martedì, Marzo 31

Renzi (e gli altri), più che protagonismo e carisma, irresponsabilità Idee? Programmi? No, solo leaderismo, tattica, con in obiettivo il potere. E’ l’idea demente della politica, trasversale da Grillo a Salvini a Renzi, che dal giorno della formazione del Governo non ha fatto altro che boicottarne l’attività

0

Spesso, purtroppo troppo spesso, si parla di leaderismo, della necessità che in politica vi siano persone capaci ditrascinare’ la gente, i carismatici. Di esempi ne abbiamo avuti e ne abbiamo in Italia, un Paese che, a quanto pare, non ne ha avuto abbastanza del carisma di chi, in passato, ha condotto l’Italia prima al ridicolo e poi alla distruzione.

Non solo. Perché questa idea demente della politica, che nasconde la trasmissione di idee e ‘verità’ con mezzi solo propagandistici, viene talvolta vantata come un fatto positivo o anche praticata di fatto dicendo che è carismatica, in quanto mezzo principale per fare politica, per fare ‘marciare’ la Nazione. C’è, in altre parole, chi apprezza quei politicanti che della manovra fanno un valore, che fanno tattica e non strategia anche perché non saprebbero farla la strategia!
Di esempi, contemporanei, ne abbiamo avuti vari. Incredibilmente!

Matteo Salvini del carisma fa uno strumento di lotta politica immediata contro gli avversari, nel senso che il suo carisma si limita a lanciare odio e disprezzo, senza, almeno esplicitamente, volere costruire nulla, anzi, senza sapere costruire nulla. Non è un caso -forse mi sbaglio ma chi sa- che oggi Salvini imbonisce le piazze di Italia da mane a sera ma alle spalle comincia ad avere persone che non ne possono più, che cominciano a capire non solo che quella prassi politica crea confusione e tensione, ma specialmente che non lascia a chi vuole costruire e investire la possibilità di farlo in un clima di tranquillità e certezza.
Non nasce da altro il dissidio sempre più evidente tra il livido Giancarlo Giorgetti e l’ossessivo Salvini, genialmente definito da Mattia Santori: ‘erotico tamarro’. Giusto perché Salvini cerca dicarismizzarela gente, di affascinarla, appunto, ma con la brutalità e la violenza. Il primo, invece, lo chiamo ‘livido’ perché il suo cinismo è talmente evidente e la sua volontà manovriera talmente plateale, che parlare di idee o prospettive al suo riguardo non mi sembra ragionevole: è un pragmatico dell’oggi, lavora per il potere e basta. E non per il suo soltanto, ma per il potere che, per il suo tramite per ora, vogliono prendersi o riprendersi i governatoried exgovernatoridel nord, spinti dal ceto imprenditoriale settentrionale (ma non solo), stanco di governi e politici rumorosi e inconcludenti, che mettono a repentaglio i loro affari, specie ora che la crisi cinese sta mandando a gambe all’aria molti dei programmi manageriale di una buona parte dell’imprenditoria italiana, figuriamoci se se la prendono pure con la UE, con la strizza che hanno. Vedremo di quanto sbaglio, ma, lo ho già detto varie volte, secondo me se si riesce a non fare tornare Salvini al governo, in un paio di anni perderà gran parte del suo consenso e sarà fatto fuoriproprio dai suoi, da Giorgetti che visibilmente non lo sopporta, da Maroni che lo vede come il fumo negli occhi, da Zaia che frigge per prendersi il suo potere. Grande politica!

Ovviamente la meteora Beppe Grillo ha attraversato il nostro Paese, spargendo superficialità e odio e mettendo in piazza un ceto di politicanti incapaci. Non, o non solo, perché ignoranti o poco consapevoli, ma proprio perché superficiali e di poche e sommarieidee’, per lo più ruotanti intorno ad un odio preconcetto per la ricchezza e per il potere’ (altrui), che ha condotto a considerare dei mangiapane a ufo i parlamentari (cioè persone che rappresentano il popolo) e dei percoli pubblici quegli imprenditori che vogliono fare opere, più o meno grandi, certo nel loro interesse, ma anche in quello del Paese. Ma per gli stellini quelli sono tutti ladri, e quindi vanno fermati preventivamente: il caso delle Olimpiadi di Roma e di Torino, sono esempi vividi di stupidità politica e amministrativa. Per cui, alla fine, non riescono ad immaginare altro che andare rumorosamente in (una piccola) piazza a protestare contro i vitalizi che hanno già tolti: la politica del surreale. Grande politica!

