lunedì, Ottobre 21

Rohingya, rischio epidemia nei campi del Bangladesh Una piccola delegazione delle Nazioni Unite ha visitato la regione nei giorni scorsi e ha avuto testimonianza di sofferenze 'inimmaginabili'

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È emergenza nei campi del Bangladesh che accolgono i Rohingya, la minoranza musulmana in fuga dalle persecuzioni in Myanmar. La mancanza di accesso umanitario nello Stato del Rakhine, da dove oltre cinquecentomila Rohingya sono fuggiti dalle violenze, è inaccettabile, ha detto il sottosegretario Onu per gli Affari umanitari, Mark Lowcock.

Una piccola delegazione delle Nazioni Unite ha visitato la regione nei giorni scorsi e ha avuto testimonianza di sofferenze ‘inimmaginabili’. Secondo le agenzie umanitarie, almeno 14.000 bambini sono malnutriti e hanno immediato bisogno di cibo e medicine. E a causa di patologie trasmesse dall’acqua si teme un’epidemia potenzialmente catastrofica tra i Rohingya ora accampati in Bangladesh.

Le immagini mostrano decine di migliaia di persone che dormono nel fango o in ripari di fortuna e i livelli di nutrizione e l’igiene sono molto scarsi. Ed altri 250.000 Rohingya, oltre ai 500.000 profughi già stimati, potrebbero essere costretti a fuggire in Bangladesh.

«I leader dell’Asia sudorientale devono prendere misure urgenti per affrontare le gravi violazioni dei diritti umani contro i Rohingya in Myanmar», chiede con una lettera inviata all’ASEAN, l’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico, Amnesty international. «L’ASEAN non riesce a prendere posizione in quanto uno dei suoi stati membri sta conducendo una brutale campagna di pulizia etnica», ha dichiarato James Gomez, direttore di Amnesty international per l’Asia sudorientale e il Pacifico. «I governi della regione devono rispettare gli impegni sui diritti umani sanciti dalla carta dell’ASEAN, impegni per i quali l’esercito di Myanmar mostra chiaro disprezzo in quanto commette crimini contro l’umanità contro i Rohingya».

L’unica risposta dell’ASEAN alla crisi finora ,secondo l’organizzazione, è stata una dichiarazione insignificante, rilasciata il 24 settembre, che ha espresso preoccupazione per la situazione e che ha persino mancato di menzionare la parola Rohingya. Per questo ha invitato il governo delle Filippine, in quanto attuale presidente dell’Asean, a tenere un vertice di emergenza per «porre fine a violenza, violazioni dei diritti umani e crimini di diritto internazionale; garantire assistenza umanitaria ai rifugiati Rohingya e ritorno sicuro e dignitoso di coloro che desiderano tornare a casa; porre fine alla discriminazione radicata contro i Rohingya; sostenere indagini indipendenti sulle violazioni dei diritti umani e aiutare a portare davanti alla giustizia gli autori dei crimini».

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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