lunedì, Luglio 22

Salvini costretto calmarsi, fa finta di cambiare la politica sui migranti La direttiva del Viminale del 18 marzo dice niente, solo che Salvini è stato costretto calmarsi per fini elettorali

0

Con tutta la possibile pacatezza, dopo qualche giorno dai fatti, si può tentare una rapida analisi di quanto accaduto in riferimento all’episodio della nave italiana oggi nel porto di Lampedusa, perché ciò che è accaduto rappresenta un cambiamento di rotta notevole nellapolitica del Governo e specificamente del Ministro Matteo Salvini. No, non parlo di vittoria o sconfitta, lascio ad altri queste piacevolezze … rilevo solo con ironia l’‘astinenza’ di Salvini che non va al pranzo con Xi, geniale!

Non va, però, dimenticato, che, contemporaneamente al salvataggio di quei cinquantamigranti’, un altro numero imprecisato di persone è naufragato e probabilmente affogato non lontano da lì. Ciò dovrebbe farci riflettere seriamente. Perché non credo sia accettabile che delle persone muoiano nel tentativo di raggiungere l’Europa, che è un loro diritto, come ho spiegato più volte, benché suscettibile di tutti i controlli possibili da chi li riceve. Che il naufragio accada lontano dagli occhi di noi tutti e della stampa, che colpevolmente non dà notizie sui molti naufragi che continuano ad avvenire, ma che non ‘fanno notizia’, non cambia il fatto che si tratta di persone che muoiono.

E, anzi, innanzitutto cerchiamo di cambiare linguaggio per evitare di cadere nella propaganda, o peggio nel razzismo. Quelle persone sbarcate a Lampedusa l’altro giorno non sonomigranti’, sono persone, esseri umani normali, persone come noi. Lo dico solo perché sempre più, e non solo per colpa di questo Governo purtroppo, si tende ad associare al termine migranteun significato negativo, molto vicino al concetto di delinquente. Si dimentica, cioè, per lo più, che quelli che chiamiamo migranti, in genere sono persone che fuggono da situazioni di vita durissime, e non solo per mancanza di cibo e di lavoro, ma dal punto di vista delle libertà e delle garanzie civili. Pur non essendo migranti economici in senso stretto, perché non fuggono ‘solo’ dalla fame e dalla miseria, sono persone che cercano di sottrarsi ad una vita difficile e sofferta, fatta di soprusi e mancanza di libertà. Molti, infine, fuggono nella speranza di arrivare in Europa e da lì poter mandare un po’ di soldi alle loro famiglie, che spesso si svenano per permettergli di fuggire dal proprio Paese. Affrontano viaggi spaventosi, non certo per andare in vacanza!
Se lo fanno, è evidentemente perché le condizioni di vita a casa loro sono insopportabili, anche per chi non sia in totale miseria. Anzi, è facile immaginare che, alla fine, chi fugge lo fa proprio perché ha la possibilità in qualche maniera di ‘pagarsi’ il viaggio, ma fugge lo stesso.
Infine, queste persone, giungono in Libia e lì subiscono ogni sorta di angherie, di maltrattamenti, di ricatti, di abusi. Lo sappiamo noi, lo sappiamo benissimo. Non si può limitarsi a fare spallucce, come fa Salvini, e dire che non ci riguarda ciò che accade nelleprigioni private’: solo dire, immaginare, ammettere che possano esistere delle prigioni private dovrebbe essere considerato una infamia da correggere subito. Purtroppo, riuscirci è molto difficile, ma ciò non ci solleva in alcun modo dalla responsabilità, almeno da quella morale.

Ma dicevo, è cambiata la linea del Governo, ammesso (e non concesso) che quella fin qui perseguita fosse la linea del Governo e non solo di Salvini. Beninteso, tutti abbiamo visto i Ministri assumersi la corresponsabilità di quanto fin qui fatto per scaricare la responsabilità dalle sole spalle di Salvini, ma è chiaro come il sole che è stato finora Salvini il solo a decidere. Non che, sia chiaro, gli altri membri del Governo non fossero sostanzialmente d’accordo, basterebbe vedere le dichiarazioni di Danilo Toninelli, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, ma Salvini ha esagerato e ora il Governo, mi pare, comincia a cercare di fare ordine.
Egoisticamente, per carità non per altro, sempre di politicanti parliamo: ma
il Governo (tutto, anche la Lega) non può rischiare altri incidenti gravi sotto elezioni. E quindi gli avvocati e avvocaticchi del Governo sono scesi in campo e hanno indotto Salvini a usare toni meno aggressivi ma specialmente ad usare meglio i suoi poteri. E si legge, nella direttiva del Viminale del 18 marzo: «i diversi profili della politica migratoria del Paese e dell’Unione Europea sono stati affrontati negli ultimi anni sotto il poliedrico approccio della dimensione interna della politica di migrazione, della tutela delle frontiere esterne dell’UE e del rafforzamento dell’azione di contrasto al traffico di migranti» … al di là dell’angoscioso riferimento alle ‘frontiere esterne’, che lascia intendere che ve ne siano di interne e ‘la politica di migrazione’ (forse voleva alludere alla ‘immigrazione’?) quel ‘poliedrico’ è meraviglioso! Ve lo immaginate Salvni o Di Maio dire, cose del genere?

