venerdì, Novembre 15

Rwanda: Paul Kagame ordina l’operazione ‘Mani Pulite’ Le pratiche illegali che hanno portato alla perdita di 15,74 miliardi di Franchi Rwandesi e l’estensione del fenomeno ha seriamente intaccato i principi del Fronte Patriottico Rwandese

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Dallo scorso luglio le autorità statali rwandesi addette al monitoraggio hanno scoperto una lunga serie di malversazioni e casi di corruzione in settori statali strategici che ha portato ad una serie di licenziamenti e arresti. Il ripulisti è scaturito da una inchiesta condotta lo scorso luglio dal Comitato Parlamentare della Trasparenza Finanziaria Pubblica e dai risultati del audit condotto nel giugno 2017 dall’ Audit Generale della Repubblica. I risultati dei due rapporti sono devastanti.

Si sono riscontrate gravi violazioni del rigido manuale degli appalti pubblici, delle regole anti frode, conflitti di interessi, assunzioni irregolari, malversazione dei fondi pubblici tra il 45% dei Direttori Generali e Responsabili agli Acquisti. I Ministeri più colpiti sono l’Ente dell’Acqua e dell’Igiene, l’Autorità Fiscale del Rwanda e il Ministero della Sanità.

Secondo le due indagini i Ministeri citati e altre 13 istituzioni pubbliche a livello regionale hanno condotto pratiche illegali che hanno portato alla perdita di 15,74 miliardi di Franchi Rwandesi (RWF), circa 16 milioni di euro. La malversazione dei fondi pubblici ammonta a 9 miliardi di RWF. Gli appalti irregolari ammontano a 3,2 miliardi di RWF, mentre gli appalti semi irregolari ammontano a 1,7 miliardi di RWF. Gli acquisti considerati completamente inutili e non autorizzati ammontano a 244 milioni di RWF e le frodi finanziarie ai danni dello Stato a 400 milioni di RWF.

Il Presidente Paul Kagame e il governo sono rimasti scioccati dalle perdite economiche inaccettabili in un Paese che sta disperatamente lottando per assicurare il benessere a tutta la popolazione, unica arma preventiva per evitare l’emergere dei conflitti etnici e un secondo genocidio. L’estensione del fenomeno ha seriamente intaccato i principi di base del Fronte Patriottico Rwandese che liberò il Rwanda, sconfiggendo le forze HutuPower nel 1994 che avevano massacrato 1 milione di civili in cento giorni. Il FPR si è sempre posto come garante della gestione dei beni pubblici e come principale motore per lo sviluppo socio economico del Paese.

Il Presidente Paul Kagame ha trasformato i concetti di trasparenza finanziaria, della buona gestione dei fondi pubblici e dell’efficienza in dogmi da applicare seriamente non solo in Ruanda ma nel resto dell’Africa. I rapporti sul tavolo della Presidenza dimostrano che le malversazioni e la corruzione sono pratiche diffuse proprio all’interno dell’ apparato statale in quanto la maggioranza dei funzionari pubblici sono iscritti al partito.

I risultati dei due rapporti sono stati inizialmente tenuti segreti al fine di prendere energiche misure contro i colpevoli. Misure che sono scattate la scorsa settimana con un’ondata di arresti e licenziamenti senza preavviso. Quando la magistratura ha colpito con fermezza e senza esitazione, il governo ha fornito ampie informazioni ai Media nazionali con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica.

Mercoledì 8 agosto il Ministero della Sanità è stato decimato. Funzionari, direttori, responsabili degli acquisti e risorse umane sono stati licenziati ed arrestati. Tra essi 23 alti funzionari e ricercatori del Centro Biomedicale Ruandese. Hamad Baligira, direttore delle risorse umane e dell’amministrazione del Ministero della Sanità e Thèogène Namahungu, direttore della Unità della Tecnologia Sanitaria e della Pianificazione delle Infrastrutture sono stati licenziati in tronco, ricevendo un avviso di garanzia. Secondo notizie non ufficiali il 32% dei funzionari e responsabili del Ministero sono stati soggetti a questi seri provvedimenti.

La lista delle attività fraudolente e criminali è talmente impressionante da aver seriamente compromesso il dovere del governo di garantire una moderna ed efficiente copertura sanitaria alla popolazione.  Hamad Baligira è accusato di aver approvato oltre duecento assunzioni irregolari di personale sanitario non avente i requisiti richiesti dai bandi di concorso, di nepotismo e corruzione. Thèogène Namahungu è accusato di aver alterato varie gare d’appalto inerenti l’acquisto di attrezzature biomedicali, costruzioni di infrastrutture e acquisto di medicinali.

