sabato, Settembre 21

Risposta della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova L’Ufficio Stampa risponde all’intervento ‘Luigi di Maio, Movimento 5 Stelle. L’eterna adolescenza (e incoscienza)’

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La nostra confessione religiosa non ama entrare in polemica con gli organi di informazione e non è solita replicare a tutte le falsità che vengono diffuse sul Suo conto. In questa occasione tuttavia, dopo aver letto l’articolo ‘Luigi di Maio, Movimento 5 Stelle. L’eterna adolescenza (e incoscienza)’, pubblicato su ‘L’Indro’ il 30 agosto u.s., ci vediamo costretti a intervenire con una precisazione. Le accuse rivolte alla nostra confessione dal signor Barrilà, infatti, sono alquanto gravi e del tutto infondate. Ne illustriamo i motivi di seguito:

– Il signor Barrilà afferma che i Testimoni siano una ‘setta’, un’‘azienda florida e lucrosa’, nonché una sorta di malattia nella società («Scorrendolo il volume di Raymond Franz, non si può fare a meno di riflettere si parallelismi con il Movimento 5 Stelle, peccato che l’ombrello degli effetti dei due soggetti sia alquanto diverso, perché se è vero che i TdG sono sparsi in tutto il Pianeta, è altrettanto vero che non infiltrano le istituzioni civili, ammalandole».)

– In realtà i Testimoni di Geova sono una confessione religiosa cristiana il cui ente di culto è riconosciuto dallo Stato con D.P.R. 783/31 ottobre 1986. Il Consiglio di Stato, nel proprio parere favorevole al riconoscimento giuridico della ‘Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova’, sottolineò che «tale confessione opera in Italia da molti anni [ad ora, oltre un secolo]senza aver dato luogo a rilievi di sorta da parte dell’Amministrazione ed avendo anzi ottenuto dei parziali riconoscimenti formali di ‘ammissibilità’, come nel caso dell’autorizzazione a celebrare matrimoni con effetti civili [e]a prestare assistenza ai detenuti». Con la loro attività di evangelizzazione e le loro oltre 3.000 comunità in Italia, i Testimoni aiutano migliaia di persone nel mondo ad abbandonare vizi e comportamenti nocivi come fumo, droga, gioco d’azzardo, violenza in famiglia, linguaggio volgare ecc. Qualche tempo fa anche giornali come ‘repubblica.it’ hanno pubblicato i risultati di un illuminante sondaggio al riguardo.

Riguardo all’accusa secondo cui i Testimoni sarebbero una ‘azienda lucrosa’, la invitiamo a considerare che la Corte Costituzionale, la Corte di Cassazione e i più alti organi dello Stato hanno più volte confermato il carattere confessionale dei Testimoni di Geova (Cort. Cost. 195/1993; Cort. Cost. 346/2002; Cort. Cass. 12744/1998). Il Ministero delle Finanze, con nota del 26/3/99, ha confermato «la natura di ente non commerciale» della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova; la Pretura Circondariale di Roma, nel respingere un ricorso di due ex testimoni di Geova, ha attestato che sia la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, sia un loro altro ente rappresentativo denominato Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, sono enti «non lucrativi» (sentenza del 12 agosto 1996, n. 12793). Anche una recente sentenza della Cassazione conferma il carattere non lucrativo della confessione (Cort. Cass. 17250/2019).

– Secondo il signor Barrilà gli ‘adepti’ sarebbero ‘ancorati ai capi da inganni gravissimi e deliberati’; ai Testimoni non sarebbe permesso di ‘esercitare la pericolosa attività di pensare’; tante persone sarebbero morte per aver rifiutato trapianti d’organo per seguire i precetti religiosi; il Corpo Direttivo sarebbe ‘ispirato da Dio’, ecc.

– In realtà il motivo per cui tanti ogni anno decidono liberamente e consapevolmente di aderire alla nostra confessione è proprio il fatto che i Testimoni incoraggiano le persone a ragionare con la loro testa. Fu proprio questo, ad esempio, a convincerli che non sarebbe stato giusto sostenere il nazismo e lo sforzo bellico. Gli storici confermano che i Testimoni infatti «furono l’unica Chiesa cristiana che si oppose in blocco al nazionalsocialismo mentre tutte le altre solo in parte si opposero, ma in parte vi convissero» (Tristano Matta, (Il Piccolo, edizione di Trieste, 10 novembre 2002). I Testimoni «non collaborarono con nessun elemento dello stato nazista» (Klaudia Koonz, Mothers in the Fatherland (Londra, 1986).

L’affermazione del Barrilà sui trapianti d’organo è una grave illazione priva di basi scientifiche. Quanto all’asserzione sul Corpo Direttivo, La Torre di Guardia del febbraio 2017 afferma: «Il Corpo Direttivo non è ispirato e nemmeno infallibile».

Non conosciamo la fonte delle informazioni utilizzate dall’autore dell’articolo, ma osserviamo che tutte le accuse summenzionate sono le stesse utilizzate da un piccolo gruppo di ex Testimoni che si mostrano ostili alla loro ex Confessione. Se questa fosse effettivamente la fonte dell’autore, suggeriamo una maggiore cautela per il futuro. «Se sto alla mia esperienza di cronista», scrisse Vittorio Messori, «poche cose sono fuorvianti come le accuse alla sua antica organizzazione da parte di chi è uscito sbattendo la porta. […] Sta di fatto che, nel mio lavoro di giornalista, non mi sono mai fidato né di questi né di altri pentiti: per esempio, dei gruppi, assai affollati, di ex-geovisti. […] Non occorre essere psicologi per comprendere il perché di una doverosa diffidenza: chi ha abbandonato una strada, magari una vocazione, un ideale, deve giustificarsi davanti a se stesso e al prossimo, ha bisogno di aumentare la responsabilità degli altri per diminuire la propria, per contrastare il senso di colpa che cova, magari nell’inconscio e che in qualche caso è devastante. Non mi azzardo oltre in questi intrighi emotivi. Volevo solo avvertire, sulla base della esperienza: qualunque realtà discussa contestata dobbiate giudicare, non fatelo prendendo sul serio sempre e solo le testimonianze, magari impressionanti, di chi se ne è andato. Non fate, cioè, come certi giornalisti televisivi in cerca dell’effettaccio…».

Sulla base di quanto sopra, Le chiediamo di pubblicare, in calce all’articolo diffamatorio e mantenendo attivi i link, questa breve nota:

Stigmatizziamo con forza le accuse gravi e infondate mosse contro i Testimoni di Geova nell’articolo ‘Luigi di Maio, Movimento 5 Stelle. L’eterna adolescenza (e incoscienza)’. I Testimoni di Geova, oltre a essere una confessione religiosa cristiana riconosciuta dalla Stato con D.P.R. 783/31 ottobre 1986, contribuiscono notevolmente al benessere della società. Ci rattrista che la testata non abbia verificato le gravi accuse summenzionate prima di pubblicare l’articolo. Pezzi come questo purtroppo diffondono disinformazione, pregiudizi e incitano all’odio. Incoraggiamo chiunque volesse documentarsi sui Testimoni di Geova a visitare il loro sito ufficiale: JW.ORG.

Ufficio Stampa

Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova

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