lunedì, Settembre 21

Russia: nostalgia di Stalin

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Putin, ad ogni buon conto, non solo non ha mai partecipato, finora, a cerimonie in ricordo ed onore di Stalin, ma ha patrocinato la mostra ‘Muro del pianto’ allestita a Mosca per ricordare le vittime delle sue grandi e piccole ‘purghe’.

Ha fruito inoltre dell’appoggio ufficiale l’apertura nella capitale di un nuovo museo dedicato al gulag, il gigantesco sistema di lager sviluppatosi nell’era staliniana. Il tutto senza che l’attuale presidente russo si trattenga da lasciar trapelare la propria ambizione a seguire l’esempio almeno parziale di Stalin in quanto figura di spicco della storia patria al di là delle sue pecche.

E poiché di pari passo con la popolarità di Putin oggi travolgente è cresciuto anche l’apprezzamento dei russi per l’operato del suo più controverso predecessore è lecito domandarsi se l’esempio di quest’ultimo non possa essere destinato ad una più ampia valorizzazione anche al massimo livello della Federazione russa.

In Russia come altrove i sondaggi demoscopici imperversano su qualsiasi argomento e su quelli politici i loro responsi vanno presi con particolare cautela anche perché spesso alquanto contraddittori. Anch’essi sembrano comunque confortare le previsioni o speranze di Zhjuganov.

Secondo il Centro Levada, non sospetto di tenerezza nei confronti del personaggio, Stalin gode in patria di un giudizio complessivamente positivo che dal 27% del 2007 sarebbe salito al 34% attuale. Secondo altre rilevazioni l’apprezzamento sarebbe arrivato addirittura al 52%, mentre il giudizio recisamente negativo, ancora secondo Levada, dal 43% del 2001 sarebbe passato al 29% del 2007 e al 21% attuale.

I conti tornano, sembrerebbe, confrontando questo trend con l’apparente crescita dei consensi per il partito più nostalgico o il più importante tra i nostalgici. Accreditato oggi di un buon 10% delle preferenze, il PCFR ha brillato come quasi un vincitore morale delle elezioni locali dello scorso settembre, che l’hanno visto strappare alla strapotente Russia unita di Putin un secondo governatorato, quello della regione di Irkutsk, dopo quello di Orlovsk che già deteneva insieme al sindaco di Novosibirsk.

Il partito di Zhjuganov ha così rafforzato la sua preminenza tra quelli dell’’opposizione di sistema’ e ciò è avvenuto, tra l’altro, benchè il ‘sistema’ abbia cercato di ostacolarlo contrapponendogli liste di una formazione ‘patriottica’ di disturbo. Il suo successo viene annoverato da vari osservatori tra i contraccolpi politico-sociali di una crisi economica che non accenna a spegnersi e tra le cui conseguenze potrebbe comparire anche un ritorno in auge dei modelli staliniani in alterativa alle ricette riformiste di segno opposto.

 

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