sabato, Agosto 8

Russia-Corea del Nord: una storia d’amore?

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Gli Stati Uniti e l’Europa si sono spinti lontano negli ultimi mesi per isolare la Russia, così come avevano fatto con la Corea del Nord, un isolamento per adattarsi al quale il Paese asiatico ha tardato decenni. Mosca e Pyongyang hanno in comune l’etichetta di emarginate, e per questo hanno iniziato ad avvicinarsi in campo economico e diplomatico, alimentando molte voci che si interrogano su cosa riservi il futuro per questo rapporto in piena espansione.

Choe Ryong Hae, inviato speciale del leader nordcoreano Kim Jong Un, ha passato una settimana in Russia alla fine di novembre, e si è riunito col presidente Vladimir Putin, col ministro degli esteri Sergey Lavrov e con altre personalità di alto livello, riunioni che avevano lo scopo di rafforzare i legami economici e politici, fioriti in seguito alla recente messa in pratica da parte della Russia della decisione, datata 2012, di cancellare il 90% del debito da 11 miliardi di dollari contratto dalla Corea del Nord.

Quest’anno, la Russia ha iniziato a mandare carichi di carbone verso la penisola coreana tramite la ferrovia Rajin-Khasan, che nel 2008 aveva accettato di ricostruire. Anche Gazprom sta valutando lo sviluppo di un gasdotto verso le due Coree. Nel frattempo, Mosca e Pyongyang, negli ultimi mesi, sembrano aver discusso il passaggio a un regime di abolizione dei visti.

Nonostante gli ingenti sforzi fatti di recente per appoggiare i rapporti tra i due Paesi, l’amicizia potrebbe rivelarsi debole, ha affermato un importante analista nordcoreano intervistato da L’Indro.

 

L’interesse di Pyongyang ad avvicinarsi a Mosca

Secondo il dottor Gueorgui Toloraya, direttore della strategia russa in Asia all’Istituto di Economia dell’Accademia russa delle scienze, gli interessi di Pyongyang di aumentare i legami con Mosca sono di tre tipi: politici, economici e psicologici. “Pyongyang vuole abbandonare l’ala protettrice cinese per avere una qualche alternativa al dominio di questo Paese”, secondo quanto ha detto Toloraya a L’Indro in un’intervista telefonica dello scorso giovedì. “Ma posso dire sinceramente che questo progetto non può funzionare al 100%”, aggiunge, e spiega che, durante la Guerra Fredda, Pyongyang si era specializzata nell’arte di bilanciare le politiche sovietiche e cinesi una contro l’altra, mettendo le due potenze alle strette per trarre il maggior vantaggio da entrambe. “Ora, non è più il caso, perché la Russia non è più così interessata ad appoggiare la Corea del Nord, e non fornirà aiuti come fece durante il periodo sovietico; all’interno dell’economia coreana, la Cina, da parte sua, ha un potere, un’influenza e un impegno economici di gran lunga maggiore”.

“La Corea del Nord vuole ricevere aiuti dalla Russia, e spera di ottenerli a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle della Cina o di qualsiasi altro Paese”, aggiunge Toloraya parlando degli interessi economici di Pyongyang, ricordando l’attuale debolezza dei legami della Corea del Nord con Cina, Giappone e Corea del Sud. A livello psicologico, Toloraya ha spiegato che le attuali promesse diplomatiche della Russia all’Occidente hanno creato un forte senso di compassione: “La Corea del Nord sta osservando la situazione della Russia contro l’Occidente, in particolare gli Stati Uniti, con la prima che si oppone ai secondi e al loro dominio degli affari mondiali. È un piano che alla Corea del Nord piace tanto. Per il fatto di aver ricevuto per molti decenni sanzioni molto più severe, i nordcoreani provano un certo senso di compassione, in particolare da quando i pagamenti sono stati alleggeriti in Russia, con cui si sentono più o meno sulla stessa barca, o contro ciò che chiamano l’imperialismo statunitense, e il legame di amicizia si può costruire su queste basi”.

