mercoledì, Novembre 25

Russia: tutti in Siberia (e non solo) L’Oriente emigra a Occidente. Tra problemi demografici russi, piani politici di Putin e ‘matrimoni d’interesse’ con la Cina

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Quindi possiamo dire che Putin è d’accordo sulla migrazione cinese?

In un certo senso deve accettarla, perché la Cina è uno dei maggiori clienti energetici della Russia. Inoltre, i cinesi acquistano petrolio russo, non solo per la qualità ma perché è l’unico che può arrivare via terra e quindi supererebbe il problema rispetto alle forniture di petrolio dal Golfo o da altri paesi, in quanto le petroliere non passerebbero per lo Stretto di Malacca e in quei mari che oggi sono particolarmente turbolenti per via delle rivendicazioni tra Giappone, Indonesia, Corea, Vietnam ecc.

Per questo motivo il Cremlino può e deve accettare quest’ondata di cinesi. Naturalmente, è un gioco pericoloso.

La Russia ha delle risorse di cui la Cina ha bisogno e necessita di capitali di cui la Cina ha in eccesso. È corretto?

Assolutamente sì. La congiuntura politica è favorevole. Mai, però, dimenticare la storia e la geografia. La Cina e la Russia sono due grandi ‘competitors’ a livello regionale asiatico e a livello globale. Quando c’era il comunismo in Unione Sovietica, esse sono state separate e avversarie. Da sempre è un rapporto di convenienza, un ‘matrimonio’ fondato sull’interesse.

A questo punto la Cina starà molto attenta nel muoversi…

La Cina sta cercando di ottenere ciò che più le conviene. Lei è quella più forte, la Russia è un paese che ha una grande esperienza, un’eccezionale immagine a livello di relazioni internazionali, egregissime Forze Armate, un ampio arsenale nucleare e immense risorse naturali. Dall’altra parte abbiamo un Paese che altrettanto ha delle Forze Armate molto forti, ma soprattutto è una potenza economica, ciò che la Russia non è. Essa, in questo momento, è solo un ‘distributore di benzina’.

La Cina è la potenza in miglior stato di salute. La Russia, furbescamente, cerca di ottenere dei benefici da questo matrimonio d’interesse.

Sono due potenze che vedono politicamente il mondo allo stesso modo, che hanno due sistemi politici che si somigliano, quindi con un forte ruolo esecutivo e sono complementari su tanti aspetti ma su altri competitivi.

Ciò che ne emerge è che la Cina è un paese che riesce a muoversi con una grande capacità di progettazione di lungo corso. Conferma?

Certamente. Magari è un Paese meno appariscente rispetto agli Stati Uniti o la Russia, per quanto riguarda propaganda o immagine, ma possiede molte risorse, progettazione di lungo corso e sa muoversi, coerentemente, rispetto ai principi che muovono le politica estera.

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