mercoledì, Settembre 23

Renzi, tutto un bluff per potere e soldi Matteo sta pensando al suo futuro, proprio il suo, solo il suo. E il suo futuro sta anche nella gestione di qualche danaroso posto di potere, per cui adesso punta a spartirsi la torta delle prossime nomine

0

Uffa.
Mi dovete riconoscere che lo avevo previsto. Le solite cose, le solite sbruffonate e … naturalmente la solita mania, anzi, minaccia, di cambiare la Costituzione, in maniera radicale, in senso presidenzialista, cioè autoritario, secondo le solite formule: oggiil Sindaco d’Italia’ (sciocchezza anche tecnica), ieri il Presidente eletto direttamente dal popolo’.

Al di là delle complicazioni tecniche per realizzare una cosa del genere, mi limito ad elencare gli ‘inconvenienti’, salvo a dire che, l’una o l’altra delle ‘idee’ implicano un cambiamento profondo della struttura istituzionale del Paese: dalla funzione e attività della presidenza della Repubblica, alle funzioni di un Parlamento già massacrato dalla insulsa riduzione dei numeri dei parlamentari senza contrappesi organizzativi: ho già spiegato come ciò, secondo me, è un ulteriore riduzione dello spazio della democrazia. A proposito, votate contro, ascoltatemi!

Nella sostanza, è sempre la stessa solfa delle volte precedenti: Silvio Berlusconi ci provò per farlo in maniera nascosta e pasticciata, poi ci provò lui, Matteo Renzi in maniera volgarmente sbracata e oscura. Entrambe le proposte -e non è un caso che vengano da persone i cui ‘feeling’ (così facciamo contenti gli anglofili) sono da sempre molto vicini, le ‘affinità elettive’ si diceva una volta- mirano allo stesso risultato di questa sbracatissima terza: sovvertire la logica della divisione dei poteri e bilanciamento dei poteri, che è la caratteristica fondamentale della nostra Costituzione, e sostanzialmente di tutte le Costituzioni vigenti, fatta forse eccezione proprio per quella inglese (lo si vede in questi giorni), Costituzione americana inclusa, che, non a caso, vede un Presidente apparentemente onnipotente, poi di fatto limitato fortemente da altri ‘poteri’, a cominciare dalle due Camere.

Questo non è un caso. Chiunque abbia cercato di scrivere Costituzioni democratiche, ha capito benissimo, e sapeva ancora meglio, che il modo migliore per favorire l’autoritarismo è la centralizzazione del potere, per non parlare della verbosità delle disposizioni. Poi gli accenti possono essere diversi: maggiormente o meno a favore del potere esecutivo (il Governo, insomma), ma comunque bilanciati, in modo che l’uno non possa mai stravolgere il sistema e soffocare l’altro. Tutte queste Costituzioni, soffrono periodicamente di tentativi di abusarne o di modificarle, a vantaggio di un potere centrale unico: quello che una persona rozza come Matteo Salvini definìpieni poteri’.
Insomma, il tentativo o la tentazione alla costruzione di uno Stato strutturalmente fascista
Sissignore fascista nella logica se non nella forma. E domani andatevi a leggere tutti i sociologi, storici, giuristi, antropologi, filologi, umanisti e entomologi che non mancheranno di dire o non hanno mancato di dire sussiegosi che parlare di fascismo non è esatto, è antistorico, e non so che altro. Io ripeto solo che, chiamatelo come volete, la sostanza è quella. E quei due è ciò che vogliono, questo e nulla più.
Questa è la sostanza del discorso di Renzi.

Mi perdonerete se non sono il fine interprete, che sono altri che leggerete altrove. Alla fine il discorso è questo, e solo questo. Un tentativo, francamente nonché sbracato, patetico, di creare una connessione tra sé e l’altro, tra i due Mattei, senza tenere conto (e sorprende che questi ‘fini’ politici non lo capiscano) dell’altro bel tipo democratico del nostro Paese, la signora Giorgia Meloni. Alla quale ogni idea del genere suona come una campana a morto, e quindi provoca e provocherà reazioni non da poco. Non, per carità, per dire che la Meloni sia una provetta democratica, figuriamoci: la Meloni sta alla democrazia, come i cavoli alle merende. Tutt’altro: per potere, o meglio timore di perderlo o, meglio ancora, di non acquistarlo. Salvini già non la sopporta, da quando dalla amichetta tutta zucchero e miele che era ha cominciato a tirare fuori le unghie (e che unghie!), figuriamoci se si facesse una cosa del genere. E quindi, in nome della ‘buona politica’, lei sarebbe contraria.

