lunedì, Novembre 11

Salvini Di Maio: insulti, volgarità, propaganda si, fine del Governo no Il 27 Maggio si faranno i conti e a quel punto inizierà la vera partita, quando Salvini e Di Maio dovranno vedersela con i loro ‘scontenti’, scopriranno la bellezza della vita di coppia, troveranno accordo su tutto

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Dai titoli dei giornali di ieri, 21 Maggio 2019, sembrava di assistere ad una sorta di caduta dell’impero, un impero un po’ ‘de noantri’, ridicolo anzi che no, volgare, sempre volgare e sempre più volgare, di gente che in realtà non sa che cosa fare oltre urlare. Beh, quasi di tutti i giornali, perché, nel caos demenziale che si recita a Palazzo Chigi, solo il foglio ufficiale dei 5S dedica il ‘fondo’ a … Carlo Calenda, che si ‘imbuca’ nella piazza leghista. Ormai, la frenesia di propaganda, l’odio per l’avversario/nemico acceca tutti, gli ‘amici’ dei combattenti che cercano di negare o di parlare d’altro, i ‘nemici’ che attaccano a testa bassa. Vorrei suggerire una bella doccia fredda collettiva, ma dubito che sarei ascoltato.

Devo dire, sinceramente, che mi fanno un po’ pena quei (pochi) giornalisti che vivono accampati in Piazza Colonna, magari sotto la pioggia, per raccontare … il nulla. O meglio, lo scontro violento, rozzo, rusticano, ma sempre e comunque volgare, incolto e, ciò che più colpisce, incapace, inconsapevole dei problemi reali, inconsapevole delle regole o indifferente quando non sprezzante delle regole; lo scontro non tanto per affermare il proprio potere o la propria volontà o (e va bene lo sappiamo che non esiste) la propria ‘linea’, ma semplicemente la propria persona, la propria faccia più o meno livida, contorta, cupa, sudata, stravolta dall’intrigo, dalla mancanza di sonno, dalla totale perdita di lucidità.

Addirittura i giornali discettano delle difficoltà e delle arrabbiature di Conte; Conte chi?, ma davvero fanno sul serio? Ma secondo voi c’è uno solo dei tre o quattro ‘personaggi’ che si azzuffano nel Palazzo che si preoccupa o che si sia mai preoccupato di cosa vuole Conte, di chi sia Conte, di cosa faccia Conte? Evvia, non scherziamo. Se Conte esistesse, avrebbe da un pezzo messo in riga queste isterie da primadonna in ritirata o se ne sarebbe andato. Suvvia ‘Conte si trincera dietro il Quirinale’: questa è l’immagine della realtà. Ed è una immagine triste, deprimente … dei bambini che si nascondono dietro la gonna della mamma, beh i pantaloni del papà (se no Mattarella, magari, si offende, qua a scherzare si corrono rischi seri ormai) per fermare questo, ritardare quello: questa è la nostra politica.

Ma insomma, avete capito che succede, quali sono i temibili e gravissimi problemi sul tappeto che fanno scornare tra di loro i nostri ‘governanti’? Manco Churchill vs Chamberlain! Anzi no, scusate, mica litigano, dice serafico Di Maio, siamo alla vaudeville! E i temi dello scontro funesto?

Primo tema: i migranti, gli orrendi migranti che invadono l’Italia: ben 46 o 52, insomma roba così, un’orda. E la profondità del pensiero e dell’umanità di Matteo Salvini subito si misura: a Mirandola un incendio, forse provocato da uno straniero ‘nordafricano’, e il Ministro non perde l’occasione per dichiarare, con il solito modo colmo di cultura e di umanità, rosario alla mano, e, naturalmente, su Facebook: «arrestato giovane immigrato nordafricano per il rogo che ha devastato la sede della Polizia locale di Mirandola: due morti, decine di feriti e intossicati. Una preghiera e un abbraccio alle famiglie delle vittime. Altro che aprire i porti! Azzerare l’immigrazione clandestina, in Italia e in Europa, è un dovere morale: A CASA tutti!» … dimenticando che tra i due morti una è … straniera.
Al solito, subito azzannare: odio e superficialità, ‘clandestino’, ‘nord-africano’, ecc. Non è questione di essere d’accordo o meno, è che un Ministro dovrebbe parlare e agire diversamente e non spargere odio ad ogni parola, o meglio, dovrebbe fare politica.
Ma che dire della vomitevole replica degli stellini ‘se tu lo avessi rimpatriato…’ e con la richiesta (altro che fascismo, qui c’è la pretesa del processo preventivo, anzi della indicazione lombrosiana della attitudine criminale, roba da Medio Evo!!) «dovrebbe essere proprio il Viminale a chiarire perché quell’uomo con intenzioni omicide era libero di circolare in giro in Italia fin arrivare ad appiccare il fuoco»  ‘intenzioni omicide’, ora magari si penserà a controllare i cittadini italiani per vedere se hanno intenzioni omicide, o forse solo gli stranieri … ma vergognatevi tutti!