Il Ministro dell’Interno non può sequestrare navi, arrestare persone e chiudere porti. Questo è chiaro e indiscutibile. La Ministro Giulia Bongiorno, credo lo abbia spiegato ben chiaro a Salvini da quando lo ha indotto ad abbassare i toni (ricordate? «processatemi, fate quel che volete ecco il mio petto» e fesserie del genere), facendogli capire (o almeno urlandogli nelle orecchie … capire è parola difficile in certo casi) che il documento di accusa del Tribunale dei Ministri di Catania era scritto con i fiocchi e in un processo Salvini correva seriamente il rischio di essere condannato.

E sono arrivati gli avvocati, magari come ho detto avvocaticchi o azzeccagarbugli, ma Salvini, forse contro voglia, ha accettato: il rischio è troppo alto. E da ciò nasce quel documento di cui, non a caso, poco si è parlato sulla stampa, e che è stato ‘venduto’ come una direttiva, un ordine, mentre è solo un … documenticchio, che non dice nulla di nulla. Bisognerebbe leggerlo, ristamparlo sui giornali mille volte, spiegarlo bene. Non dice nulla. ‘Spiega’ quali sono le norme italiane in materia di sovranità sul mare (sbagliando, come ho sottolineato, la terminologia e quindi i concetti: confondere la sovranità con la giurisdizione è roba da bocciatura immediata ad un qualunque esame di diritto) e poi si limita adipotizzareche certi comportamentipotrebberoessere immigrazione clandestina, chepotrebbe darsi che raccogliere naufraghi che non stanno affondando, eccetera possa non essere lecito. Vedete quanta cautela?

Appunto, lo ho anche scritto: bisogna lasciare alle nostre regole di funzionare. E le nostre regole dicono che non si arresta nessuno, che non si fermano navi, eccetera, senza un ordine del Magistrato, senza una indagine, senza documenti.
E infatti alla nave è stato ‘chiesto’ di fermare i motori (atto assurdo in mare!) e la nave ha rifiutato … mica la hanno affondata! È andata in porto e ha attraccato tranquillamente dopo qualche ora di attesa; ha sbarcato le persone e le ha avviate ad un centro di accoglienza; e ora il Magistrato svolge le indagini del caso. Certo esiste il sospetto che ci sia stato un comportamento di ‘favoreggiamento’, il Magistrato valuterà, concluderà, deciderà, le sue decisioni saranno impugnate, come quella del sequestro della nave, subito impugnata; eccetera.

Ora si vedrà che Savini tacerà, lascerà che le leggi funzionino come devono, magari digrigna i denti, ma ora è bene che stia zitto e si calmi: di abusi meglio non farne o lasciare l’impressione di volerne fare. Ora è il momento del silenzio e del rispetto della Magistratura e del diritto.

Ma non basta. Perché ora si deve vedere se, a sua volta, la Magistratura saprà fare bene il suo lavoro, senza giocare sulle norme e prendere tempo … a proposito la Sea Watch è sempre sotto sequestro, perché? Ora la Magistratura ha la sua grande occasione di mostrare che le leggi ci sono e che si possono, anzi si debbono, applicare bene e in fretta.

Ciò che c’è ora da aspettarsi è un ritorno rapido alla normalità del diritto, delle regole.
Ma il problema di fondo rimane tutto intero lì dov’era, e quel problema è, come era, politico, etico di civiltà.
Dobbiamo come italiani decidere una linea di comportamento chiara e limpida, che tenga conto sì degli interessi, ma non di quelli dei politicanti, e tenga conto del diritto e, ebbene sì, dell’umanità, quella che ci viene richiesta esplicitamente dalla nostra Costituzione. Saranno Conte Di Maio e Salvini in grado di farlo e vorranno farlo? Non credo proprio, a loro interessa solo il potere e, al massimo, vogliono calma sufficiente per poterselo spartire.

E quindi lapalla passa a noi, a noi cittadini italiani, a noi cittadini sconvolti dalle morti in mare e dalla rabbia di chi vede morire i propri figli e non trova altro che tentare la vendetta. Dobbiamo uscire da questa logica: l’umanità e il diritto sono lo strumento, unico, per evitare la vendetta.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.