lunedì, Aprile 6

Roma fa davvero schifo?

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L’Italia fa davvero così schifo o è solo Roma, con tutte le sue problematiche, ad essere indietro rispetto alle altre città italiane ed europee? La capitale della Repubblica italiana può essere considerata lo specchio del marcio di questo Paese? Corruzione, delinquenza, mala politica e mala gestione della res publica, in due parole Mafia Capitale? No, perché ci sono molte città italiane che sono in linea con quello che succede in Europa. Roma fa eccezione e non c’è una crescita civile né da parte di chi Amministra né di chi è amministrato“. Così la pensano coloro che ‘ruotano’ attorno a ‘Roma fa schifo’, primo tra tutti uno dei fondatori del blog, Massimiliano Tonelli, Direttore di ‘Artribune‘, uomo che la comunicazione la ‘mastica’ molto bene, anche quella politica. Il blog, ci spiega, «serve a dare una voce e una narrazione a tutte le difficoltà che ci sono in città»

L’ultima indagine della Polizia ha portato alla luce un sistema marcio che comandava su tutto e tutti, dalla gestione degli appalti alle nomine dei vertici delle partecipate comunali. Correva l’anno 2014 e si era nel pieno della Giunta comunale guidata da Ignazio Marino, che subì diversi scossoni da questa indagine. Da questo punto si è ripartiti per estromettere il male da Roma lottando contro gli appalti truccati, contro i famigerati camion-bar che finiscono nelle foto di tutti i turisti, e con la riapertura del cantiere per la Metro C, in una città paralizzata che ha bisogno di trasporti comparabili a quelli delle città europee e non a livelli imbarazzanti come lo sono ora. Questo non è servito a niente e al momento delle dimissioni di Marino, Roma è tornata nella stessa identica situazione precedente.

roma fa schifo

Il sistema marcio è rimasto, e non può essere sconfitto con le poche iniziative a livello comunale o con la nuova Giunta, presentata dal neoeletto Sindaco Virginia Raggi, ma deve essere sconfitto con una radicale trasformazione civica dei cittadini romani, come sostiene una delle tante ‘campagne’ portate avanti dal blog ‘Roma fa schifo’. Rimanendo sul tema Raggi, ieri, sul sito internet del blog, sono stati pubblicati degli screenshot riguardanti la ‘conversazione’, in realtà fatta solo di insulti e minacce, tra il marito del nuovo sindaco e ‘Roma fa schifo‘, figli delle critiche, che non sono viste come costruttive, che vengono avanzate ai ritardi nel presentare la nuova giunta, che si insedierà al Campidoglio. L’altra battaglia di Tonelli e compagni è favorire l’investimento privato e pubblico nella Capitale, sul modello di quanto viene fatto da molti anni a Milano e non solo, per rendere la città più moderna e svincolata dalle logiche di partito interne all’Aula Consiliare del Campidoglio, posto nel quale vengono prese tutte le decisioni che vanno dalla costruzione di nuovi edifici alla gestione delle aziende principali romane, come il trasporto pubblico e la nettezza urbana, fulgido esempio della mala gestione al livello dei vertici. La situazione, secondo Tonelli, stando ad oggi, non sembra destinata a cambiare durante i cinque anni di quella che sarà la nuova Giunta, viste le dichiarazioni che sono state fatte nei primi giorni, che fanno ben capire quale sarà l’orientamento urbano e urbanistico della Giunta a cinque stelle. «A Roma, probabilmente, il cambiamento deve venire dall’alto, e sicuramente sarà necessario un commissariamento molto lungo nel tempo, come lo sono state Parigi, fino al 1977, e Londra fino al 2000», sostiene Tonelli.

I problemi di Roma si ritrovano, con le dovute differenze e in maniera minore, anche nelle altre città d’Italia e la soluzione può essere o quella di una rivoluzione culturale, basata sul modello di quello che si vede in Europa e in Italia, dove sempre di più la combinazione tra ordine ed educazione civica permettono un forte, e mirato, investimento dei privati e del pubblico, con il conseguente aumento della qualità della vita, o con un lungo commissariamento del Campidoglio. Per far ripartire Roma, quindi, non c’è bisogno tanto di un intervento economico dello Stato o del Comune che sia, anche perché per ovvi limiti del bilancio ha le ‘mani legate’, ma è necessario iniziare un percorso di lavoro in concordia tra privato e Stato combinandolo con l’insegnamento, vero e serio, dell’educazione civica per gli abitanti, in modo tale da far sì che la capitale d’Italia, città simbolo del potere spirituale della Chiesa e di quello che fu l’Impero Romano (ma non solo), capace di attirare decine di milioni di turisti ogni anno, torni a vivere un secondo Rinascimento’. Il Comune, o lo Stato che sia, deve uscire dalle logiche d’intervento massiccio in materia economica e iniziare a operare in altri campi, quali: la legalità, la giustizia, l’educazione dei cittadini e l’interventi ben mirati.

 

Tonelli, come pensa che cambierà, durante i cinque anni della Raggi, l’approccio dell’investimento dei privati a Roma, specialmente se rapportato alle altre città italiane?

È una delle sfide più interessanti che è davanti a tutte le città del mondo, non solo quelle italiane. Per le città della Penisola è una grande sfida, soprattutto, perché hanno subito dei forti tagli agli investimenti pubblici, vista l’attuale situazione finanziaria nazionale, e non possono permettersi di fare grandi investimenti pubblici sui sistemi urbani. Diventa, quindi, doppiamente necessario e logico coinvolgere su questo i privati. Ci sono delle difficoltà sistemiche a livello nazionale, la prima difficoltà è il cattivo funzionamento del sistema di giustizia e la seconda è la lentezza della burocrazia. Su questo i Comuni possono fare poco se non sollecitare il Governo a intervenire, cosa che tutte le grandi città italiane stanno provando a fare, in particolare Milano, che sta puntando a far rimuovere il più possibile questi ‘ostacoli’ per attirare investimenti stranieri e nazionali privati, ma anche quelli pubblici di altri stati.

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