sabato, Ottobre 19

Rwanda: l’arrestato di Sankara, pone fine (per ora) alla guerra contro Kagame La strategia di Sankara era quella di minacciare l’industria del turismo ruandese, l’obiettivo rovesciare il Governo di Kagame

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La notizia dell’arresto di Callixte Nsanimana, leader del neonato gruppo ribelle ruandese National Liberation Front  NLF) conosciuto con il nome di battaglia Sankara  – che impropriamente richiama lo storico Presidente marxista del Burkina Faso-, è stata confermata dal Rwanda Investigative Bureau (RIB). L’arresto è avvenuto lo scorso 30 aprile presso l’aeroporto internazionale delle Isole Comore, ma solo ora ufficializzato.

Le accuse rivolte a Sankara sono pesanti. Attività terroristiche, formazione di milizie ribelli, alleanza con le forze genocidarie responsabili dell’Olocausto del 1996, le Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR).  Queste accuse trovano riscontri nelle stesse pagine dei social media gestiti dal NLF, dove si rivendicano gli atti terroristici compiuti in Rwanda e si promette di rovesciare il Governo del Presidente Paul Kagame, in collaborazione con i terroristi FDLR e altri gruppi ruandesi dissidenti e armati.

La strategia di Sankara era quella di minacciare l’industria del turismo ruandese, una delle principali fonti di valuta straniera, con un giro di affari registrato nel 2017 pari a 438 milioni di dollari americani. I miliziani del NLF, nell’ottobre 2018, avevano occupato una considerevole parte della foresta di Nyungwe, parco nazionale che ospita 278 specie di uccelli, varie specie di scimmie, tra cui il gorilla di montagna, vera e propria attrazione che ogni anno attira in Rwanda centinaia di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Dal dicembre 2018 il NLF ha attuato una serie di attacchi alle infrastrutture turistiche del Nyungwe, provocando un calo del turismo a causa delle allerte lanciate da vari governi, tra questi Francia e Gran Bretagna, che sconsigliavano ai turisti di recarsi nel famoso parco nazionale.

Il National Liberation Front è stato creato nel luglio 2018 da Paul Rusesabagina e le sue basi operative sono nelle province del Kivu, est del Congo. Collabora attivamente con il  Rwandan Movement for Democratic Change (RMDC), composto da ex militari e politici tutsi fuoriusciti dall’Esercito e dal Fronte Patriottico Rwandese  FPR), il partito al potere guidato da Paul Kagame, e con le FDLR.
Il NLF è stato l’unico dei tre movimenti ribelli a riscontrare successi militari durante i tentativi di invasione del Rwanda attuati lo scorso anno. Secondo alcuni esperti militari regionali, nel 2018 il RMDC, NLF e le FDLR non hanno tentato di invadere il Rwanda, ma hanno cercato  di stabilire nei territori ruandesi confinanti con Congo e Burundi delle basi militari che dovevano facilitare un futuro attacco finale al Rwanda.

Queste basi militari sono state sistematicamente distrutte dall’Esercito ruandese, anche grazie all’ambiente favorevole, infatti, le masse contadini hutu non hanno mai appoggiato questi gruppi ribelli.
Solo i miliziani del NLF che avevano occupato parte della foresta di Nyungwe si sono dimostrati temibili combattenti, favoriti anche del territorio, ricoperto da una fitta e impenetrabile foresta. Secondo quanto dichiarato dalle autorità ruandesi, il parco nazionale è stato ora ripulito, dopo aver lanciato un’offensiva militare, mai dichiarata ufficialmente, e il cui bilancio di vittime non si conosce.

Le operazioni militari sarebbero iniziate  lo scorso febbraio. Sarebbero culminate con due battaglie vinte dall’Esercito ruandese. La prima, avvenuta il 15 marzo 2019, presso la foresta di Nyungwe, e la seconda, avvenuta il 16 marzo, in prossimità del Lago Kivu, che divide il Congo con il Rwanda.
Varie fonti affermano che Sankara era presente in Rwanda per coordinare le azioni dei suoi miliziani. Dopo le sconfitte subite avrebbe tentato di fuggire nelle Isole Comore, dove è stato arrestato. Le autorità ruandesi si sono rifiutate di chiarire ai media regionali se i Paesi vicini – Burundi, Uganda e Repubblica Democratica del Congo- abbiano contribuito alla cattura del pericoloso terrorista. Rimane segreto anche il suo luogo di detenzione.

