mercoledì, Novembre 25

Sahara Occidentale: l’ultima colonia africana

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È l’anno 1976. La Spagna abbandona la sua colonia nel Sahara Occidentale. Nei successivi quarant’anni l’area viene occupata dal Marocco che, nei fatti, non accetta il piano di pace e il referendum di autodeterminazione del popolo saharawi. A raccontarci la storia travagliata del Sahara Occidentale è Abdulah Arabi, rappresentante a Madrid del Fronte Polisario (Fronte di Liberazione Popolare di Saguia el Hamra e del Río de Oro): “Il Sahara occidentale è un territorio che figura dagli anni ’60 nell’agenda dell’ONU come territorio in attesa di decolonizzazione. Era stato colonizzato dalla Spagna che, invece di intraprendere il percorso della decolonizzazione, lo ha ceduto al Marocco e alla Mauritania nel 1975”.

Nel 1973 si era formato il Fronte Polisario, movimento politico a favore dell’autodeterminazione, che aveva cominciato a combattere contro l’occupazione spagnola. La Spagna rispose promettendo un referendum di autodeterminazione ma il Marocco reclamava il Sahara Occidentale come parte integrante del suo territorio e, nel 1975, organizzò la cosiddetta Marcia Verde, per iniziare l’occupazione della zona. La Spagna, dunque, firmò il cosiddetto Accordo Tripartito di Madrid con il quale cedeva l’amministrazione del territorio a Marocco e alla Mauritania: “Questi accordi sono illegali. Vennero firmati fra tre Paesi ma non passarono per il Congresso spagnolo e pertanto non hanno nessuna validità giuridica né sono validi dal punto di vista del diritto internazionale. È stato semplicemente un accordo mediante cui la Spagna ha abbandonato il Sahara Occidentale e il popolo saharawi e ha lasciato le porte aperte all’occupazione illegale e militare del Marocco a nord e della Mauritania a sud”.

“A partire da quel momento inizia la lotta armata da parte del Fronte Polisario come movimento di liberazione all’interno del continente africano e a livello internazionale per liberare il suo territorio e, nel 1979, la Mauritania si ritira dalla guerra”, continua Arabi, “Nel 1991, l’ONU e l’Unione Africana propongono un piano di pace che include un referendum di autodeterminazione per il popolo saharawi. Da quel momento, sono passati più di vent’anni aspettando l’applicazione di questo piano di pace che non viene attuato a causa degli ostacoli interposti dal Marocco e della passività della comunità internazionale”.

 

Il ruolo della Spagna

Le sorti del Sahara Occidentale continuano tutt’oggi a essere legate alle decisioni della Spagna: “Secondo il diritto internazionale e secondo l’opinione del dipartimento giuridico del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la Spagna continua ad essere il potenziale amministratore del territorio. Non c’è nessun Paese, invece, che riconosca la sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale”, spiega Arabi, “In questi ultimi 40 anni, nessun governo spagnolo ha lavorato come amministratore del territorio, semplicemente hanno continuato ad assicurare il proprio interesse economico con il Marocco, includendo la ricchezza del Sahara Occidentale, a discapito delle aspirazioni legittime del popolo saharawi. Il Sahara Occidentale appartiene al popolo saharawi che però è in attesa che la comunità internazionale dia la possibilità di esercitare il suo diritto attraverso l’attuazione del piano di pace”.

Il territorio del Sahara Occidentale è formata in gran parte dal deserto. Nonostante ciò, è una regione piuttosto ricca perché possiede una delle zone più pescose al mondo e uno dei più grandi giacimenti di fosfato a livello internazionale: “Il Marocco ha utilizzato negli ultimi 40 anni una politica di manipolazione permanente e i governi spagnoli hanno accettato questo ricatto. L’utilizzo delle risorse, infatti, viene negoziato con il Marocco. Gli accordi illegali di Madrid del 1975 volevano garantire la presenza degli interessi economici spagnoli nel Sahara Occidentale. A ciò si aggiungono altri interessi, come l’immigrazione marocchina e il tema delle città spagnole di Ceuta e Melilla. Il Marocco esercita una pressione permanente e fa in modo che soprattutto Francia e Spagna non si pronuncino chiaramente sul Sahara occidentale. Non siamo contro una politica d’intesa fra la Spagna e il Marocco, anzi, crediamo sia necessaria. Purtroppo è stata sempre utilizzata contro le aspirazioni del popolo saharawi” spiega Arabi.

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