mercoledì, Ottobre 16

Salvini – Di Maio: la posta in gioco è il prossimo Quirinale Lo scopo di Matteo Salvini e Luigi Di Maio è di approfittare della scadenza del settennato di Mattarella per dare quel colpo in più al sistema

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Potrei dire che sono soddisfatto: comincia a circolare anche tra i ‘grandi giornalisti’ la tesi per la quale la posta reale in gioco nel duello (secondo me solo apparente, vediamo se prima o poi anche questa tesi si farà strada!) Lega – stellini (M5S) sia la Presidenza della Repubblica.

Mica una cosa marginale. Perché lo scopo di Matteo Salvini e Luigi Di Maio (più il secondo che il primo, secondo me) è di approfittare di quella scadenza per dare quel colpo in più al sistema, che le miserevoli cose che accadono ormai quotidianamente stanno cercando in tutti i modi di facilitare. Gli scandali ormai quotidiani che coinvolgono magistratura, politici, istituzioni, ecc. per non parlare del ‘mondo’ delle imprese e delle professioni, distruggono il già scarso senso dello Stato, o meglio la fiducia nello Stato degli italiani. Perché, non bisogna mai dimenticarlo, gli italiani sono italiani da sempre e nel profondo, ma lo Stato raramente lo hanno sentito proprio (chi sa, forse per qualche anno dopo la fine della seconda guerra mondiale), quasi mai dalla loro parte, mai onesto, stellini inclusi, inaffidabile sempre!

Tanto per fare un esempio, la vergognosa polemica scatenata dai renziani contro Nicola Zingaretti è l’ennesima prova del livello ormai bassissimo, e voglio essere complimentoso, al quale sono arrivati i ‘dirigenti’ in una lotta di potere, nella quale non capiscono a quanto pare, che di potere non ce ne è traccia e il partito, ammesso che esista ancora, è solo l’arena per fare valere le proprie narcisistiche figurine, lascive e sfuggenti. Perché, poi, di figurine si tratta.
Certo non saprei come paragonare, che so, Andrea Marcucci o il facciadibronzo Ettore Rosato ai dirigenti del PCI, o Matteo Renzi stesso per non parlare di Maria Elena Boschi che ha la faccia di tolla di difendere Luca Lotti dopo quello che abbiamo letto! Di difenderlo perché ‘i suoi’ lo attaccano: cioè la cosa di cui ci si dovrebbe vantare, diventa ai suoi occhi una colpa, la colpa di non essere mafiosi.
Siamo agli antipodi della politica e della cultura, anzi, della umanità.
Eppure è abbastanza normale che sia accaduto ciò: la nuova segreteria nasce dalla disastrosa sconfitta del partito determinata dalla precedente pessima dirigenza. La nuova, non diversamente dalla vecchia, ha messo un po’ da parte gli sconfitti, come avevano fatto loro a suo tempo. Solo che gli attuali sconfitti, a suo tempo, allontanarono dal partito le poche teste pensanti davvero, forse antipatiche (mai quanto Renzi), forse di sinistra eccessiva, ma pensanti e quindi scomode fino al punto di indurle a lasciare il partito. La nuova dirigenza li ha solo allontanati dalla … dirigenza (o forse dalla diligenza?). Ora che pensano di fare: andarsene loro? Lo stano programmando da due anni.
Beh, ringrazino Zingaretti al quale va riconosciuto almeno il merito di avere dato loro una buona scusa per andarsene, tanto degli specchi non hanno bisogno, hanno quasi tutti la barba. Se ne vadano, mi pare che dica la base (quel poco che ne è rimasto) ma basta litigi ‘tra dirigenti’, cioè di vertice.

Sarà un caso (non lo è) ma gli stellini sono alle prese con lo stesso identico problema. I vertici, sconfitti ancora di più di quanto non sia stato il PD, litigano per fregare l’uno l’altro. Ma hanno un vantaggio: sono tre o quattro, la base non esiste. E quindi il litigio è tutto tra di loro, alla faccia del Paese e del popolo del quale sono i paladini e gli avvocati.

Ma hanno un problema, serissimo. Se cade il Governo, come sta tentando in tutti i modi di farlo cadere Matteo Salvini (ha pasticciato anche in America!) si arriva alle elezioni. Gli stellini la maggioranza, visti i risultati ridicoli che hanno avuto (solo Marco Travaglio pensa che hanno fatto tutto loro … nemmeno il bel Conte), se la possono scordare, e quindi, non solo e non tanto perderebbero ladirezione’ (si fa per dire) del Governo, ma anche la maggioranza in Parlamento, e dunque avrebbero solo due alternative: andare all’opposizione o accettare una nuova convivenza con Salvini, ma non contando praticamente nulla.
Per di più, Dibba scalpita per andare proprio a vivere a casa di Salvini e Fico vorrebbe guardare a sinistra, cioè al PD, ma non trova nulla da quella parte, e poi, anche lui, mica ci vede tanto bene.

Di Maio, pur forse conscio che Salvini lo sta impiccando lentamente ogni giorno di più, non vuole né fare cadere il Governo né andare ad elezioni, ma vuole arrivare alla elezione del Presidente con l’attuale Parlamento.
Secondo me si illude, Salvini non glielo permetterà mai, ma ci prova e, cinico come è, potrebbe trovare un accordo di convivenza con Salvini (secondo la logica ‘tanto, perso per perso…’) isolando Dibba e poi cercare di giocarsi la partita del Presidente dove potrebbe fare valere i suoi voti. Ma per fare cosa? Trovare un Presidente malleabile per modifiche sostanziali al nostro regime: tanto ormai si è visto che la Costituzione la si può cambiare di fatto, senza ricorrere alle modifiche formali.
Perfino Sergio Mattarella non può resistere oltre un certo limite, basterebbe, come ho mostrato l’altro giorno, la accettazione di fare un Decreto legge per la sicurezza bis, del quale non c’era bisogno alcuno.

La partita, dunque, è molto complicata e si gioca tutta fra i due, mentre gli italiani si accingono a pagarne il prezzo, aggravato dalla inconsulta e demenziale guerra all’Europa che i due (su questo in perfetto accordo) stanno conducendo e che pagheranno gli italiani.

Il tutto solo per il loro potere personale.

Ci vorrebbe una opposizione. Appunto, presa in mezzo agli scontri inconsulti tra Renzi e Zingaretti … di nuovo, e gli italiani?

La cosa terribile, la più terribile di tutte, è che la mostruosa macchina propagandistica di Salvini e di Casaleggio, rende agli italiani la situazione del tutto incomprensibile, presi come sono (siamo) nello scontro da tifo di stadio che i due hanno suscitato e aizzano in continuazione, e, si sa, i tifosi sono pessimi allenatori.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.