Ma il gioco è pericoloso, molto pericoloso e poi Salvini sa benissimo che Renzi è troppo isolato epiccoloper poter fare una cosa del genere. Non dico che non ci proverà, ma certo le sue chance sono poche, e, tra l’altro, dubito molto che Salvini troverebbe entusiasmo nel suo stesso partito, dove (non, per carità, per amore della democrazia) sanno benissimo che una cosa del genere si potrebbe fare solo dopo avere fatto fuori Salvini, che altrimenti diventerebbe davvero un aspirante duce. Lì il lavoro è già cominciato, ma ci vuole tempo.

Ecco, l’altro tema, nascosto, del discorso di Renzi, il tempo. Minacce a gogo, ma poi … con calma, le procedure sono lunghe, ecc. Se, infatti, Renzi sparasse subito le sue cartucce, ad esempio proponendo davvero e subito la sfiducia a Alfonso Bonafede o roba del genere, costringerebbe gli altri, e cioè il PD (gli stellini ormai sono solo la zavorra che frena ogni cosa, ma nulla di più) a reagire, o meglio ad agire. E i nodi verrebbero al pettine. Il Governo non terrebbe e si precipiterebbe alle elezioni, fregandosene altamente della riformulazione dei collegi elettorali post-riduzione dei parlamentari. Renzi conta sul fatto (e ha la faccia di bronzo di dirlo) che ci vorranno mesi e che non si potrebbe comunque votare prima del 2021, ma in caso di crisi, l’ovvio interesse del PD e di altri è di votare subito, sull’onda della rottura.
E allora?

Secondo me ilmessaggiodi Renzi è chiaro. O fate come dico io o vi tengo per le p … fino a Settembre e oltre. Per la prescrizione? Ma figuriamoci. A Renzi la prescrizione interessa quanto a me l’iscrizione al club del cavallo di Forlimpopoli; no, semplicemente per il potere, il bruto, semplice, volgare, pesante potere; tanto più che ci pensa Bonafede a creare ulteriori pasticci, inventandosi le punizioni ai magistrati che non fanno i processi in fretta, senza avere cambiato il sistema. Ci sono da fare nomine importanti e Renzi vuole partecipare al ballo, per spartirsi i posti che contano, i posti che portano soldi e potere. E per farlo il Governo deve essere in piedi, poi si vedrà. Del resto lo ha già fatto: la sera si è fatto assegnare la ‘quota’ di ministri e la mattina dopo ha scisso il PD!

Gli interessano i voti? Io comincio a credere di no, nemmeno quelli. Renzi è furbo, molto più furbo di Giggino (che non è dire poco!) e anche molto più abile e, bisogna dirlo, preparato.

Renzi sta pensando al suo futuro, proprio il suo, solo il suo. L’elisky in Pakistan mirava ad!incontridel terzo tipo con industriali, potentati ecc. lì. Non a caso era lì con altri esemplari di trombati di successo: Gerhard Schröder, José María Aznar e non so chi altri. Mica erano lì per sciare: ma per contrattare o organizzare il proprio futuro … economico, in un posto un po’ ‘riparato’, non sotto gli occhi di troppi, Schröder docet.
E, naturalmente, il suo futuro sta anche qui in Italia, nella gestione di qualche danaroso e potente posto di potere, magari anche per qualche suo luogotenente, ma proprio qualcuno. Qui, come si dice, di trippa per gatti ce ne è, ma mica tantissima.
E, secondo me (lo dico sommessamente, magari non leggete le prossime parole!) qui sta il tallone di Achille di Renzi. Isuoicominciano a fare i conti e cominciano a chiedersi quale sarà il loro di futuro, e quando si fanno questi ‘pensieri’, l’ultima cosa che ti viene in mente è la lealtà.
Sbaglio? Forse.

Resta il tema di fondo: che devono fare gli altri per cercare di bloccare il gioco al massacro di Renz?, che continua nella sua manovra: chiede incontri a pochette e intanto vota contro gli ordini del giorno della maggioranza, insomma la solita doccia scozzese, e dunque che si deve fare? Ma è ovvio, lo sta ripetendo come una giaculatoria da qualche mese Luigi Bersani: come a un tavolo di poker, andare a vedere il bluff, non prima di avere puntato ben bene per sbancare il bluffatore.
Tradotto: fare un piano di Governo vero e serio e con i numeri al loro posto; portarlo al Parlamento e poi, senza perdere tempo, cominciare a realizzarlo. Delle due l’una: o ci sta e abbozza, o fa il matto. In questo secondo caso gli si dice: bene, fai pure cadere il Governo, noi andiamo avanti.
Il punto debole.
E chi lo fa tutto ciò? Franceschini a cui è venuta un’anchilosi a furia di strizzare occhi a tutti? Zingaretti, che vive tra le correnti e si difende a stento dalla polmonite? Orlando col doppio mento ormai all’ombelico e sempre più imbronciato? Bettini, con la barba mal fatta? Cuperlo … ?
Ah no ce l’ho, dimenticavo: pochette.
Allegria!

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.