lunedì, Agosto 10

Roma, 24 agosto 2017: nasce l’era della intolleranza razziale? In Italia razzismo e odio razziale sono ad un passo dalla loro istituzionalizzazione, ecco i fatti che lo dimostrano

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Un reduce della Prima Guerra Mondiale, pittore squattrinato e sbandato come tanti altri soldati smobilitati in una Germania sconfitta e umiliata, entra sulla scena politica di una Repubblica socialdemocratica inetta e incapace di risolvere la profonda crisi post bellica, parlando di superiorità razziale. Dopo aver tentato una congiura finisce in galera per attentato alla sovranità nazionale. Scontata la pena, riprende la sua corsa al potere, appoggiato dalla grande industria timorosa di una rivoluzione proletaria.

Fondando un partito di farraginosi sottoproletari organizzati in milizie paramilitari, giunge alla Cancelleria di quello che rimaneva del Reich sfruttando le paure del tedesco medio, abbruttito da fame, disoccupazione e inflazione fuori controllo. Individua i responsabili di tutti i mali non nella classe imprenditoriale e i banchieri, che sul massacro mondiale avevano triplicato le loro fortune, ma su un gruppo etnico, gli ebrei. Li accusa di essere i primi responsabili del disastro tedesco e promette al Wolk (al popolo) di far risorgere la Germania dalle sue ceneri.
Il
suo partito aumenta di consensi proprio giocando la carta ‘Jude’.
Una volta giunto al potere,
la propaganda razziale ha talmente penetrato i cuori e le menti di milioni di tedeschi che le leggi razziali, decise dallo psicopatico reduce di guerra divenuto il Padre della Nazione, saranno salutate con entusiasmo e grandi speranze. Finalmente la Germania sarà ripulita dai parassiti.

L’epilogo di questa politica razziale è ben noto come gli effetti sulla popolazione. Nel immediato dopoguerra il 20% dei tedeschi credeva che i campi di concentramento fossero propaganda americana e bolscevica nonostante venissero loro mostrati i crudi filmati dell’orrore nazista.

I politici (o alcuni di loro) e la classe media e medio-alta in Italia hanno deciso di imboccare la strada dell’intolleranza e della guerra razziale? Ce lo chiediamo, rintracciando e raccontando fatti, incontestabili, e poi proponendo scenari, che possono essere, come qualsiasi esercizio di anticipazione del futuro, più o meno aderenti a quanto accadrà.

Come nella Germania Anni Trenta, i colpevoli dello sfacelo sociale, economico e morale sono stati individuati e ora si è pronti ad agire contro di essi per garantire la rinascita italiana. I fatti di Roma relativi all’improvviso e violento sgombero di una palazzina occupata da anni da oneste famiglie di profughi eritrei hanno distrutto un tabù fino ad ora inviolabile: la protezione del rifugiato. Questa è la realtà timidamente nascosta dalla maggioranza dei media nel riportare i gravi fatti di violenza gratuita e disumana avvenuti a Roma.

La logica che il nemico sianegro’ e ‘stranieroimpera. Le forze dell’ordine schierate in occasione della manifestazione di protesta organizzata sabato pomeriggio dalla società civile è impressionante. Forze speciali, unità cinofile, telecamere ovunque per riprendere, forse, chi partecipa, gente che veniva prevalentemente controllata per assicurarsi che negli zainetti non fosse nascosto un ordigno. Questo inaudito spiegamento di forze trova una giustificazione ufficiale: si temevano atti terroristici… La domanda da porsi a questo punto è una sola: chi sta promuovendo realmente il terrorismo in Italia?

La violazione dei diritti umani andata in scena a Roma che ha visto come vittime dei profughi sembra il segno che il nostro Paese ha superato la linea di confine e si sta progressivamente avviando verso una pericolosa deriva razziale. Seguendo le orme del passato, un esercito di Goebles nostrani febbrilmente e quotidianamente bombarda quella fetta di opinione pubblica italiana ormai allo sbando, in condizioni disperate e senza futuro. Questi militanti dalla penna violenta, incessantemente, costruiscono propaganda razziale, riproducendo fedelmente quella che fu attuata contro gli ebrei seguendo la dottrina di Goebles: «Ripeti mille volte una bugia e diventerà verità».

