sabato, Dicembre 7

Repubblica Centrafricana: responsabile Caritas arrestato per pedofilia Le indagini di ‘CNN’ hanno portato allo scoperto i crimini del sacerdote belga contro ragazzi già vittime della interminabile guerra centrafricana. Rimpallo di responsabilità tra Caritas International, Caritas Centrafricana, salesiani

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Pedofilia. Piaga che affligge la Chiesa cattolica. Questa volta di scena la Repubblica Centrafricana. Luk Delft, prete cattolico di nazionalità belga, è stato arrestato, giovedì 21 novembre, dalla Polizia di Bangui. L’accusa è pesante: ripetuti abusi sessuali su minoriCrimine che si sarebbe ripetuto più volte, mentre Padre Delft occupava carich di vertice presso Caritas International (2013  giugno 2019). Prima responsabile delle operazioni umanitarie a Kaga-Bandoro (fino al 2015), successivamente Segretario Nazionale della Caritas Centrafricana.

La notizia ha rischiato di rimanere confinata nella cronaca locale del martoriato Paese africano, se non fosse apparsa una inchiesta della ‘CNNla quale ha contribuito alla sua diffusione a livello internazionale -non in Italia, per il momento, incomprensibilmente visto che sulla vicenda è intervenuto direttamente anche ‘VaticanNews.
Un 
video, registrato dai giornalisti della ‘CNNmostra i genitori delle vittime raccontare gli abusi subiti dai figli. Le testimonianze sono sconcertanti. Padre Delft approfittava di giovani in estrema difficoltà a causa della guerrabambini, ragazzini ‘selezionati’ tra i beneficiari dell’assistenza umanitaria di Caritas International. Giovani in evidente difficoltà economica e traumatizzati dalla feroce guerra civile voluta dalla Francia. Una guerra che sembra non aver fine anche a causa delle pesanti interferenze della Russia, che in Centrafrica intende rafforzare la sua influenza per accaparrarsi le immense riserve di diamanti e altri minerali preziosi a scapito della Francia.

Immediata la reazione della Caritas International. «Siamo rattristati e oltraggiati da questo episodio. Esprimiamo tutta la nostra compassione e solidarietà ai bambini vittime e alle loro famiglie. Ringraziamo le vittime che hanno trovato il coraggio di denunciare il crimine a cui va tutto il nostro sostegno. La Caritas lavora costantemente per migliorare la protezione dei bambini nella Repubblica Centrafricana e nel resto del mondo. Il nostro primo dovere è quello di proteggere coloro che serviamo», ha dichiarato Aloysius John, Segretario generale di Caritas International, in un comunicato stampa diffuso lo stesso giorno dell’arresto del prete pedofilo.

Secondo alcuni giornalisti africani, nelle prime ore dopo l’arresto la Caritas Centrafricana aveva tentato di negare che Padre Luk Delft lavorasse presso la loro missione nel Paese. Dinnanzi alle evidenze sarebbe seguito il comunicato emesso da Padre Aloysius John. Il tentativo di negare l’evidenza, riportato da alcuni giornalisti centrafricani, sembra non trovare conferme ufficiali e potrebbe essere una forzatura di giornalisti in cerca di scoop.

La Caritas Centrafricana ha pubblicamente dichiarato la sua volontà di collaborare con le autorità centrafricane nell’indagine su Padre Delft, condannando «senza esitazione tutte le forme di abuso sessuale, ingaggiandosi ad assicurare e promuovere la sicurezza e il benessere delle persone in difficoltà e in particolare dei bambini»

I crimini commessi da Padre Luk Delft riportano all’attenzione dell’opinione pubblica africana e internazionale il dramma della pedofilia all’interno della Chiesa Cattolica. Un orrendo peccato che Papa Francesco sta cercando di sradicare dall’interno.
Lindagini svolte da ‘CNN’ evidenziano la possibilità di complicità interne alla Caritas Centrafricana. Il network televisivo americano ha scoperto che Luk Delft nel 2012 era già stato implicato in scandali sessuali nel suo Paese, il Belgio, ricevendo dalle competenti autorità l’interdizione a esercitare qualsiasi lavoro al fianco di minori e l’obbligo a una riabilitazione psicologica.

