domenica, Agosto 25

Renzi in visita in Messico e Usa field_506ffb1d3dbe2

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Si sta svolgendo in questi giorni il viaggio del premier italiano Matteo Renzi in Messico e negli Stati Uniti. Accompagnato dagli amministratori delegati di Eni, Enel, Sace, Finmeccanica e Pirellli, Renzi ha incontrato ieri il presidente messicano Enrique Peña Nieto. Apparentemente non curante dei problemi legali alla corruzione nel paese centro americano, si è detto pronto ad accogliere gli imprenditori messicani in Italia, perché ci saranno «importanti occasioni di business». I settori che questi investimenti potrebbero toccare sono facilmente intuibili dallo stuolo di note personalità dell’alta economia italiana che hanno accompagnato il premier nel viaggio. Durante l’incontro ha inoltre ricordato come le aziende italiane stiano facendo bene in Messico. «Investimenti importanti» annunciati ieri da Pirelli, ma anche quelli precedenti, oltre un miliardo di euro da Enel Greenpower, e ancora Eni che ha vinto una importante gara d’appalto pubblica nel settore del petrolio e del gas naturale. Il settore delle energie pulite e dei cari vecchi combustibili possono ritenersi i settori di maggiore intervento nelle politiche di investimento che avvicineranno i due stati. Nonostante ciò, la giornata di oggi ha visto Matteo Renzi, impegnato a dichiarare in una conferenza stampa tenuta nella sede dell’Onu a New York, il suo impegno verso l’aumento delle energie rinnovabili dal 39% al 50%, percentuale che verrà suggellata dalla firma insieme agli altri leader mondiali domani – sempre nel palazzo di vetro ­- dall’accordo Cop21, raggiunto nel dicembre scorso a Parigi con l’intento di migliorare le condizioni climatiche del pianeta.

Un altro tema vede il presidente del Consiglio italiano al centro dell’interesse internazionale è quello delle migrazioni. Il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker ha infatti inviato ieri sera una lettera per promuovere l’iniziativa italiana del “Migration Compact” presentata la settimana scorsa. Junker si dichiara infatti disposto a collaborare: «come tescrive Juncker a Renzisono convinto che solo un più forte approccio europeo nell’attuale crisi dei rifugiati, che includa sia politiche interne che esterne della Ue, ci aiuterà a gestire i flussi migratori ordinatamente e a tornare a un sistema Schengen che funzioni pienamente nello spirito di una rafforzata solidarietà». Aggiunge Juncker a Renzi: «sono felice di vedere che condividiamo la stessa agenda». Il Commissario europeo per affari interni ed immigrazione, Dimitris Avramopoulos ha intanto confermato che oggi ci sarà l’accordo sulle guardie di frontiera europee. Arrivando al Consiglio Interni a Lussemburgo, il Commissario ha sostenuto che «non possiamo affrontare il terrorismo» a parole «ma per creare una vera Unione della Sicurezza dobbiamo capire che è più che importante condividere più informazioni e forgiare la fiducia tra noi».  Il sito del Guardian ha intanto confermato, attraverso testimonianze rilasciate da alcuni sopravvissuti all’UNHCR a Kalamata (Grecia), che centinaia di migranti sarebbero annegati la scorsa settimana nel naufragio del barcone con a bordo circa 500 persone partito dalla Libia (e non dall’Egitto, come indicato nei giorni scorsi) e diretto verso l’Italia. Una volta al largo, i trafficanti avrebbero tentato di far salire a bordo altre persone che si trovavano su una barca più piccola. A causa del sovraffollamento, l’imbarcazione più grande sarebbe affondata provocando l’affondamento e il probabile decesso di circa 500 migranti. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha deciso in queste ore di sostenere la decisione della Gran Bretagna di accogliere 3 mila bambini rifugiati dal Medio Oriente e dal Nord Africa. É quanto ha annunciato il ministero dell’Interno. La decisione arriva dopo molti appelli lanciati al governo di Londra da parte delle organizzazioni umanitarie. Il programma si aggiunge a quello per l’accoglienza di 20 mila profughi siriani.

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