martedì, Agosto 4

Russia, attacco frontale a Usa e Ue Francia, governo avverte i gilet gialli per la manifestazione di domani. Merkel, discorso d'addio alla Cdu

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«Al momento l’Unione Europea si comporta in maniera aggressiva e russofoba». Non ha usato mezzi termini il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov rispondendo a una domanda sull’ipotesi di un inasprimento delle sanzioni alla Russia, durante una conferenza stampa a margine dei lavori del consiglio ministeriale dell’Osce.

Mosca che ha ribadito che non intende rinunciare al missile 9M729 perché non viola il Trattato Inf che vieta i razzi a breve e medio raggio di gittata 500-5.500 chilometri. Può bastare? No, perché Lavrov ha parlato anche dell’arresto della direttrice finanziaria di Huawei in Canada. E qui ecco l’attacco agli Usa: «Ritengo che sia ancora una volta un fenomeno della linea di applicazione extraterritoriale delle leggi nazionali. In Canada, su richiesta americana, si è agito in questo modo, è una cosa inaccettabile. Un atteggiamento di grande arroganza politica e da superpotenza che nessuno accetta e che viene condannata dagli allea sull’arresto della direttrice finanziaria di Huawei. ti degli Usa. Bisogna porre fine a tutto questo».

Nel frattempo, alla Russia ha risposto l’Ucraina, che per bocca del ministro della Difesa Stepan Poltorak ha affermato che continuerà a inviare le sue navi militari attraverso lo Stretto di Kerch: «Quando saremo pronti per la rotazione delle nostre unità condurremo questi passaggi in conformità a tutte le norme internazionali: a quel punto, penso, la pressione internazionale sulla Russia avrà chiarito che sono loro a non adempiere agli obblighi internazionali». Poi ha ribadito che l’Ucraina non rinuncerà al suo diritto di passare attraverso lo Stretto di Kerch, perché altrimenti «significherebbe che la Russia ha completamente occupato il Mar d’Azov e noi abbiamo perso un altro territorio e non possiamo permetterci che ciò accada».

In Francia, il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha lanciato un duro avvertimento ai violenti alla vigilia della manifestazione dei gilet gialli a Parigi, confermando la massima fermezza e che 89.000 uomini verranno schierati domani in tutto il Paese, di cui 8.000 solo nella capitale.

Intanto Benjamin Cauchy, uno dei portavoce dei cosiddetti gilet-gialli aperti alla trattativa con il governo, ha confessato: «Temiamo che si saranno dei morti e dei feriti. Ci chiediamo quanti morti e feriti ci vorranno prima che Emmanuel Macron ascolti la collera del popolo». Poi l’appello alla calma e a non scendere in piazza domani a Parigi.

Ultimo discorso in Germania per Angela Merkel come presidente della Cdu. Ad Amburgo, nel giorno dell’elezioni di Annegret Kramp-Karrenbauer, ha affermato che il partito ha il compito di «difendere i valori della società liberale». Tra i temi futuri, la cancelliera ha ribadito la minaccia del populismo, ma anche terrorismo, il cambiamento climatico  e la tenuta dell’Ue.

Andiamo negli Usa, perché Donald Trump ha deciso di nominare la portavoce del dipartimento di Stato Heather Nauert al posto della dimissionaria Niki Haley come ambasciatore Usa all’Onu. Nauert, la cui nomina dovrà essere confermata dal Senato, è una ex corrispondente ed ex conduttrice di Fox News. Ma per una che entra, ecco un’altro pronto a lasciare. Il capo dello staff della Casa Bianca, John Kelly, da giorni non parlerebbe più col presidente e dovrebbe dimettersi a breve. Lo riferiscono alcuni media Usa. In pole position per sostituire Kelly ci sarebbe Nick Ayers, 36 anni, attualmente capo dello staff del vice presidente Mike Pence.

Ad Ankara il Gruppo di lavoro di alto livello tra Turchia e Stati Uniti sulla Siria. Entrambe le parti, si legge in una nota di Ankara, hanno «affermato il loro impegno verso la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale» del Paese e l’importanza di progressi verso una soluzione politica. Tra gli altri impegni dichiarati, la fornitura di assistenza umanitaria e «la lotta al terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni».

Chiudiamo con Israele, dove Sarah Netanyahu, moglie del premier, è stata interrogata dall’unità speciale anticorruzione della polizia nel sospetto che abbia mentito al Controllore di stato circa l’impiego di Nir Hafez, ex consigliere media della famiglia, poi diventato testimone di stato.

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