giovedì, Novembre 14

Richard Gere, ‘rispettare gli esseri viventi’ L’impegno umanitario dell’attore-attivista premiato a Firenze con “le chiavi della città”. Dure parole sulla tragedia siriana: “come americano mi vergogno delle scelte del nostro Presidente”

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Richard  Gere non si risparmia. Dopo Lampedusa, dove si recò  per portare viveri e solidarietà umana ai migranti  della nave Ong spagnola Open Arms, in attesa da giorni di poter sbarcare,  eccolo a Firenze per ricevere, in un affollatissimo Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, ‘Le chiavi della città’, alto riconoscimento per il suo impegno umanitario. E per parlare davanti ai rappresentanti della città e al numeroso pubblico presente,  prevalentemente femminile, di quella sua esperienza, e degli altri problemi che affliggono il pianeta in un dialogo franco e di sincera amicizia con il Sindaco Dario Nardellache ha voluto questa cerimonia che ben si  inquadra nello spirito di pace e di solidarietà propri di Firenze.

Tra queste tematiche, che tormentano la nostra coscienza civile e umana, l’aggressione del regime turco  di Erdogan al popolo curdo, dopo l’annunciato abbandono dei soldati americani deciso da Trump, che ha già mietuto numerose vittime innocenti fra i civili ( donne, bambini e anziani) e il barbaro  assassinio della patriota Hevryn Khalan, co-segretaria generale del Partito del Futuro siriano,  e sostenitrice di una democrazia laica, con pari responsabilità di uomini e donne, trucidata in un agguato.  Ferme, sentite e anche taglienti le parole di Richard Gere al riguardo: «Come americano mi vergogno delle scelte fatte in fretta  dal nostro Presidente senza tener conto delle alleanze. Sono molto imbarazzato e addolorato per quello che sta succedendo in Siria».  Le ragioni del suo impegno umanitario, a sostegno dei migranti che oltre ai disagi e alle sofferenze della fuga sono costretti a subire maltrattamenti e l’ ostracismo degli  Stati ( dai porti chiusi ai muri e ai fili spinati come alla frontiera col Messico), derivano dall’idea che «il rispetto degli esseri viventi è più importante di ogni altra cosa e ci riguarda tutti. La mia è una semplice umana reazione a ciò che sta accadendo, nei confronti degli esseri umani e del pianeta». 

Da quando ha fatto proprio il messaggio e i valori del Buddismo,  interprete di tanti film di successo internazionale (dalle commedie brillanti come ‘American Gigolò’, ‘Ufficiale e Gentiluomo’, ‘Pretty Woman’, fino a ‘Schegge di Paura’, ‘La frode’, ‘Chicago’, ‘Gli invisibili’, di tutt’altro genere), lo vediamo impegnato sul terreno del pacifismo, della solidarietà umana, della lotta per sconfiggere l’ADS, e a favore dei diritti dei popoli (Tibet compreso), per le libertà religiose. Ora, l’esser sceso a sostegno del diritto dei migranti, a bordo di quella Ong, ha irritato e indispettito anche la destra nostrana. Che vede i migranti come nemici, da lasciare in mare ( dove i morti non si contano più) o ricacciarli  nei loro paesi devastati dalle guerre e dalla povertà. Anche questa occasione è stata buona da parte dei consiglieri leghisti e anche dei 5 stelle locali, per accusare il Sindaco di farsi  pubblicità a buon mercato, e di voler fare di Firenze  la capitale mondiale del buonismo radical chic, il tutto accompagnato dalla domanda: «quali sarebbero i meriti che si riconoscono a Gere rispetto a Firenze? Quale il legame con la città?» Ma se qui si attacca il Sindaco  rifiutando di partecipare alla cerimonia ( e restando in fondo al salone con le magliette No agli ONG), a Lampedusa l’attacco  è stato rivolto direttamente a lui dall’ex Ministro Matteo Salvini. Che idea se ne è fatto l’artista e attivista di Philadelphia? «Mi interesso poco alla politica e moltissimo agli esseri umani» Questa la sua risposta. E proprio sul tema della solidarietà, Nardella  ha detto che ognuno deve fare la sua parte, anche le città. Firenze ad esempio, ha avviato progetti di cooperazione tecnica in Afganistan  e con le città curde, qui si sono messe in atto forme di accoglienza per gruppi di immigrati, assicurando loro istruzione e sostentamento, perché possano inserirsi nel tessuto sociale.

Quanto al conferimento delle Chiavi, è  una tradizione che data da molti anni, a cominciare dal Sindaco  Giorgio La Pira, che sui temi della pace, dell’incontro tra i popoli,  il dialogo fra le religioni e le culture, la solidarietà  e i diritti umani, aveva speso tutto le sue energie creative e anche fisiche.  E’ una prerogativa del Consiglio Comunale e Regionale e delle altre istituzioni: come Il Festival dei Popoli, che ospitò nei primi Anni Settanta, Jane Fonda,  venuta per presentare un film (‘Introduction of the  ennemy’) girato con il marito  Tom Hayden ed il regista Kaskell Wexler, in Vietnam, «affinché gli americani» – disse  in una intervista a chi scrive – «si rendano si rendano conto dell’umanità dei vietnamiti. Del “nemico’». Ancora oggi, all’età di 81 anni, la star attivista e pacifista americana, è impegnata  in prima persona (è stata anche arrestata, manette ai polsi!) a sostegno di Greta. «Dobbiamo comportarci come se la nostra casa fosse in fiamme….perché lo è!  Questa è una crisi urgente, grave, e i giovani ci chiedono aiuto. E io sarò al loro fianco». Richard Gere, 70 anni portati meravigliosamente, nel dichiararsi onorato per tale riconoscimento (le chiavi della città) che aprivano le antiche porte di accesso dislocate lungo le mura sono un grande segno di amicizia, una sorta di cittadinanza onoraria)  ha detto: «Sono profondamente commosso da questo riconoscimento, vi ringrazio e conto di tornare ancora perché ci sono tante cose da fare insieme a questa città». 

Lo farà senz’altro. Giornata intensa, quella del 14 ottobre 2019, che l’attore-attivista ha vissuto come una full immersion nei capolavori degli Uffizi e in quelli di Palazzo Vecchio, negli incontri con la gente ( ha voluto farsi una foto con tutto il personale della celebre Galleria), in strada  e nel Salone dei Cinquecento Palazzo Vecchio, dove ha ricevuto le ‘chiavi’ della città che recano la seguente motivazione: «A Richad Gere per la solidarietà che ha concretamente e pacificamente dimostrato nei confronti di coloro che soffrono, relegati ai margini della società e per il suo impegno trentennale in difesa dei diritti umani fondamentali, della libertà di pensiero e religiosa». Una giornata particolare che l’attore-attivista   si porterà negli occhi e nel cuore, ma anche per quanti avvertono la necessità di un impegno diretto, in prima persona, sui grandi temi che travagliano il mondo e generano  sofferenze, migrazioni bicliche, morti innocenti e danni irreversibili al pianeta. Da artisti come Richard Gere e Jane Fonda, viene un segnale di grande  impegno civile e umanitario che dovrebbe essere d’esempio anche alle figure di maggior spicco in ogni campo, in Italia e in Europa. Lo sapranno raccogliere? 

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