lunedì, Novembre 11

Russiagate, Rick Gates vicino al patteggiamento? Israele, entro domenica primi 200 eritrei dovranno scegliere tra deportazione e arresto

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Stati Uniti. L’ex consigliere della campagna di Trump, Rick Gates, sta definendo il patteggiamento con l’ufficio del procuratore speciale del Russiagate, Robert Mueller, indicando che è pronto a collaborare all’inchiesta, secondo fonti vicine al caso. La sua cooperazione potrebbe essere un altro tassello per Mueller per una possibile incriminazione contro il presidente Donald Trump o membri chiave della sua amministrazione. Una volta definito il patteggiamento, Gates diventerebbe il terzo collaboratore dell’inchiesta.

Intanto le agenzie di intelligence hanno convocato i funzionari elettorali di tutti i 50 stati americani per illustrare minacce provenienti da «avversari stranieri» in vista delle elezioni di midterm del prossimo novembre. Da oggi a domenica i funzionari parteciperanno a incontri dell’Ufficio del direttore della National Intelligence, del dipartimento di Homeland Security e dell’Fbi. Il briefing arriva a pochi giorni dall’allarme lanciato dai vertici dell’intelligence riguardo al rischio di tentativi della Russia di interferire nelle elezioni del prossimo novembre come ha fatto per quelle presidenziali del 2016.

Sempre oggi Mitt Romney ha annunciato la propria candidatura al Senato. L’ex candidato repubblicano alla presidenza sarà in corsa a novembre nello Utah.

Israele. Sta per diventare operativo un controverso emendamento alla ‘legge degli infiltrati‘ approvato in dicembre: entro domenica un primo gruppo di 200 eritrei immigrati illegalmente nel Paese sarà costretto a decidere fra la deportazione e l’arresto. A regime, la misura dovrebbe portare al rimpatrio di oltre 600 migranti a settimana, secondo il governo.
Chi non vuole tornare al paese d’origine potrebbe essere portato in Ruanda o Uganda. La comunità di migranti dovrà comunque scegliere tra la partenza o il carcere a tempo indeterminato.
La controversa misura ha incontrato una forte opposizione. A fine gennaio in trentasei reclusi nei lager nazisti hanno scritto una lettera aperta al premier Netanyahu per fermare la cacciata di 35mila richiedenti asilo di Eritrea e Somalia. Giorni fa hanno fatto lo stesso intellettuali come Oz, Grossman e Yehoshua. E alcuni piloti di El Al si rifiutano di accompagnare i migranti in Africa.
In Israele si contano circa 38mila migranti africani, arrivati fra il 2006 e il 2012 prima che venisse costruito un muro al confine con l’Egitto. A loro si aggiungono altri cinquemila bambini nati dopo l’arrivo dei genitori. Il 72% sono eritrei e il 20% sudanesi.

Italia/Germania. «Dopo il voto sarà il presidente della Repubblica a indirizzare il Paese» ma «l’Italia avrà un governo e penso che avrà un governo stabile». Queste le parole del premier Paolo Gentiloni in conferenza stampa a Berlino con la cancelliera tedesca Angela Merkel, sottolineando di non vedere «nessun rischio che l’Italia abbia un governo su posizioni populiste e antieuropee».
«Le attività di Roma sono importantissime», ha detto a sua volta la cancelliera. Sulle trattative per la Grosse Koalition: «Ci siano buone prospettive che gli iscritti dell’Spd possano approvare l’accordo di coalizione. Per quel che riguarda il mio partito sono davvero ottimista».

Russia. Mosca nega che vi siano nuove notizie su vittime russe nel raid Usa in Siria del 7 febbraio scorso, dopo che ieri il ministero degli Esteri ha confermato la morte di cinque russi. Stamane un aggiornamento sul bilancio delle vittime russe,, pubblicato oggi sul sito del canale televisivo pubblico Vesti è stato cancellato dopo poco.
Inoltre il ministero della Difesa ha emanato un regolamento che limita, per i militari, l’impiego degli smartphone a un elenco di undici modelli approvati (senza la funzione fotocamera) già a partire dal mese prossimo

Siria. Sono 1.551 i terroristi neutralizzati nella regione di Afrin dal 20 gennaio, quando la Turchia ha annunciato l’avvio dell’operazione ‘Ramoscello d’ulivo’ nell’area. Lo ha reso noto lo Stato Maggiore delle Forze Armate turche.
Una fossa comune con i resti di 34 persone è stata trovata dalle forze di Damasco nei pressi della località di al-Ramthan, nella provincia di Raqqa. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, che cita informazioni fornite dagli abitanti della zona, si tratterebbe di persone uccise dai jihadisti dell’Isis.

Turchia. Un tribunale di Istanbul ha condannato all’ergastolo 6 giornalisti e accademici turchi, tra cui i fratelli Ahmet e Mehmet Altan e la reporter veterana Nazli Ilicak, accusati di aver partecipato alla presunta rete golpista di Fethullah Gulen.
È tornato libero, invece, il giornalista turco tedesco Deniz Yucel, scarcerato dopo essere stato in prigione un anno con l’accusa di legami con il terrorismo.

Birmania. Il Paese si sta preparando al rientro graduale sul suo territorio delle centinaia di migliaia di musulmani Rohingya rifugiatisi in Bangladesh lo scorso anno. Al riguardo il ministro dell’Interno birmano Kyaw Swe ha incontrato ieri a Dacca il presidente bengalese MD Abdul Hamid, confermando che, in esecuzione degli accordi presi a gennaio sul ritorno dei rifugiati, la Birmania ha già approntato un primo accampamento.

Migranti. Almeno 404 persone sono morte nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno mentre tentavano di raggiungere l’Europa. Lo ha riferito oggi a Ginevra l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Durante lo stesso periodo del 2017 i decessi erano stati 261.

 

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