martedì, Agosto 4

Rivolta Oromo, Etiopia in fiamme L’assassinio del famoso cantante e attivista politico Hachalu Hundessa e le successive rivolte potrebbero far esplodere il campo minato su cui si sta movendo il Primo Ministro Abiy Ahmed che si trova di fronte a una drammatica crisi interna e una possibile guerra regionale

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Da ieri l’Etiopia è in preda ad una rivolta popolare contro il governo del Primo Ministro Abyi Hamed a causa dell’assassinio del famoso cantante e attivista politico Hachalu Hundessa (34 anni) di etnia Oromo, avvenuto lunedì 29 giugno nella serata presso l’area di Gelan Condominiums nella capitale di Addis Abeba.

La rivolta, iniziata presso la capitale e la regione della Oromia, si sta ora estendendo in varie città del Paese. Tutto è iniziato quando ieri mattina centinaia di persone si sono radunate presso l’ospedale di Addis Ababa dove era stato portato il cantante in fin di vita. Identiche proteste sono scoppiate in contemporanea ad Adama, città dello Stato della Oromia a circa 60 km dalla capitale.  La situazione è rapidamente degenerata quando Abyi Ahmed ha deciso di rispondere alle manifestazioni popolari con i classici metodi che hanno caratterizzato il precedente governo Tigrino di cui lui faceva parte prima della nomina a Primo Ministro, tiro zero sui manifestanti.

La polizia ha ricevuto l’ordine di sparare sui manifestanti radunatesi a Adama per disperderli. Le armi automatiche della polizia hanno fatto una strage: 9 morti e 70 feriti. Questo il bilancio offerto ai media africani e internazionali da un medico dell’ospedale generale che non ha voluto essere identificato per motivi di sicurezza. Si sospetta che il governo abbia utilizzato anche dei gruppi paramilitari. Molti tra i manifestanti feriti e ricoverati presso l’ospedale di Adama presentavano ferite da coltelli e altre arme bianche.

Altre 8 persone sono state uccise e 80 ferite dalla polizia durante gli scontri avvenuti in vari punti della capitale Addis Ababa. L’ordine di sparare sulla folla è stato dato per ‘controllare i disordini’. L’Ambasciata americana ha allertato i suoi cittadini presenti nel Paese invitandoli di restare nelle loro abitazioni fino a nuovo ordine, assicurando che le proteste e gli spari sono sotto stretto monitoraggio per valutare la gravità della situazione.

Una delle manifestazioni avvenute presso la capitale è stata organizzata davanti all’Ambasciata Americana. Nonostante in quello specifico luogo la polizia abbia accuratamente evitato di sparare sulla folla, il servizio di sicurezza statunitense ha decretato la massima allerta, descrivendo la situazione ‘instabile in questo momento.

Il governo di Abyi ha imposto uno stato di emergenza (al momento non dichiarato ufficialmente). L’accesso a internet e comunicazioni telefoniche è stato interrotto in tutto il Paese. Operazione facile da attuare visto che la compagnia statale Ethio Telecom è l’unico fornitore di telecomunicazioni dell’Etiopia. Un monopolio voluto dal precedente governo tigrino per motivi di sicurezza nazionale e continuato dal Primo Ministro Abyi, nonostante vaghe promesse di liberalizzare il settore Telecom aprendolo ai privati. Negli anni precedenti alla nomina a Premier Abyi aveva contribuito ad istituire un efficace sistema di intercettamento e controllo delle comunicazioni di tutti i cittadini e stranieri presenti nel Paese. Sistema tutt’ora in vigore.

Hachalu Hundessa era una figura di spicco degli Oromo, gruppo etnico bantu proveniente dal Kenya che rappresenta il 32% della popolazione etiope (circa 24 milioni di persone). Hachalu ha lottato con le sue canzoni e il suo impegno sociale per la visibilità non solo della sua etnia, riuscendo a galvanizzare la gioventù Oromo e Amara durante gli anni delle proteste che nel 2018 hanno portato alla nomina di Primo Ministro Abyi Ahamed con la promessa di avviare riforme politiche nel paese.

Hachalu è stata la colonna sonora della rivoluzione degliOromo, un genio lirico e un attivista che ha incarnato le speranze e le aspirazioni della sua gente. Le sue canzoni sono state della resistenza antigovernativa iniziata nel 2015 con le proteste di strada nella regione della Oromia che alla fine hanno portato alle dimissioni del Primo Ministro Hailemariam Desalegn. Attraverso ballate come ‘MaalanJira’ (‘Che esistenza è la mia’) e ‘Jirraa’ (‘Siamo qui’), Hundessa è stato accreditato per aver catturato non solo la lotta e le frustrazioni dei manifestanti di Oromo, ma anche i loro sogni per il Paese che è la seconda nazione più popolosa dell’Africa dopo la Nigeria. Hachalu era eccezionalmente coraggioso e un uomo dai molti grandi talenti “, ha dichiarato Awol Allo, un docente di giurisprudenza presso la KeeleUniversity in Inghilterra.

Hachalu Hundessa era nato a Ambo da Gudatu Hora e Hindessa Bonsa entrambi di etnia Oromo. La sua infanzia e adolescenza l’ha passata tra gli studi e la guida della mandria di vacche di proprietà familiare. Nel 2003, all’età di 17 anni e studente liceale, Hachalu viene arrestato per aver preso parte alle proteste contro il regime tigrino e condannato a cinque anni di reclusione presso la prigione di Karchale Ambo.