Questa volta a farne le spese sono gli immigrati africani, inegri’. Un bersaglio facile, visto che storicamente la razza nera ha sempre generato paura e disprezzo, nonostante sia stata vittima della tratta degli schiavi che è durata due secoli, di una feroce conquista per depredare le risorse naturali delle loro terre, di una dominazione razziale e coloniale durata quasi cento cinquanta anni, e di genocidi compiuti nel più assoluto silenzio come nel Congo di Re Leopoldo I, con 10 milioni di morti.

La propaganda razziale, scientificamente promossa da cinque anni, ha trovato le stesse porte aperte che furono garantite al reduce di guerra austriaco, da una sinistra allo sbando, aggrappata al potere. Una sinistra (quella italiana) che, come successe in Germania, è destinata ad essere sostituita daiprofessionistidel terrore, quelli che riporteranno l’Italia alla ripresa economica, ad essere una grande e rispettata Nazione, magari uscendo anche dall’Unione Europea.

La propaganda razziale è spalleggiata da alcuni quotidiani nazionali finanziati da partiti di destra, populisti e xenofobi, che mettono le loro decine di servili penne al riparo da qualsiasi legge, mettendole così in condizione di diffondere false notizie e odio razziale, reati previsti non solo nell’ordinamento giuridico italiano ma anche da quello europeo. Un secondo alleato si è allegramente aggregato, la tv. Ma è sul web, utilizzando abilmente i social media e l’ignoranza ormai diffusa, che la propaganda razziale ha contaminato cuori e menti.

La tecnica comunicativa è associare il ‘negro’ all’immigrazione clandestina, alla criminalità e a ogni sorta di male che ammala questa società di ‘fine impero’. Se poi il ‘negro’ è anche mussulmano è perfetto. Sarà un gioco da ragazzi farlo passare come un potenziale terrorista. La stampa e TV utilizzano espressioni quali ‘legalità’, ‘scontro di civiltà’, ‘cultura superiore’, «nuovo modo di declinare il razzismo, poiché quello classico, dopo Hitler, è impraticabile, fa schifo», come scrive Massimo Fini. La propaganda diffusa sul web è libera da ogni freno morale e propone lo stesso odio razziale diffuso dalla Camice Brune, inculcando nelle menti degli italiani che il ‘negro’ è il nemico da abbattere.

Una propaganda che non è stata fermata negli anni scorsi, nonostante violasse la legge. Al contrario, la sinistra (anche quella al Governo) si è progressivamente spostata sulle idee populiste e razziali. Ora propone politiche di contenimento e il rispetto della legalità. Un rispetto rivolto solo contro i deboli ma non contro i poteri forti, quelli che si intrecciano con politica, economia e Mafia, quelli che riciclano milioni di euro originati da attività criminali nell’alta finanza e nell’economia ‘pulita’, quelli che stanno facendo fortune con l’abusivismo edile incoraggiato da periodici condoni.

La superiorità razziale, l’odio verso il negro’ sono ormai sentimenti istituzionalizzati. Dalla fase di tolleranza verso questa propaganda si ha l’impressione che qualcuno abbia deciso di passare alla fase di sostegno aperto. Questo permette a noti leader politici di twittare parole che forse nemmeno Goebles avrebbero osato, riscuotendo mensilmente il lauto stipendio da parlamentare europeo, nonostante le rare presenze a Bruxelles.

L’odio razziale è stato sdoganato anche all’interno dei movimenti e associazioni dell’universo cattolico. Durante il meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, il Sindaco di Venezia, Luigi Brugano, ha dichiarato che il «buonismo è finito», proponendo blocchi navali lungo le coste e «se qualcuno grida Allah Akbar correndo in piazza San Marco, ghe sparemo».