Ken Gause, direttore del Gruppo per gli Affari Internazionali della Corporazione con base statunitense CNA (Centro per le Analisi della Marina), ed esperto della leadership nordcoreana e russa, mercoledì ha detto a L’Indro che l’interesse di Pyongyang per fomentare i legami con Mosca risiedono in particolare in interessi politici regionali e transpacifici. “La Corea del Nord vuole provare a uscire dall’isolamento in cui si trova attualmente. Le relazioni con la Russia minacciano di darle ancora più peso nella politica dell’Asia nordorientale, fatto che metterebbe sotto pressione la Cina e gli Stati Uniti, cosa che nessuno di questi paesi vuole, perché potrebbe spingerli a impegnare la Corea del Nord per tenere la Russia a bada”.

Gause ha fatto notare che l’amicizia di Pyongyang con Mosca potrebbe spingere Seul a impegnarsi maggiormente con la Russia, visto che la Corea del Sud è fortemente cosciente di qualsiasi influenza esterna sulla vicina del nord. “Credo perciò che, dal punto di vista della Corea del Nord, tutto giri intorno al fare pressione sulla regione. Pyongyang, in pratica, sta cercando di ristrutturare le relazioni attorno a sé e di far sì che alcuni paesi si compromettano maggiormente con lei, e la Russia è vista come uno strumento per ottenere tutto ciò”.

 

Cosa ci guadagna Mosca?

Parlando dei rapporti della Russia con l’Occidente, incrinati di recente per via del conflitto ucraino, Gause ha detto dei rapporti di Mosca con Pyongyang che “permettono loro di esercitare influenza su uno dei lati occidentali dell’Asia, un modo come un altro di controbilanciare la presenza statunitense, così come la loro influenza strategica sul mondo”. Secondo Gause, i rapporti di Mosca con Pyongyang aiuterebbero anche la Russia ad avere nuovamente un ruolo di rilievo nell’Asia nordorientale“La Russia vuole aumentare i propri legami, la propria presenza e il proprio peso nella regione, fino ad arrivare alla Corea del Sud per via del tema dei gasdotti, delle vie ferroviarie e degli interessi economici di cui vorrebbero far parte, ed essere in buoni rapporti con la Corea del Nord è d’aiuto in questo caso”.

Toloraya ha confermato questo punto di vista, e ha indicato una serie di progetti trilaterali da cui Mosca trarrebbe benefici economici: “La Russia è molto interessata all’aspetto economico di progetti multilaterali come la ferrovia transcoreana o il gasdotto transcoreano, che unirebbero la Russia con le due Coree, e abbiamo anche molti altri progetti di questo tipo in mente”. Nella visione di Toloraya, però, l’amicizia rappresenta anche un cambio nella politica diplomatica verso la penisola coreana: “La Russia dovrebbe stare saldamente nella penisola coreana, perché ignorare la Corea del Nord per motivi politici e ideologici, come aveva cercato di fare negli anni 90, non aveva portato nulla di buono; al contrario  aveva fatto traballare la sua influenza su tutta la penisola”.

Dalla metà degli anni 90, Mosca ha cercato di sviluppare i rapporti con Pyongyang e con Seul, ma quelli con la prima sono rinati quando, alla morte di Kim Jong II, il potere è passato a Kim Jong Un, ha spiegato Toloraya, ma hanno iniziato veramente a decollare dalla metà del 2013: “La Russia vuole stabilizzare la situazione della penisola influenzando la Corea del Nord e prevenendo le sue provocazioni, ma anche promuovendo un dialogo tra le due Coree”. Questa politica diplomatica su vari fronti si basa sugli interessi di sicurezza russi: L’obiettivo principale della Russia nella penisola, che si trova vicino ai nostri confini, è la stabilità, e pace e stabilità si possono mantenere solo se non si cerca di cambiare il regime nella Corea del Nord, che sembra invece essere l’obiettivo finale della Corea del Sud e degli Stati Uniti”.