L’acquisto di attrezzature biomedicali, medicinali e la realizzazione di infrastrutture sanitarie ricevono annualmente il 42% del budget totale destinato alla Sanità, quindi le frodi al danno dei contribuenti hanno causato un grave danno per il Paese, oltre che mettere in seria discussione l’onestà del Fronte Patriottico Ruandese.

I rapporti dimostrano che sono stati acquistati per vari miliardi di Franchi Rwandesi incubatori, CT scan, monitor fetali e attrezzature di laboratorio che non sono mai stati utilizzati presso i centri sanitari e gli ospedali. Sono stati effettuati acquisti di costosissime attrezzature sanitarie senza prevedere i pezzi di ricambio. Molte di queste non sono mai state richieste dalle direzioni ospedaliere che erano ignare degli acquisti.  Inoltre i libri contabili del Ministero della Sanità sono stati falsificati per nascondere appropriazione indebita di denaro pubblico e spese fatte per familiari, parenti e amici.

L’operazione ‘Mani Pulite’ rwandese ha coinvolto anche la prima istituzione garante del Paese, il Rwanda Defence Force (RDF) che da luglio è impegnata a respingere tentativi di invasione condotti da Imbonerakure e dai terroristi FDLR provenienti dal Burundi. Il Luogotenente Colonnello Innocent Muyengango, porta parola del RDF ha annunciato l’arresto di 10 alti ufficiali e 57 ufficiali accusati di indisciplina e gravi reati tra i quali: alcolismo, abuso della propria posizione per ottenere vantaggi economici personali, fiancheggiamento a bande criminali, estorsione di denaro condotte su enti pubblici e cittadini, abusi di potere e atti violenti contro la popolazione nelle zone rurali.

I crimini, l’indisciplina e gli abusi di potere riscontrati nelle Forze Armate sono talmente gravi che hanno costretto mercoledì scorso il Presidente Paul Kagame a firmare l’Ordine Presidenziale No. 22/01 che prevede la rimozione e l’arresto di qualsiasi soldato e ufficiale delle RDF reo di indisciplina, atti contrari al codice d’onore delle Forze Armate, abusi e crimini. La maggioranza dei sospettati è stata arrestata. Nelle prossime settimane saranno condotti presso il Tribunale Militare e rischiano pene dai 6 mesi ai 4 anni di reclusione oltre al loro congedo forzato senza indennizzo e perdita dei benefici e della pensione.

Seppur il governo di Kigali ha dimostrato una tolleranza zero verso questo fenomeno di corruzione e malversazione riscontrato nei settori strategici dello Stato, le ‘Mani Pulite’ rwandesi evidenziano un trend degenerativo del Fronte Patriottico Rwandese al potere dall’agosto 1994. I gloriosi combattenti provenienti dalla diaspora ugandese che hanno liberato il popolo dall’orrendo e disumano regime ‘Potere agli Hutu’, garantito la riconciliazione nazionale, creato il senso di patriottismo che ha sostituito l’appartenenza etnica, migliorato le condizioni di vita di milioni di cittadini e portato il Paese ad un benessere progressivo, avviandolo verso la strada dei Paesi Sviluppati, hanno assunto comportamenti degenerativi dovuti dalla mancanza di alternanza democratica in Ruanda.

Da anni si parla dello strapotere del ‘Clan Tutsi Ugandese’ a cui lo stesso Paul Kagame appartiene. La diaspora tutsi proveniente dall’Uganda e attualmente al potere non permetterebbe agli altri clan tutsi (diaspora congolese, diaspora burundese e i ‘sopravvissuti’) e alla maggioranza della popolazione hutu di condividere il potere. Oltre a controllare la politica il Clan controlla anche l’economia del Paese riproducendo il modello egiziano e ugandese dove le Forze Armate influenzano la vita e lo sviluppo della Nazione.

Il Clan Ugandese è anche coinvolto nel miliardario traffico di minerali preziosi provenienti dal vicino Congo. Un traffico che nemmeno la magistratura ruandese osa mettere in discussione in quanto rappresenterebbe il 33% del PIL nazionale. Secondo indagini svolte da associazioni internazionali alcuni Generali dell’esercito ruandese che controllano questo traffico farebbero affari anche con i terroristi ruandesi delle FDLR, responsabili del genocidio del 1994 e dei recenti tentativi di invasione.

Una strada non asfaltata che parte dalle miniere di coltan controllate dalle FDLR nel Sud Kivu, Congo, giunge direttamente in Rwanda. La strada non è stata inserita nelle mappe ufficiali ed è presidiata dalle truppe rwandesi anche in territorio congolese. Ogni giorno camion militari pieni di tonnellate di coltan acquistate dalle FDLR transitano su questa strada segreta per giungere in Rwanda…

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