La ‘CNN’ si domanda come Caritas International abbia permesso a questo sacerdote di lavorare in Centrafrica proprio a contatto con i bambini, ignorando i fatti avvenuti in Belgio«Ogni Caritas nazionale ha il proprio sistema di reclutamento. Caritas International di solito non interferisce nelle procedure di assunzione delle antenne nazionali», spiega Andrew Azzopardi, incaricato della protezione e della integrità presso Caritas International.

Secondo ulteriori indagini, la segreteria generale di Caritas International lo scorso giugno aveva trasmesso una lettera confidenziale alla Caritas Centrafricana dove si esprimevano i timori sulle tendenze sessuali di Padre Delft. La notizia è stata confermata dallo stesso Azzopardi che, come scusa, afferma che le autorità belghe avevano autorizzato Padre Luk a recarsi in Centrafrica per lavorare presso l’antenna nazionale della Caritas.

Di diverso avviso è ‘CNN’. L’inchiesta condotta dai suoi giornalisti rivelerebbe che il Governo belga avrebbe avvisato Caritas International delle devianze sessuali del sacerdote già nel 2017. Secondo vari giornalisti centrafricani, il crimine commesso da Padre Luck rivelerebbe la tendenza della Chiesa Cattolica di proteggere e nascondere gli autori degli abusi sessuali sui minori all’interno del mondo ecclesiastico, nonostante la dura lotta alla pedofilia promossa dal Santo Padre.

Secondo ‘CNN’ anche l’ordine salesiano (al quale apparitene il sacerdote) era al corrente dei crimini commessi da Padre Luck nel 2001, quando aveva molestato due ragazzi addirittura all’interno di un collegio salesiano in Belgio. Trasferito in un altro collegio, nel 2009 sul computer di Padre Luk erano state trovate immagine pornografiche di azioni di pedofilia.
A seguito della condanna del tribunale belga, inflitta nel 2012, che gli intimava di tenersi a distanza dai minori fino al 2022, i salesiani avrebbero facilitato la sua assunzione presso la Caritas International, nella vana speranza di allontanarlo dalle tentazioni offerte all’interno dei loro colleghi in Belgio. Nel Paese africano, Padre Luk aveva ritrovato l’occasione per continuare a coltivare la sua devianza.

Dinnanzi alla reazione dell’opinione pubblica internazionale, anche l’ordine dei salesiani ha reagitoassicurando di aver segnalato alla Chiesa Cattolica centrafricana la situazione giuridica di Padre Luk al suo arrivo, nel 2013, e prima che fosse nominato segretario generale della Caritas Centrafricana. Questa difesa da parte dei salesiani contraddice la dichiarazione ufficiale della Caritas International di essere stata informata sulle pericolose devianze sessuali del prete belga solo recentemente.

Lo scandalo non sta danneggiando solo l’immagine della Caritas, ma anche le possibilità di ottenere finanziamenti. Il Coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite, sabato 23 novembre, ha deciso di interrompere i finanziamenti alla Caritas Centrafricana«I fianziamenti sono sospesi fino alla fine dell’inchiesta giudiziaria in corso», recita il breve ma imbarazzante comunicato del Coordinamento umanitario ONU. Anche altri donatori internazionali avrebbero seguito l’esempio delle Nazioni Unite.
Aloyisius John, segretario generale della Caritas International, ha preso atto della decisione dei donatori internazionali che crea serie difficoltà economiche dichiarando: «La decisione presa da donatori, compreso le Nazioni Unite, è comprensibile ma inaccettabile. La Chiesa continuerà la sua missione a favore dei poveri. La Chiesa a già pagato un pesante tributo per essere al fianco degli ultimi».

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