sabato, Settembre 21

Roma – Lampedusa, Conte – Salvini: fine corsa… deposito Quirinale Con un discorso rancoroso, infarcito di progetti per non si capisce quale futuro, Conte mette la pietra tombale sul suo Governo, nelle stesse ore, sull’Open Arms la Magistratura stacca la spina a Salvini-castigatore di migranti

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Ciò che colpisce e, in larga misura disgusta, è il fervore dei ‘giornalisti’ e dei giornalisti nel cercare di intuire, prevedere, ricostruire, dedurre e quant’altro dalle facce e dai borbottii dei politicanti vari e dei bene informati, cosa accadrà, cosa dirà Tizio, cosa risponderà Caio. Quando poi le facce sono quelle, che so, di Riccardo Fraccaro, Dino Giarrusso, Gianluigi Paragone, Stefano Patuanelli, Andrea Marcucci, ecc., domandarsi cosa ci sia dietro è almeno azzardato. Inoltre, ecco perché parlo di ‘giornalisti’, spesso non ci si rende conto di diventare solo lo strumento per diffondere le proprie ‘idee’, altro lemma a dir poco esagerato, e per permettere un pò di propaganda.
Il tutto per cercare di prevedere e magari dimostrare quanto si è stati bravi: il che non accade poi mai, perché a indovinare ci vogliono le zingare, a parte che un giornalista dovrebbe innanzitutto descrivere e analizzare, nulla più e nulla meno: e se lo si fa, si fa davvero giornalismo. Ad esempio la lunga trasmissione di Enrico Mentana di ieri, invece di privilegiare gli interventi (spesso pessimi) dei vari senatori, rappresentanti del popolo, dedica la gran parte del tempo alle sue e di altri valutazioni, considerazioni, previsioni, ecc. Come sono bravi!

Ma insomma, finalmente interviene Giuseppe Conte, con accanto un Matteo Salvini e un Luigi Di Maio che più abbronzati non si può. Ma il suo discorso è stato duro, pieno di rancore, di accuse a Salvini il reprobo, pieno anche di progetti per il futuro, come se si stesse candidando ad un nuovo governo. Ma in tutto il suo lungo discorso (quasi una intera ora) non ha citato mai, ripeto non ha citato mai la questione migranti, porti chiusi, ecc. Non si vergogna?
Non a caso Matteo Renzi, vecchia volpe, ha colto al volo il vuoto, e nel suo intervento ha attaccato duramente sul punto, costringendo Conte a tornarci nella replica, ma solo per dire che era d’accordo su tutto … e la lettera dell’altro giorno?

La domanda più chiara a Conte la ha posta la sempre combattiva Emma Bonino, che nel suo intervento in Aula ha detto chiaramente: al di là delle critiche e dei rimbrotti, perché non hai detto e specialmente fatto nulla? E ha concluso con una bella (durissima) osservazione, quando ha detto che il loro rispetto e attesa per Sergio Mattarella è solo la conseguenza del fatto che, resisi conto dei pasticci fatti, ora chiedono a papà Mattarella di pensarci lui.

Credo sia la pietra tombale non tanto sul Governo Conte, quanto su Conte, al quale al massimo, pare, si potrebbe offrire il famoso seggio a Bruxelles … tanto parla bene inglese. Al quale anche Renzi, nel suo discorso urlato e di confronto con le mirabili imprese del proprio Governo, ha chiaramente, direi, chiuso la porta in faccia. Forse, o forse no, inaccordocon Nicola Zingaretti, che ha un gravissimo problema: non è in Parlamento e non può parlare.

Certo è però che Zingaretti, con grande tempismo, non potendo parlare in Senato, ha emesso un comunicato molto duro contro il Governo e lo stesso Conte, affermando tra l’altro: «All’elenco delle cose fatte non può non seguire l’elenco dei disastri prodotti in economia, sul lavoro, sulla crescita, sullo sviluppo. Questo è il vero motivo del pantano nel quale l’Italia è finita. Per questo qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento di questi limiti strutturali di quanto avvenuto in questi mesiDov’era il Presidente Conte in questi 15 mesi?». Non escluderei che ciò abbiacondizionatol’intervento di Renzi, che, detto solo per inciso, dà l’impressione che si sia preoccupato di riprendersi il partito, strappandolo all’eletto Zingaretti, il che, potrebbe essere la fine del PD. Altro che Macaluso, come dicevo ieri. Ma non si può tacere che anche Renzi è sembrato in affanno, in difficoltà, forse non è più tanto sicuro della sua forza. Non solo non ha sfruttato tutto il tempo a sua disposizione (!) ma è caduto nella trappola propagandistica di Salvini sul fatto che ad agosto si lavora, balbettando motivazioni astruse sul perché non si vota mai in autunno.

