martedì, Febbraio 18

Rwanda: nuovo sponsor ufficiale dell’ Arsenal Il primo Paese dell’Africa Orientale a sponsorizzare un squadra di calcio europea

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Una notizia a sorpresa, destinata ad entrare nel Guinnes dei Primati. Il Rwanda e’ il primo Paese dell’Africa Orientale a sponsorizzare un squadra di calcio europea. Una squadra non qualunque visto che si tratta dell’ Arsenal Football Club, la società calcistica inglese con sede nel quartiere di Holloway, Londra e punta di diamante nella First Division Premier League, la massima divisione del campionato inglese di calcio. L’Arsenal si è appena aggiudicato l’ex allenatore del Paris San Germain: Unai Emery che diventa l’erede del mitico Arsene Wenger. Emery è stato nominato come nuovo allenatore dell’Arsenal che dopo 22 anni cambia guida tecnica.

Oggi 24 maggio l’Arsenal ha presentato la maglia per la prossima stagione. Il primo sponsor della nuova maglia è la compagnia aerea Emirates  che ha versato 40 milioni di dollari per far figurare per un intero anno  il suo slogan “FLY EMIRATES” sul davanti della maglia. A sorpresa il Rwanda diventa il secondo sponsor della nuova maglia. Sulla manica sinistra della nuova maglia vi sarà scritto “Visitate il Rwanda”. L’accordo è stato siglato mercoledì 23 maggio con il Rwanda Developmente Board con validità di tre anni e tende a promuovere il già rinomato turismo nel meraviglioso Paese delle Mille Colline. L’accordo è di portata storica. Il Logo per promuovere il turismo nella Terra dei Gorilla di Montagna sarà visto 35 milioni di volte al giorno. L’Arsenal è la sesta società di calcio al mondo in termini di cifre d’affari generando per la stagione 2016/2017 circa 488 milioni di euro.

L’Arsenal è anche la squadra europea di calcio preferita dal Presidente ruandese Paul Kagame che ha offerto i campi di gioco e le facilities per gli allenamenti della squadra maschile e femminile del Arsenal nelle colline del Paese che ospita i più bei parchi nazionali dell’Africa Orientale dove si può ammirare il raro Gorilla di Montagna (in via di estinzione nella Repubblica Democratica del Congo), oltre ai rinoceronti neri, leoni, zebre e chimpanze.

Il turismo ruandese sta conoscendo un vero e proprio boom con una crescita dal 2016 ad oggi del 30% e un giro d’affari annuo di 400 milioni di dollari. Il turismo sta superando i profitti ricavati dall’esportazione di caffè e tè, diventando la seconda fonte di entrata di valuta pregiata dopo l’occulto mercato nero di oro e coltan rubato dalle province est del Congo. Il governo sta stanziando i fondi necessari per costruire un futuristico centro del Turismo presso la capitale Kigali e le principali catene alberghiere mondiali stanno iniziando a considerare il Rwanda come un ottimo Paese per gli investimenti in infrastrutture alberghiere, resort e club vacanza. Per aumentare l’afflusso di turisti stranieri il governo ha abbassato il visto turistico per un mense a 30 dollari, il più basso considerando la media regionale di 50 dollari. Online si può anche acquistare il visto multi Paesi per 100 dollari che permette di visitare anche Uganda e Kenya.

Il costo della sponsorizzazione rimane però un segreto di Stato. Sia il Rwanda Development Board che il Governo si sono categoricamente rifiutati di rivelare ai Media il costo di questo accordo dalla durata di 3 anni. Considerando il costo sostenuto dal principale sponsor Emirates per una sola stagione, quello concordato con il Rwanda non deve essere di lieve entità. Le autorità ruandesi non hanno specificato quale Ministero finanzierà la sponsorizzazione. Alcuni analisti fanno osservare che, nonostante il prevedibile costo esorbitante, il governo ruandese non avrà difficoltà a trovare i fondi necessari attingendo probabilmente dal traffico illegale di oro e coltan dal Congo.

Oltre ad un ottimo veicolo per promuovere il turismo nel Paese, lo slogan sulla manica sinistra della maglia dell’Arsenal potrebbe essere uno dei tanti modi utilizzati dal governo ruandese per riciclare i profitti ricavati dal ‘bloody coltan’, il Coltan insanguinato, una tra le cause principali della situazione di conflitti infiniti all’est del Congo che durano dalla caduta del dittatore Mobutu Sese Seko, avvenuta nel 1997. La situazione di conflittualità permanente e la presenza di quasi 120 gruppi armati hanno causato negli ultimi 23 anni centinaia di migliaia di vittime tra i civili, milioni di profughi e impedito lo sviluppo socio economico delle province est della Repubblica Democratica  del Congo.

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