Papa Francesco e le forze vive della Chiesa Cattolica sono sotto attacco. Criticate duramente per la loro difesa alle ONG che prestano soccorsi nel Mediterraneo, per i loro atti di concreta e cristiana solidarietà verso immigrati e profughi, per la loro caparbia intenzione di promuovere amore e tolleranza come principi universali e insostituibili.
Il violento sgombro di Roma avviene pochi giorni dopo il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che sarà celebrata nel 2018. Un messaggio che la politica del Papa non è condivisa
dai politici ‘di qua dal Tevere’? Francesco non rinnega lo spirito della ‘nuova Chiesa’ offrendo, presso la diocesi del Papa, accoglienza ai rifugiati sgomberati nella capitale. Un gesto seguito da chiare e inequivocabili prese di posizione. «Sono seriamente preoccupato per quanto avvenuto che non porta però a nulla senza risposte concrete e capillari in tutta la città. E’ arrivato il momento di stabilire politiche  di convivenza pacifiche per una integrazione reale. Gli sgomberi, come quello di oggi, non sono certamente una risposta adeguata. Per questo siamo disponibili a partecipare a incontri di programmazione con le istituzioni competenti e con chi ha veramente a cuore questi problemi per trovare vere e proprie soluzioni per garantire un futuro diverso a questi uomini, donne e bambini che hanno solo la colpa di essere fuggiti da realtà di guerra e povertà nella speranza un futuro diverso», ha affermato Monsignor Paolo Lojudice, Vescovo ausiliare di Roma e delegato Migrantes della Conferenza Episcopale del Lazio.

La base stessa della Chiesa è sotto attacco. Il Vescovo Fausto Tardelli ha deciso di affiancare, domenica, il suo Vicario Generale al parroco di Vicofaro, Pistoia (don Massimo Biancalani) nella celebrazione della messa. Don Biancalani è stato oggetto di aperte minacce da parte del gruppo neofascista Forza Nuova per l’attività che conduce a favore degli immigrati africani. Forza Nuova aveva annunciato che sarebbe stata in prima fila ad ascoltare la messa di Don Biancalani «per vigilare sulla effettiva dottrina di questo Parroco», come sostiene in un comunicato Claudio Carillo, Segretario provinciale del movimento di estrema destra. «Si vorrebbe profanare la SS Eucarestia con l’assurda motivazione di andare a controllare l’operato di un prete addirittura mentre celebra un Sacramento e facendo diventare la celebrazione eucaristica teatro di contese e di lotta. Richiamo tutti con forza alla ragione, considerando la gravità di ciò che si vorrebbe fare» scrive Monsignor Tardelli.

I devastanti effetti di questa propaganda (o politica?) sono già evidenti. Come gli ebrei tedeschi del Trenta, gli immigrati africani vivono nel terrore. Limitano la loro presenza nei luoghi pubblici solo allo stretto necessario e di notte diventano invisibili, si chiudono nelle loro abitazioni, nei dormitori ghetto, consapevoli che la notte è lo spazio temporale preferito della violenza e crimine, dove tutto può succedere, anche l’irreparabile, con scarse conseguenze per gli aggressori.

I ‘neri’, per la maggior parte desiderosi di una vita onesta e di un lavoro in regola, sono quotidianamente umiliati nei bar, nei supermercati, nelle piazze, nelle spiagge. La loro presenza da fastidio, irrita, innervosisce. Anche quando inviano i risparmi alle famiglie rimaste nei loro Paesi subiscono interrogatori di terzo grado: “Dove abiti? Che lavoro fai? Dove hai preso questi soldi? Hai il permesso di stare in Italia?“. Domande rivolte utilizzando un sprezzante ‘tu’ da gestori di tabaccherie che si sentono autorizzati a ricoprire il ruolo di ‘sentinelle’ per individuare ogni minimo indizio che possa rivelare un pericolo alla Nazione, alla razza italica che, ironicamente, tutto è tranne che pura, visto le ‘contaminazioni” che la nostra penisola ha vissuto storicamente, terra di conquista di ogni popolo europeo e anche dei Arabi e Nord Africani.

«Arrivano in Italia con la speranza di cambiare il proprio destino e garantire un futuro migliore alla propria famiglia, ma ogni giorno sono messi a dura prova a causa della integrazione mancata. Occupano case vecchie e degradate, palazzi pericolanti, edifici industriali abbandonati. A Catania e più in generale in Sicilia gli immigrati accedano ai lavori inventati: lava vetri ai semafori, parcheggiatori abusivi, venditori ambulanti, praticanti dell’accattonaggio all’esterno dei supermercati. Mentre le esasperazioni indotte dalla legislazione e dalla mancanza di interventi concreti da parte delle istituzioni portano sempre più cittadini stranieri ad accettare compromessi anche con la malavita». Questa è la lucida denuncia esposta pubblicamente da un cittadino di Catania, Francesco Vitale

Seguendo il corso naturale nascono amori interrazziali, spesso mal visti e contrastati dalla nostra società di ‘puri’. Per una giovane ragazza italiana innamorarsi di un africano è un atto di coraggio, consapevole che sarà inevitabilmente giudicata e additata dalla società. Molte si innamorano, ma non hanno il coraggio di creare relazioni stabili per paura di essere messe al bando. Altre intrattengono rapporti segreti. Rare quelle che trovano il coraggio di vivere apertamente il sentimento più sublime e meraviglioso della umanità, l’amore. Gli italiani che hanno sposato donne africane hanno una sola scelta: emigrare per non far subire quotidianamente alle loro amate consorti e madri dei loro figli forme di violenza razziale psicologica che tendono a dipingerle come ‘puttane negre’.

Come gli ebrei alla vigilia dell’Olocausto, gli immigrati africani si fanno invisibili, sperando che la bufera passi e che prevalga la ragione. Purtroppo la storia insegna il contrario. Quando il razzismo e l’odio razziale diventano istituzionali, la bufera non passa, è solo preludio di tragedie di entità incontrollabili e di crimini contro l’umanità. In Italia razzismo e odio razziale sono ad un passo dalla loro istituzionalizzazione. Di fatto sono già divenuti valori positivi tra la società dei poveri e dei piccolimedi borghesi, quasi sempre sull’orlo del fallimento e della rovina.

Se si analizzano attentamente i fenomeni di comunicazione nei social media ci si accorge che le frasi razziste e l’incitamento all’odio razziale sono diventate strumenti per attirare gratificanti consensi sociali sotto la puerile forma del ‘like’. Un mezzo per essere accettati dal ‘branco’. Chi osa pubblicare messaggi su Twitter o Facebook contrari a queste pericolose forme di inciviltà, diventa il nemico da abbattere, e una valanga di insulti e minacce piovono su di lui / lei. Identica sorte per i giornalisti che difendono gli immigrati o che parlano in modo realistico dell’Africa. Si cerca di ridurli al silenzio e di trattarli alla stessa stregua di chi promuove il terrorismo islamico.

Come fu nella Germania anni Trenta, il razzismo è una arma politica tesa a creare coesione popolare e occultare politiche ben più oscure. Alcuni settori dell’economia e della finanza sono ben consapevoli che non esiste alcuna speranza di ripresa economica e che dovranno gestire la decrescita e cicli di crisi croniche, mantenendo inalterate le loro fortune e il loro potere. Per farlo occorre aumentare il divario tra ricchi e poveri, distruggere quello che resta dei diritti sul lavoro e dello stato sociale. Settori, lobby di potere che sono consapevoli anche che il sogno ‘Europa’ sta tramontando e alte sono le possibilità che gli attuali conflitti politici e le tensioni economiche tra Stati europei vengano prima o poi risolti nell’unico modo che gli europei conoscono: la guerra salutare anche per la ripresa economica, in quanto dopo morte e distruzione giunge inevitabilmente la ricostruzione e con essa i grandi affari, ovviamente per pochi.