La sua carriera musicale è iniziata in prigione. Nel 2009, dopo il suo rilascio, ha lanciato il suo primo album ‘Sanyii Mootii‘ seguito dal secondo album ‘Whaa’ee Keenyaa‘ che gli fece conquistare il Primo Posto sulla classifica internazionale di Musica Africana su Amazon.

Le canzoni di protesta di Hundessa unificarono il popolo Oromo, incoraggiandoli a resistere all’oppressione tigrina. Le sue canzoni sono state strettamente legate alla resistenza antigovernativa iniziata nel 2015 e alle proteste etiopi del 2016. La sua ballata ‘Maalan Jira’  riguardava lo sfollamento della popolazione di Oromo da Addis Abeba. La capitale è nel cuore dello Stato Oromo ma il governo, deciso a trasformarla in una colata di cemento e grattacieli per glorificare un falso mito di progresso, aveva deciso di espellere gli Oromo dalle terre edificabili della periferia di Addi Ababa per costruire altri mostruosi edifici e case popolari, testimonianza del ‘Miracolo Etiope’. 

Mesi dopo l’uscita del singolo nel giugno 2015, si sono verificate proteste contro il Master Plan di Addis Abeba in tutta la regione di Oromia. La canzone divenne un inno per i manifestanti e divenne uno dei video musicali Oromo più visti. Nel dicembre 2017, Hundessa ha cantato in un gigantesco concerto ad Addis Abeba che ha raccolto fondi per i 700.000 Oromo che sono stati sfollati a causa della violenza etnica e trasmessi in diretta da Oromia Broadcasting Network.

Non vi è alcuno dubbio che l’omicidio di Hachalu Hundessa abbia motivazioni politiche e sia strettamente legato al suo impegno sociale a favore degli Oromo, anche se al momento non vi sono prove che colleghino la brutale esecuzione extragiudiziaria con il governo del Primo Ministro. Il commissario della polizia di Addis Ababa, Geta Argaw, ha dichiarato che i sospetti dell’omicidio sono stati già arrestati senza però fornire la loro identità.

La repressione governativa non si è limitata alle proteste. Ieri la sede dei media indipendenti fondata da Jawar Mohammed (magnate dei media che appartiene all’etnia Oromo e feroce critico dell’attuale governo) è stata presa d’assalto dalle unità speciali della polizia federale che ha arrestato i dipendenti. Anche Mohammed assieme a Bekele Garba, importante leader dell’opposizione sono stati arrestati nello stesso giorno.

Gruppi per i diritti umani hanno accusato le forze di sicurezza del governo di Abyi di aver eseguito di aver usato un uso eccessivo della forza per contenere le manifestazioni di ieri e di aver approfittato del caos per arrestare importanti leader dell’opposizione e chiudere la bocca ai media indipendenti. Secondo le associazioni etiopi queste azioni sarebbero ‘in linea’ con la politica di esecuzioni extragiudiziali, stupri, arresti arbitrari portata avanti dal Primo Ministro Abiy Ahmed. Esse accusano, inoltre, il governo di non essere riuscito a consegnare alla giustizia gli agenti di polizia accusati della morte di dozzine di proteste antigovernative scoppiate alla fine dell’anno scorso.

L’intervento sulla TV Radio nazionale del Primo Ministro Ahmed è stato considerato un flop politico. Offrendo le condoglianze alla famiglia del cantante e promettendo una seria indagine, ha invitato la popolazione a mantenere la calma e la pace. Abiy ha definito l’omicidio di Hundessa come ‘un atto malvagio’ affermando che sia stato commissionato eispirato da nemici nazionali e stranieri al fine “di destabilizzare la nostra pace e impedirci di raggiungere i progetti che abbiamo iniziato”. Il chiaro riferimento all’Egitto (che il governo etiope rischia un conflitto per la intransigenza dimostrata sulla delicata disputa idrica del Nilo) ha galvanizzato maggiormente le proteste che si stanno estendendo anche tra gli Amara che accusano Abiy di proporre false piste nel tentativo di esimersi dalle responsabilità della crisi nazionale da tempo avviata.

Scarse le notizie dall’Etiopia essendo stata isolata dal mondo esterno per decisione del governo. Alcune informazioni frammentarie e da verificare parlano di scontri presso la capitale e in altre città del Paese dopo la decisione del Primo Ministro di prelevare il corpo del cantante Oromo dall’ospedale e di averlo trasportato in una località sconosciuta. Secondo queste fonti, la polizia avrebbe sparato anche oggi sui manifestanti e il numero di vittime sarebbe salito a 50 morti. In esclusiva ‘L’Indropubblica le immagini pervenute alla redazione sulla rivolta popolare a seguito dell’omicidio di Hachalu Hundessa.

Quella che sembra un’esecuzione extragiudiziaria politicamente motivata e le successive rivolte potrebbero far esplodere il campo minato su cui si sta movendo il Primo Ministro Abiy che si trova di fronte a una drammatica crisi interna caratterizzata dall’acutizzarsi dello scontro etnico tra Tigrini, Amara, Oromo a causa del rinvio delle elezioni generali. Una crisi associata al rischio di una guerra regionale contro Egitto e Sudan per la diga Grande Rinascita.

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