martedì, Ottobre 20

Renzi premia i fedeli e blinda il partito Le liste sono state 'blindate'; i futuri gruppi parlamentari alla Camera e al Senato saranno composti non da leali, ma da fedeli

0

Matteo Renzi dice che l’interminabile notte dei lunghi coltelli quando sono state decise le candidature è stata per lui «devastante esperienza»; poi assicura che nessuno è stato escluso, e che le liste sono state compilate avendo cura di rispettare i diritti di tutti; poi, in conferenza stampa,  garantisce che è stata messa in campo una squadra di capaci e di vincenti; promette un programma scandito in cento punti di cose realizzate e dalle quali partire per realizzarne di nuove; e per finire fa sapere che non si fa più imbambolare da spin doctor e consiglieri/consigliori: d’ora in poi sarà sensibile agli umori e al ‘sentire’ che viene dalla gente ‘normale’, come le sue due nonne… Qualcuno deve avergli spiegato che giubbotto alla Fonzie, pantaloni a tubo con calzino in vista e altro vestiario da ventenne va bene appunto a ventenni, e indosso a chi di anni ne ha più del doppio, non fa ‘ggiovane’, ma patetico.

Fatto è che come non incanta i ventenni Renzi rischia di non ingannare neppure gli ‘over‘. Le liste sono stateblindate‘; i futuri gruppi parlamentari alla Camera e al Senato saranno comporti non da leali, ma da fedeli. Deputati e senatori saranno disponibili a ogni tipo di funambolismo e giravolta politica che l’ambizione del capo e la situazione politica post 4 marzo richiederà, ma tutto ciò non esorcizza incubi e fantasmi che agitano i sonni dei big del PD.

Incubi e fantasmi che sono ben rappresentati dagli impietosi risultati dell’ultimo sondaggio Ixè per ‘Huffington Post‘.

Il PD perde mezzo punto percentuale finendo al 21,8 per cento. Il 4 agosto erano al 27,5. Arretra anche Forza Italia: passa dal 17,4 al 16,7 per cento. La Lega però ha un incremento che la porta all’11,9 e Fratelli d’Italia resta praticamente stabile al 4,4. Insieme il centro-destra raggranella il 33 per cento. Liberi e Uguali è accreditato del 7 per cento; ‘cespugli’ come Noi con l’Italia-Udc e +Europa sembrano destinate a portare acqua al mulino: la quarta gamba del centrodestra è al 2,2 per cento, mentre il movimento di Emma Bonino è al 2 per cento.
Fin qui le percentuali.

Ma la legge elettorale, quel Rosatellum confezionato in zona Cesarini, è un marchingegno che riserverà sorprese. Al momento, il centrodestra potrebbe conquistare 290 seggi alla Camera e 152 al Senato. Se si votasse oggi, al PD e alle liste collegate andrebbero invece 130 seggi a Montecitorio e 61 al Senato. Molto al di sotto dei 200 sulla base dei quali Renzi ha composto le liste con la malcelata propensione a tutelare i fedelissimi. Il M5s, invece, porterebbe in Parlamento 177 Deputati e 87 senatori. Al partito di Pietro Grasso, Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema si attribuiscono 29 seggi alla Camera e 13 al Senato.

I collegi ‘certiper il PD sarebbero appena cinque: tre a Montecitorio, due a Palazzo Madama. Tra ‘probabili’ e ‘sorprese’, il centrosinistra dovrebbe arrivare a conquistarne rispettivamente 27 e 12 nelle due ali del Parlamento. Ma è il Meridione  ad essere per il PD una vera Waterloo: la spartizione sarà tra centrodestra (68+35) e M5s (33+14). La salvezza del  PD viene ancora una volta dalle regioni rosse: 17 seggi alla Camera, 9 al Senato. Il Nord, invece, è quasi ‘monocolore‘ con Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia: 70 collegi su 90 alla Camera (Centrosinistra 10, M5s 10) e 39 su 46 al Senato (Centrosinistra 3, M5s 4).

Poi c’e lo spettro degli astenuti. Secondo Ixè solo il 59,9 per cento è certo di votare. Mentre il 9 per cento si dice sicuro di non entrare in cabina elettorale. Nell’ultimo mese di campagna elettorale, quindi, i partiti dovranno dare la caccia a quella larga fetta di indecisi sul da farsi il 4 marzo.

E’ senz’altro il PD il partito che più si è lacerato nella composizione delle liste. Come si dice a Napoli, ‘l’acqua è poca, e la papera non galleggia’. Ma Renzi di questo è poco preoccupato. Ha conseguito l’obiettivo inseguito da tempo, riassunto ottimamente dall’ex compagno e ora suo acerrimo nemico Massimo D’Alema: «In una notte è riuscito a trasformare il PD nel PdR (Partito di Renzi)».

«Adesso, per 35 giorni, tutti al lavoro per vincere le elezioni. Sapendo dire grazie. Ai nostri compagni di strada, ai nostri avversari. Senza polemica, a viso aperto, con la testa e con il cuore», dice Renzi. Ottimismo fuori luogo, come appare di tutta evidenza. Il partito si trova ben al di sotto quel 25,43 per cento incassato da Pier Luigi Bersani alle elezioni politiche del 2013.

Ci vuol ben altro che pubblicare sui canali social una fotografia che ritrae Renzi insieme alle sue due nonne con la didascalia: «Il primo confronto della campagna elettorale l’ho fatto con le mie spin-doctor, le mie nonne. Come mi hanno insegnato loro: #passodopopasso e concretezza. Avanti».

Qualcuno ricordi a Renzi e a tutti coloro che si candidano per qualcosa quanto ebbe a dire Abramo Lincoln: «Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore