sabato, Dicembre 14

Rohingya e quel silenzio che fa rumore di Aung San Suu Kyi In realtà un accenno è arrivato ieri, quando ha affermato che al momento non ci sono violenze nel Rakhine, zona dalla quale i Rohingya sono dovuti scappare

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«Conflitti e instabilità nel mondo sono in parte dovuti all’immigrazione illegale che diffonde il terrorismo». Lo ha detto la leader della Birmania Aung San Suu Kyi accogliendo nella capitale Naypyidaw alcuni ministri degli esteri asiatici ed europei, tra questi anche l’Alto rappresentante della politica estera europea Federica Mogherini. Peccato che nel suo discorso, San Suu Kyi non abbia fatto esplicito riferimento alla crisi dei Rohingya.

In realtà un accenno è arrivato ieri, quando ha affermato che al momento non ci sono violenze nel Rakhine, zona dalla quale i Rohingya sono dovuti scappare. In realtà in un nuovo rapporto sulla crisi in corso in Myanmar, Amnesty International ha denunciato che la minoranza musulmana Rohingya è intrappolata in un crudele sistema di discriminazione istituzionalizzata e promossa dallo Stato che equivale ad apartheid. Il rapporto indaga la recente ondata di violenza in Myanmar, in cui le forze di sicurezza si sono rese responsabili di uccisioni di Rohingya e della fuga di oltre 600mila persone in Bangladesh.

(video tratti dai canali Youtube di France 24 ed EL PAIS)

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