mercoledì, Agosto 12

Rwanda: scongiurata invasione del Burundi

0

A meno di un mese e mezzo dalle elezioni, l’esercito ruandese ha scongiurato un’invasione tentata dal gruppo terroristico FDLR e dalle milizie genocidarie burundesi Imbonerakure. Il tentativo è avvenuto all’alba del 21 giugno nel distretto di Bugarama Ruanda. Tre compagnie FDLR Imbonerakure hanno oltrepassato il confine alle 5 del mattino ore locali mettendosi in contatto con simpatizzanti hutu del distretto di Bugarama. Un supporto vitale per l’operazione militare che si è rivelato una trappola mortale. Sulla base di un doppio gioco i presunti simpatizzanti hutu hanno informato il governo di Kigali permettendo alle forze di difesa di agire.  Gli scontri sono iniziati alle 7.30 del mattino secondo quanto riferiscono le nostre fonti. I terroristi sono stati bloccati da reparti di fanteria con supporto di elicotteri da combattimento MI24 hind di fabbricazione russa in dotazione all’esercito ruandese. I terroristi burundesi dopo un primo tentativo di resistenza sono stati costretti a rifugiarsi in territorio burundese investiti da una micidiale e mortale pioggia di fuoco.

Questo è il decimo tentativo di invasione delle FDLR da quando il gruppo terroristico è stato creato nel 2001 dalla Francia. Il grave scontro giunge un mese dopo la consegna di armi al regime  Nkurunziza da parte di Parigi via Congo e dall’arrivo a Bujumbura di 10 carri armati ultima generazione inviati dal Presidente Putin al suo alleato Pierre Nkurinziza.

Il portavoce dell’esercito ruandese, il Colonnello René Ngendahimanaha confermato l’avvenuta battaglia senza però dare notizie sulla nazionalità dei terroristi. Nazionalità ruandese e burundese secondo fonti locali confermate da diplomatici africani che sottolineano il pieno appoggio del regime HutuPower burundese alla invasione.

Accusa negata dal portavoce della difesa burundese che paradossalmente nega che sia stata tentata una invasione in Rwanda. Al contrario si afferma che soldati ruandesi abbiano oltrepassato il confine rapendo un pescatore di cui è stata resa nota l’identità: Jackson Ndayikengurukiye. Il pescatore è stato messo in libertà 24 ore dopo il suo prelevamento assicurano i media burundesi. Il silenzio di Kigali fa presupporre un avvenuto sconfinamento dell’esercito ruandese in Burundi probabilmente per inseguire i terroristi sconfitti a Bugarama.

«Più che invasione, io penso che si trattasse di un tentativo di porre basi operative in supporto di una offensiva militare contro il Rwanda ideata dalle FDLR forti del tacito rinnovo del sostegno francese del Presidente Emmanuel Macron. Il rischio di una guerra regionale si fa sempre più concreto», spiega un docente universitario burundese in esilio forzato a Kampala. Interrogato sul rischio di genocidio il professore risponde: «Gli eurodeputati Michel e Kyenge hanno visto bene. In pratica i tutsi burundesi sono già dei morti viventi. Tutto è pronto e il genocidio attende solo gli ordini operativi che arriveranno in caso di invasione. Se verrà effettuata la liberazione del Burundi vi sarà il bagno di sangue. I tutsi saranno anche utilizzati come scudi umani. Sarebbe auspicabile una forza di pace ONU ma Francia Russia e Cina si stanno imponendo per evitare il dispiegamento dei caschi blu.  La responsabilità di evitare un secondo olocausto nella regione è ora nelle mani di Kagame, Museveni, Trump e Netanyahu», spiega il professore in esilio.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore