giovedì, Ottobre 22

Renzi e il broncio all'arcobaleno field_506ffb1d3dbe2

0

renzi 

 

Lo scopone scientifico che sta giocando Matteo Renzi con l’Italia ha registrato un’altra mossa: il ‘no grazie’ alla Messa cantata di Cernobbio, concilio ecumenico di Soloni, alcuni dei quali coetanei di Nabucodonosor I, (e, se non lo sono per l’età, lo sono per mentalità), mentre ha accettato di fare la guest star all’inaugurazione di una fabbrica di rubinetteria, patron Aldo Bonomi, a Lumezzane (Brescia), con tanto d’inno d’Italia e aspersorio d’acqua santa. Ovvero, meglio primo nell’ultimo villaggio dell’Impero che secondo a Roma.

Ed è da lì che indirizza alla Nazione la sua apostrofe programmatica, condita di metafore per arrivare ai cuori semplici, magari strappandoli dalla dedizione sia al momentaneo contraente del Patto del Nazareno (non era stato proprio quest’ultimo, vent’anni fa in politica, molti anni prima nel business, a sollecitare i suoi con una frase che suonava suppergiù così: ‘Dovete comportarvi come se aveste il sole in mano’?) sia all’antagonista ligure.

Di tutto il discorso tenuto all’inaugurazione dello stabilimento di Lumezzane   -stessa Regione di Cernobbio, a 150 km di distanza e su due laghi diversi-   colpiscono gli incitamenti stile coach ad una spompata squadra di serie Z che si vuol lanciare nella massima serie, manco fosse Oronzo Canà con la Longobarda.

Naturalmente, tornano alla ribalta i gufi, che paiono accompagnare come un coretto le sue esternazioni pubbliche (lui li dipinge manco fossero il coro delle Coefore di Eschilo), svolazzandogli intorno come i pet di Maga Magò.

E’ persino irritante che continui a bollare come tale chiunque metta in dubbio la sventagliata di annunci e varie amenità che lo segue come un effluvio di Chanel Numero 5 Marilyn Monroe.

Al club degli scettici si è appena aggiunto il quasi ex Presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, che appunto da Cernobbio (probabilmente, Renzi vede il Forum Ambrosetti come il Cominform dei Gufi…) ha rimarcato che ci sono stati troppi annunci disattesi.

Lui, invece, con tono muscolare, risponde con una specie di mantra più da Antonio Conte (magari quest’ultimo lo prenderà in prestito per la Nazionale…) che da Premier: ‘Avanti così, cattivi e determinati’, che, in verità, sembra uscito dallo stesso repertorio di ‘Perfida Albione’ e ‘Spezzeremo le reni alla Grecia’.

In controcanto, rincara la dose la Ministra Maria Elena Boschi, lei sì a Cernobbio, evento a cui lo stesso Premier si è vantato di aver mandato sei dei suoi Ministri   -ovvero gli ho mandato un po’ di luogotenenti…-  che dichiara: «Il compito del Governo non è quello di essere simpatici qui a Cernobbio o altrove; il nostro compito è quello di cambiare l’Italia, di metterla in sicurezza». Dà una scossa alla convention, affollata di bien agés potenziali clienti del miglior brevetto della Pfizer; conclusa la sua apparizione, la bionda madonna botticelliana copre la distanza che la divide da Monza, meno di 50 km ed è ospite del Gran Premio di Formula Uno.

Non si comporta esattamente come un porte bonheur, visto che Alonso, su cui si concentravano le speranze della Ferrari fonde ignominiosamente, mentre imperversano le polemiche su un cambio ai vertici della Casa automobilistica di Maranello, con Luca di Montezemolo in uscita.   

Ma torniamo al Presidente del Consiglio e ai suoi ukase. Ora vuole spezzare, economicamente parlando, le reni alla Pubblica Amministrazione, dove, secondo lui, ‘c’è troppo grasso che cola’, ma, salvo con un’insensata riforma del Senato (modo neanche troppo elegante di riciclare un centinaio di trombati: allora, tanto valeva abolirlo), sono i privilegi a mancare all’appello della soppressione.

Sono le retribuzioni apicali (il vero grasso che cola solo nel grembo di un manipolo di intoccabili) a dover essere potate con le cesoie affilate; altro che con qualche spuntatina ‘specchietto per le allodole’, quale è la portata dei provvedimenti a cui abbiamo finora assistito.

E il grasso che cola, culinariamente parlando, non va gettato, ma raccolto nella leccarda e utilizzato per non far rimanere il pezzo di carne stopposo e senza gusto.

Fuor di metafora, finora gli sprechi, che hanno arricchito gli amici degli amici, hanno creato un’economia parallela che emergeva dal train de vie di una serie di personaggi che, apparentemente, pasturavano al di sopra delle loro teoriche possibilità.

Ora, per tornare a galla, occorre far corrispondere la distribuzione del benessere all’effettivo impegno lavorativo.

Ovvero, attuare quella meritocrazia che rappresenta un altro mantra governativo di cui si ha semplicemente il titolo (un altro annuncio, insomma), non la vera sostanza.

E questi privilegi si sostanziano nelle piccole cose, nelle sfumature. Ad esempio, la presenza di Federica Mogherini nel paddock del Gran Premio d’Italia di Monza… che senso ha? Alcuni anni fa scoppiò uno scandalo perché l’allora Ministro Clemente Mastella usò un aereo di Stato per andarci. La Mogherini, come la Boschi, erano a Cernobbio e dunque con un viaggetto di 50 chilometri sono andate a fare le Madonne Pellegrine della F1… ma ha una ragion d’essere la loro presenza?

Lo so, lo so: se, per avventura, il Presidente del Consiglio leggesse quanto io scrivo  .e non solo oggi- mi arruolerebbe di diritto all’esercito dei gufi.
Anzi, mi darebbe anche un ruolo di vertice, perché le mie intemerate sono ficcanti almeno quanto i brontolii di Massimo D’Alema e di Rosy Bindi.
E usano non il sarcasmo ma l’ironia, partendo non dall’aia della politica, ma dall’osservatorio della gente comune.
Mi sono sentita chiamata direttamente in causa quando ha vituperato coloro che portano il broncio all’arcobaleno.

Perché la sua autocandidatura a sostituirsi ad Iride (Eos), la dea dell’arcobaleno mi pare un po’ azzardata.
L’arc en ciel compare quando ‘passata è la tempesta’, mentre ai suoi garruli annunci rispondono da ovunque, brontolii di tuoni.

Così come una rondine non fa primavera, una fabbrica di rubinetti inaugurata da un imprenditore  -sia pure in un settore dove il made in Italy è competitivo, solo perché i rubinetti cinesi sono una ciofeca e si rompono immantinente-  non fa ripresa.
E’ un segnale, anzi un segnalino incoraggiante, ma chiederei allo stesso Squinzi, che a Lumezzane c’era, anche lui snobbando Cernobbio e i suoi Filosofi, quante sono le fabbriche contemporaneamente chiuse sul territorio nazionale…? E ciò in settori di eccellenza del sistema Italia, non nell’allevamento di foche monache…

Se si stronca ogni dialettica nell’ipse dixit e nella compilazione della classifica dei gufi, allora ci si avvia pericolosamente verso una deriva del pensiero unico imperante.

Un fantasma che aleggiava anche a Lumezzane, allorché la fonte del pensiero unico dispensava battute da cabaret e proclami ottativi. Ed ha proseguito il suo ‘aleggiamento’ anche alla chiusura della Festa dell’Unità, a Bologna, quando ha scomunicato i tecnici della Prima Repubblica che osano dargli lezioni. Certo non sono granché come pulpito. Ma neanche l’ambone degli annunci ci pare granché…

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.