà, in definitiva, lo dobbiamo a Matteo Renzi. Il ragionamento è questo, in estrema sintesi: se nel campo della comunicazione televisiva si assiste a un dilagare delle news giallo-verdi, lo si deve al meccanismo di ‘riforma’ fortissimamente voluto da Renzi, che pensava di poterlo utilizzare pro domo sua; nel caso avesse vinto le elezioni. Avendole perse, ecco che gli avversari usano la riforma come lui avrebbe voluto usarla. Stesso discorso per la riforma della legge elettorale: si è confezionato un sistema elettorale per suo uso e consumo. Peccato che non abbia vinto, e che ora siano i suoi avversari a beneficiare di quell’uso e consumo.

Questo combinato disposto consente di fare qualche simulazione. I sondaggi, unanimi, certificano una ulteriore crescita della Lega, con un ‘raccolto’ di consensi che oscilla tra il 31 e il 34 per cento. Se il dato viene confermato dalle urne, significa che il partito di Matteo Salvini può, di fatto, governare da solo, facendo il ‘pieno’ di seggi sia a Montecitorio che a palazzo Madama. E con questa realistica ipotesi devono fare i conti sia Movimento 5 Stelle, che Forza Italia, che Partito Democratico.

In effetti, in questi giorni il Paese non ha altro da pensare se non rimirarsi le fotografie, debitamente postate su Instagram, del Ministro ‘Ciao mamma, guarda come mi diverto’, che fa sapere urbi et orbi di essere in romantica vacanza in Sardegna con la fidanzata: «Oggi siamo stati ad Orroli e abbiamo visitato il #Nuraghe Arrubiu, una delle testimonianze più incredibili dell`antica civiltà nuragica: è maestoso!». E poco prima, in acqua a mare, con la muta da sub, per esplorare «gli splendidi fondali della Sardegna».

E’ la guerra dei selfie. Perché anche il Ministro ‘Ganassa’ si produce, e consegna alla storia una sua fotografia mentre si balocca con una pasquale mitraglietta della Polizia. Litigano perfino sul cibo, i due: uno tesse le lodi della colomba; l’altro, dell’agnello, che, assicura, ‘lo sbrano’.

Fossero solo selfie. Parlano lingue diverse su Tav, tetto per i pagamenti in contanti, pensioni, chiusura dei negozi la domenica, comune di Roma e Raggi, sottosegretario Siri indagato…

Cento ne fanno, mille se ne inventano pur di restare a galla, ignari del fatto che spesso a restare a galla è qualcosa di cui ci si dovrebbe liberare con una catenella…

A loro discolpa si deve dire che sono i buona (si fa per dire), compagnia: da Carlo Calenda a Giorgia Meloni, per fare due nomi soltanto.

Distrazioni. Perché c’è chi bada al sodo. Si chiama Giancarlo Giorgetti, testa pensante e pensosa della Lega, sotto-Segretario alla presidenza. Se Giorgetti sospira: «Qui è un delirio», è il caso di tenerlo d’occhio. Non parla a vanvera. Nel suo giro si vocifera che mediti di cambiare aria, e prenotarsi un posto da commissario europeo. «Chi, meglio di Giancarlo? Per noi sarebbe l’ideale», si sente dire tra i suoi aficionados. «Non ne può più di questo stillicidio quotidiano». Lui sembra abbia già preannunciato: «Se dopo le europee non cambia tutto, io faccio un passo indietro».

Si vive alla giornata. Una tattica che non conduce a nulla. Una strategia, se così la si può chiamare, pericolosa.  

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