Il razzismo istituzionale è l’arma utilizzata nella prima fase di ogni progetto totalitario per creare un falso sentimento di identità culturale e patriottismo dove il nemico non è interno ma esterno. La ‘giusta’ caccia all’ebreo, usuraio e nemico della cultura tedesca, come l’odierna caccia al ‘negro’, sono preamboli di funeste ere che inevitabilmente segnano la fine della ragione e l’inizio di un mortale incubo distruttivo.

Purtroppo, il peggio deve ancora arrivare, visto la totale assenza di forze capaci di contrastare l’ondata di follia politica cinicamente e spietatamente messa in pratica. A medio termine non è azzardato pronosticare che anche in Italia scoppi una ondata di terrorismo islamico, con vittime e sangue per le strade. Una vera e propria ondata benefica per alcuni, che rafforzerà il loro controllo totalitario su società ed economia in nome della difesa dei cittadini.

Analizzando la storia degli attentati terroristici in Europa sorge il dubbio che l’apparato di difesa e i servizi segreti siano in grado di prevenire i terroristi ma che a volte si dimentichino di farlo. Le stragi possono essere frutto di volontà e convenienze politiche che seguono la spietata logica del ‘Lasciamoli fare’ per trarre il massimo profitto, unendo la popolazione su falsi sentimenti nazionalistici e rendendola suddita ai veri nemici, spesso comodamente seduti nei Parlamenti e nelle Camere di Commercio.

La prevedibile ondata di terrorismo che si potrebbe abbattere in Italia risolverebbe molte situazioni, accelererebbe i piani di dominio totale e renderebbe il razzismo istituzionale, trasformandolo in unica difesa possibile contro le orde barbariche provenienti dall’Africa e contro i mussulmani. Se poi questa ondata terroristica si rivolgesse anche contro il Papa eretico sarebbe la soluzione perfetta. I ‘farisei’ potrebbero riprendere il controllo di una Chiesa secolare minacciata dall’‘eresia francescana’, trasformando l’odiato Papa in martire ucciso, ottima base per creare il necessario coinvolgimento emotivo delle masse per intraprendere nuove crociate e ritornare a servire il potere temporale senza vergognarsene. I segnali di questo pericolo che incombe su Papa Francesco sono già evidenti, come il misterioso drone che ha sorvolato il Vaticano sabato 26 agosto. Un fatto casuale o una ricognizione del terreno?

Se l’ondata terroristica, o peggio ancora un attentato mortale al Papa, si dovessero verificare, il piano dei poteri forti diventerebbe irreversibile e le conseguenze sui moderni ebrei, drammatiche. Qualunque mussulmano in Italia correrebbe il rischio di deportazioni forzate o di arresti arbitrari, nelle migliori delle ipotesi. Gli elementi più estremisti della nostra società, aizzati da anni di propaganda razziale promossa da certi partiti, si sentirebbero autorizzati alla ‘caccia al negro’ e ‘al mussulmano’.

Non sono in grado, ovviamente, di stimare quanto di questo scenario fascista abbia la possibilità di realizzarsi, ma nessuno di voi ha, per contro, la possibilità di scartare, bollandole come fantapolitica, queste conseguenze fasciste, per il solo fatto che lo scenario ipotizzato è un ragionamento che si basa, purtroppo, su rilevi e dati terribilmente reali, tanto reali che ognuno di voi che legge li ha toccati personalmente con mano.

Tutti speriamo, ovviamente, nel trionfo di una civiltà che metta fuori legge chi oggi gioca la pericolosa carta razziale, sarebbe se no un terribile ripetersi della Storia. Settanta due anni fa gli stessi piani di supremazia finirono a Piazzale Loreto e nel bunker di Berlino lasciando Paesi distrutti e milioni di cadaveri a marcire lungo le rovine delle città abitate dalla razza ariana…

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