Salvini ha dimostrato di essere ciò che è sempre stato. Un populista violento e volgare, un baciapile disgustoso, quasi una beghina. La sua parola d’ordine è stata, in ben venti minuti di chiacchiera, che non vuole l’Italia schiava dello straniero, della UE, della Merkel. Una dichiarazione orgogliosa, e terribilmente pericolosa, di volere uscire dall’Europa, cui si attribuiscono ordini e decisioni contrarie agli interessi, ai presunti interessi, italiani. Secondo lui, l’Italia deve avere porti, aeroporti, strade, case, trivelle, TAV, Tap, ecc. Senza regole (non a caso Salvini è ostile al Ministro dell’Ambiente), senza limiti, senza condizionamenti dell’Europa. Ha solo dimenticato di spiegare come farebbero, senza Europa, le imprese, in particolare del Nord Est, a sopravvivere senza potere esportare liberamente in Europa e in particolare in una Germania in recessione, senza godere dei vantaggi delle regole europee.
Insomma, la pretesa di sostenere che l’Italia deve uscire da tutto e fare ciò che può sfruttando la propria ‘libertà’ di azione, senza dire che ciò comporterebbe inflazione galoppante, svalutazione di una nuova eventuale moneta, in altre parole ripiombando l’Italia nella arretratezza e nella povertà … sì, povertà. Perché non sembra che Salvini e altri si rendano conto che è il mondo intero che è in crisi economica e l’Italia (come qualunque altro Paese) da sola è condannata alla miseria.
Però, poi, roba da matti!, ha invitato gli stellini, se vogliono tanto la riduzione dei parlamentari, a continuare l’esperienza di governo insieme. Lo dicevo ieri: la moglie con figlio abusivo, ri-accolta in casa con lussi e onori … mentre il marito, in un’altra stanza, si porta le amanti in casa!

Ciò che mi sembra necessario sottolineare, è che tutto, ma proprio tutto, è solo gestione del potere, lotta di potere, tutta nel Palazzo    -a conferma di quanto detto all’inizio di questa sceneggiata. e diagnosticato prima ancora. Non ingannino le frasi di Salvini sul ritorno al voto, qui si tratta solo di potere, di brutale e assoluto potere, il voto può servire solo per darepieni poteria Salvini e ai suoi, una scorciatoia, per un partito che non ha una politica, non ha una prospettiva -pensateci, Salvini dice che difende l’Italia di qui a cinquant’anni … ma non dice come, per il semplice motivo che non lo sa!-, ha solo la pretesa di gestire il potere.
Che, e non va dimenticato, è l’unica, ma proprio la sola, cosa che lo accomuna agli stellini, ora anche disperatamente alla ricerca di salvare il posto e, forse, gli interessi di Casaleggio.
O sono io che non ho sentito di progetti, prospettive, strategie, politica nel senso vero, se non alto, del termine?

Guardate la profondità del dibattito, l’altezza delle prospettive, il problema è che si dovrà fare un governo PDstellini, di breve durata (solo per finanziaria ecc,?), che piace a Renzi (gli dà il tempo di organizzare una scissione o altro, e di non essere responsabile della finanziaria) o un governo di legislatura? che piace a Zingaretti, che imporrebbe l’assunzione di responsabilità dure, ma darebbe la possibilità di fare una politica a lungo termine, mettendo in difficoltà il progetto Renzi. Questa è la politica italiana.

Orbene, posto che Di Maio -faccia di sfinge- non ha parlato, elegantemente a Montecitorio viene convocata una riunione dei parlamentari stellini… senza Di Maio. Una sorta di colpo di Stato? Potrebbe essere il primo passo per un accordo col PD di Renzi.
Per di più, specialmente dato che gli stellini sono in totale confusione, diversamente da ciò che dicono molti esperti, alla fine dovrà essere Mattarella, come ha detto la Bonino, a risolvere il problema, che gli verrà scaraventato sulle ginocchia da forze politiche completamente allo sbando.

E infine, l’ultima follia di una crisi tutta da ridere, da avanspettacolo, anzi da spettacolo, nella quale alla fine ilcapitanoinvitto e invincibile, il castigatore di migranti, l’affondatore di politici e di Governi … ritira la mozione di sfiducia: vigliacco!

Aggiungo solo: mentre a Roma si consumava la fine del Governo giallo-verde di Salvini-castigatore di migranti, a Lampedusa la Magistratura metteva fine alla vicenda, infamante per il nostro Paese, dei migranti da 19 giorni bloccati sulla Open Arms.
Migranti finalmente a terra, sequestro preventivo (di rito) della Open Arms, apertura di fascicolo a carico di ignoti per omissione e rifiuto di atti d’ufficio. ‘Ignoti’ molto evidentemente noti, e questa volta a salvare il fondo schiena di Salvini non ci sarà Conte, né ci saranno gli stellini –come fu a gennaio. Vedremo chi, nel caso, si offrirà.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.