“La Russia appoggia la tesi secondo cui l’unificazione non debba avvenire per assorbimento, ma tramite un accordo tra i due Paesi”, aggiunge, e spiega che, se Mosca lottasse per un cambio di regime a Pyongyang, “il risultato sarebbe quello di creare un pericolo proprio alla frontiera con la Russia. Invece, questa vuole mantenere la stabilità; per ottenerla, è necessario un dialogo tra nord e sud, e una eventuale riconciliazione nazionale che preceda l’unificazione. Questo è il progetto della Russia. La Corea del Nord usa il programma come deterrente per proteggersi dalle pressioni e dalla possibilità di un cambio forzoso nel regime. Se i due paesi, nord e sud, si riconciliassero e riunissero, la Corea del Nord non avrebbe più bisogno di questo deterrente”.

 

È l’inizio di una bella amicizia?

Sia Toloraya, sia Gause hanno messo in guardia: l’attuale legame bilaterale forte non significa necessariamente che Mosca e Pyongyang siano la coppia perfetta. “Ho osservato la Corea del Nord per quasi 40 anni, e la relazione con la Russia ha vissuto alti e bassi – afferma Toloraya – Non mi sorprenderebbe se, tra un paio d’anni, il rapporto si raffreddasse prima di rafforzarsi di nuovo, visto che questo è il tipo di legame tra i due Paesi”. Inoltre, mentre Mosca ha tanti interessi in vari progetti economici con Pyongyang, “l’esperienza insegna come sia difficile avere a che fare con la Corea del Nord a livello di guadagno economico, e spesso è anche complicato trovare un linguaggio comune con questo paese come socio commerciale. Per questo, mi aspetto molte difficoltà in questo senso. È importante capire che la Russia non diventerà un genitore adottivo per la Corea del Nord. Gli investimenti e le risorse finanziarie che useremo nel paese saranno gratuite, e se i cittadini non rispetteranno i propri obblighi secondo i contratti commerciali, questa cooperazione non avrà vita lunga”. Se Pyongyang non compie la propria parte dell’accordo, la reazione di Mosca andrebbe interpretata in termini contrattuali e non politici. “Se ciò accadesse, non andrebbe interpretato come un cambio politico da parte della Russia, e penso che nessuno userebbe questa leva economica con fini politici”, dice Toloraya.

Gause ha spiegato che gli interessi di Pyongyang a Mosca possono essere usati prima di tutto per un riavvicinamento con Seul e, una volta migliorate le relazioni tra le due Coree, Mosca può essere lasciata da parte. “Credo stiamo assistendo a un tentativo di Kim Jong Un di eseguire il testamento del padre Kim Jong II. Secondo quanto crediamo fosse incluso in quel testamento, per rendere la Corea del Nord una nazione forte e prospera, Kim Jong Un deve appoggiarsi al motore economico della Corea del Sud. Non si può riunire per via militare, si deve operare su un ampio periodo di tempo, cominciando con l’impegno economico, e questo è proprio ciò che lui ha cercato di fare, motivo per cui si è appoggiato alla Russia. Se la Corea del Sud iniziasse a impegnarsi con la vicina del nord, e se i gasdotti di collegamento iniziassero a funzionare, sospetto che la Corea del Nord potrebbe voltare le spalle alla Russia all’improvviso”.

Per il momento, Mosca e Pyongyang guadagnano entrambe da questa amicizia, e i rapporti sembrano destinati a durare fin quando la situazione rimarrà tale. “È uno di quei momenti in cui i Russi si trovano al posto giusto, considerando ciò che sta succedendo in Ucraina, e questo permette loro, o li porta a, concentrarsi sull’Asia fino a un certo punto. È anche il momento in cui Pyongyang sta cercando alleati”, spiega Gause. “È, quindi, un perfetto matrimonio di convenienza, ma non per forza qualcosa che durerà se le dinamiche della regione inizieranno a cambiare. Credo quindi che dipenda dai venti di cambiamento interni all’Asia nordorientale”.

 

Traduzione di Emma Becciu

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