Paul Rusesabagina, fondatore del NLF, nel 1994 occupava il posto di manager dell’hotel internazionale Mille Collines, a Kigali. Divenne famoso per il coraggio dimostrato nell’opporsi alle milizie genocidarie, nonostante la sua origine hutu, proteggendo 1.200 tutsi all’interno del hotel fino al momento della liberazione della capitale da parte del Fronte Patriottico Ruandese. Le sue gesta hanno ispirato Hollywood, che nel 2004 ha realizzato ‘Hotel Rwanda’. Attualmente vive tra Bruxelles e San Antonio, in Texas.

Le ragioni che hanno spinto Rusesabagina a creare il NLF e ad allearsi alle FDLR, responsabili dell’Olocausto, si devono cercare nei dissidi tra questoeroe nazionalee il Presidente Paul Kagame. Dissidi che hanno spinto Rusesabagina a una aperta denuncia di quella che lui definisce unadittatura etnica tusti’. «Oggi il Rwanda è governato da una piccola élite di tutsi. I pochi hutu che occupano posti di rilievo nel Governo sono in realtà delle marionette senza poteri», dichiarò Rusesabagina nel 2006. Rusesabagina si spinse oltre, dichiarando che il Fronte di Liberazione del Rwanda commise un secondo genocidio contro gli hutu dopo aver conquistato il potere. La tesi del doppio genocidio, elaborata all’interno di ambienti cattolici e missionari nell’est del Congo, in stretta collaborazione con le FDLR e la Francia, è stata ampiamente smentita da vari storici, tra questi Gérard Prunier, e dalle Nazioni Unite. Questa tesi, seppur priva di credibilità, continua a circolare negli ambienti negazionisti europei, spesso promossa dagli stessi fautori del negazionismo dell’Olocausto degli ebrei.

Come risposta alle accuse rivoltegli, il Presidente Kagame invitò l’eroe del Hotel Mille Collines a non assumere atteggiamenti politici contraddittori alle sue gesta eroiche compiute durante il genocidio. Francois Xanvier Ngarambe, Presidente dell’Associazione dei sopravvissuti Ibuka definì Rusesabagina come un falso eroe nazionale, che si stava associando alle forze genocidarie che aveva combattuto nel 1994.

Dal 2014 Rusesabagina sembra cambiare strategia politica, trasformando le sue simpatie HutuPower e la sua lotta contro il Governo ruandese, in una opposizione politica dissociata dalle forze genocidiarie. Il 12 marzo 2014, durante una lettura presso l’Università del Michigan, Rusesabagina dichiarò di perdonare Kagame. Atto necessario per far uscire il Paese dal passato genocidario e proporre mature politiche di alternanza e rafforzamento della democrazia. Rusesabagina ha più volte negato di aver contatti con FDLR anche in interviste ufficiali alla ‘CNN’ e alla ‘BBC’. La creazione del National Liberation Front sarebbe la prova più lampante della cattiva fede di questo eroe nazionale. L’alleanza militare con le FDLR, concretizzata nell’agosto 2018, sarebbe la smentita più clamorosa delle sue affermazioni.

L’arresto di Sankara rappresenta un successo strategico per le forze armate ruandesi. Questo sconosciuto gruppo armato in pochi mesi stava prendendo la leadership della coalizione dei ribelli anti-Kagame, grazie a ingenti finanziamenti provenienti da oscuri canali finanziari internazionali e grazie alla preparazione militare dei suoi miliziani, ben armati. La riconquista dei territori occupati dal NLF nel parco nazionale, oltre ad essere considerata una priorità per ripristinare il settore turistico nell’area, è stata necessaria a seguito dei rumors, che stanno sempre più emergendo, secondo i quali le FDLR e le milizie ruandesi ad esse associate starebbero preparando una invasione di massa del Rwanda partendo dal Burundi.
Questi rumors vanno presi con estrema cautela, in quanto non vi sono al momento prove inconfutabili sull’eventuale intenzione delle FDLR e milizie associate di prepararsi allo scontro finale di una guerra che dura da 25 anni contro il nuovo Rwanda risorto dalle ceneri del genocidio. L’unico dato certo è l’immigrazione di massa dei terroristi FDLR dal Congo al Burundi, e questo a seguito delle dichiarate intenzioni del Presidente congolese Fèlix Tshisekedi di ripulire l’est del Congo dalle bande armate (FDLR comprese), riacquistando la totale sovranità dei territori occupati ricchi di risorse naturali.  Ironicamente il dittatore burundese Pierre Nkurunziza ieri 8 maggio ha ordinato alla polizia di intercettare tutti gli stranieri irregolarmente presenti in Burundi e di rimpatriarsi nei loro Paesi di origine. Il provvedimento non riguarda i terroristi delle FDLR, in quanto il regime di Bujumbura non riconosce la presenza sul territorio del loro alleato militare politico per ragioni facili da comprendere.

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