Secondo tema: sbaraccare qualche soldo dal reddito di cittadinanza, fallimentare e fallito (a proposito che fine hanno fatto i Nocchieri del Missipipì?) per darlo alle famiglie che fanno figli … già alle famiglie o alle donne, seppure senza famiglia o magari a quelli che adottano, ecc.? Ma poi, pare che non si possa, non ci sono le coperture, puntualizza Giovnni Tria che ormai si sente il padrone del vapore. E, subito pronto, Giggino ‘gli spiegherò io che i soldi ci sono’, il novello Modigliani!

E poi, terzo tema già quasi dimenticavo, l’odio per l’Europa, la volontà di rovesciarla come un calzino. Non si sa perché e per cosa, ma in nome della sovranità nazionale, cioè di una riduzione di poteri e capacità, ma specialmente di ricchezza. L’odio e l’incomprensione, perché questi non hanno idea di cosa sia e come funzioni l’Europa, la figura imbarazzante del Sottosegretario agli Esteri di qualche sera fa su ‘Sky’ è esemplare.

E problemoni così: questi sono i temi in discussione in un caos da fare ridere. Sì, ha ragione ‘Huffingtonpost’: ‘un Cdm ridicolo’. Ma poi il titolo continua (e in gran parte cose analoghe vengono dette in altri giornali) dicendo più o meno che il Governo non c’è più!
Verrebbe voglia di dire: ma quando mai c’è stato? Anzi, non verrebbe voglia, è così.

È ormai da oltre un anno che assistiamo solo a questo: zuffe continue, insulti, propaganda, minacce (anzi così è cominciato tutto, ve lo ricordate l’impeachment di Mattarella?), promesse mirabolanti, realizzazioni inesistenti. Da una promessa, non a caso recitata da Conte ‘sarà un anno bellissimo’, alla realtà della crescita allo 0.2% … ma tranquilli anche la Germania cresce meno del previsto! Come se uno, alle prese con una diarrea mostruosa, dicesse “ah vabbè niente di male, il mio vicino ha mal di pancia”.

Eppure, in questo caos, in questa drammatizzazione ridicola della situazione, che è più che drammatica, ma per risolvere la quale gli attori in scena non hanno alcuna idea di cosa fare, ma specialmente nessuna intenzione di fare, gli attori stanno solo recitando la parte dei duri per scopi propagandistici ed elettorali. La fine del governo, paventata da gran parte della stampa (ieri alle 18,56 ‘Ansa’ ha battuto ‘Conte al Quirinale’ quasi subito rettificato), non è all’ordine del giorno.

Il 27 Maggio, si faranno i conti e si vedrà quanto i due hanno perso, perché entrambi perderanno, chi più chi meno. E a quel punto inizierà la vera partita.
Salvini avrà da vedersela (e non sarà facile, le dichiarazioni durissime di Giancarlo Giorgetti sono un chiaro segnale) con i suoi sostenitori delusi, gli industriali del Nord e specialmente del Nord-Est, poco amanti delle tasse, eccetera, e con i due pretendenti al trono, Luca Zaia e Roberto Maroni, che gli contesteranno i non risultati di questo anno di ‘sgoverno’.

Di Maio, l’enfant prodige di Grillo e Casaleggio, a sua volta, dovrà rendere conto non solo ai due ma anche al resto del partito che conta (poche persone, ma col dente avvelenato e timorose di perdere consensi e quindi di chiudere prematuramente la propria improbabile carriera politica) e specialmente allo scalpitante Alessandro Di Battista.

E allora i due scopriranno la bellezza della vita di coppia, troveranno accordo su tutto, facilmente, perfino con Tria, perché la loro sopravvivenza politica è legata l’una a quella dell’altro: simul stabunt simul cadent, come dicono quelli che sanno il latino come Di Maio e Salvini.

E l’opposizione? Perché c’è una opposizione? Nicola Zingaretti è sempre più sballottato qua e là dalle lotte interne e dai trabocchetti di Renzi, attraverso ora Calenda, ora Orfini e i giovani turchi, ora i presidenti dei gruppi, affidabili come due bisce, e … naturalmente le fantasie di Zanda e di chi sa chi altri.

E i due riusciranno nel loro vero disegno: arrivare all’elezione del Capo dello Stato e da lì partire verso lo scontro finale. Lo ho scritto altre volte: le diarchie finiscono invariabilmente con la fine di uno dei due e io continuo a pensare che la vittima più probabile, alla fine, sarà Salvini.

A meno che, sì, a meno che da queste elezioni venga un terremoto per i due, ma, di nuovo, ci vorrebbe una opposizione.
Peccato, perché questo Paese ha ancora persone e Istituzioni capaci di funzionare e orgogliose del proprio essere, la vicenda della Sea Watch e del giudice Patronaggio, ma anche della Guardia di Finanza, della Guardia Costiera, ecc. sono un esempio, uno di molti, ma quanta fatica ci vuole e come è triste sentirsi invitare a difendere in piazza la legalità!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.