Ma un terzo personaggio, mai domo, si agita e agita senza ritegno la scena politica del nostro Paese. Mi riferisco al senatore Matteo Renzi, già Segretario del PD e già varie altre cose, e attualmente nume tutelare di un partito di nome Italia Viva, dove, mancando il punto esclamativo, deve ritenersi che sia una constatazione di fatto, o una speranza? Quali siano le idee, le ideologie, i programmi, i progetti e quant’altro di questo ennesimo partito, confesso che non saprei. Quello che so è che il predetto Renzi, da quando non è più segretario del PD e nemmeno Presidente del Consiglio, non perde occasione nonché di essere sul proscenio, principalmente di attaccare, o se volete di criticare, il, fino a poco fa, suo partito, ma anche, da quel funambolo che è, la sua stessapolitica’. Attaccare il Governo, diciamo così, da destra.
L’idea -come noto tutt’altro che nascosta- di Renzi è di formare un partito di centro, capace di prendere voti ‘al centro’, a cominciare, chi non lo ricorda, da Berlusconi con il quale tentò un accordo che poi non portò molto lontano. Tutte cose legittime, legittimissime, se solo si accettasse l’idea che il PD è un partito di sinistra e che quindi trasformarlo in un partito di destra determina delle difficoltà. Sostanziate inizialmente in una scissione ‘da sinistra’ da parte di chi non accettava questa trasformazione drastica delle idee e delle tradizioni del partito. Tanto più che, l’idea carismatica di Renzi, non poteva tollerare la presenza e l’influenza nel partito di persone in disaccordo con la linea di Renzi. Larottamazione’, parola che da sola indica violenza e brutalità, è di chi non accetta il suo pensiero unico!

Inutile rivangare una storia ben nota. Sta in fatto che, ancora nel PD, fu Renzi dopo la crisi dello scorso Agosto a proporre rumorosamente una alleanza con gli stellini, allo scopo di andare al Governo, ma specialmente di impedire alla Lega di andare al voto e, probabilmente, di vincere le elezioni. Anche qui la faccio breve: la proposta superò la perplessità di Zingaretti e anche la decisa ostilità di Giggino, e l’accordo ci fu, la corrente renziana, critica fino allo spasimo delle correnti del PD, ebbe dei Ministri e subito dopo, fatto il Governo, Renzi abbandonò il PD per non avere a che fare con le correnti, forte del sostegno di molti parlamentari del PD, ma di pochi elettori, almeno a giudicare dai sondaggi.

Ora, una persona normale si domanderebbe: beh, quale è la linea del nuovo partito, cosa vuole, dove vuole andare? Mistero, perché da quel momento l’unica cosa che il partito degli italoviventi ha fatto è stato di fare il bastian contrario a tutte o gran parte delle attività del Governo. Lo fa su temi platealmente strumentali, come la polemica sulla prescrizione e la lotta furibonda contro il tentativo del Governo di indurre gli italiani a pagare le tasse, in un Paese in cui ogni anno si calcola che vi sia una evasione dell’ordine dei centotrentamiliardi di euro, si ostacola chi timidamente cerca di fare qualcosa di utile. E l’ho scritto, il famoso ‘payback’ (così sono contenti gli anglofili) sarebbe stato rivoluzionario. Perché? Ma perché Renzi, come gli stellini, spera di avere l’appoggio dei molti, purtroppo, che le tasse non le pagano, né vogliono pagarle.
Stessa storia per la prescrizione, la cui abolizione voluta da Bonafede è una stupidaggine colossale, ma resta una affermazione di principio perfettamente valida in un Paese come il nostro; solo che anche qui si spera di prendere qualche voto, per puntare (come ho sospettato) ad una modifica molto più profonda del nostro sistema giudiziario.

Insomma, dal giorno della formazione del Governo, Renzi e i suoi non fanno altro che boicottarne l’attività, creando in continuazione situazioni che portano il governo sull’orlo della crisi, salvo a ritirarsi all’ultimo momento.
Ora, poi, dal Pakistan è partita una campagna personalizzata per scalzare pochette dal Governo. Non che pochette sia l’ideale, anzi, figuriamoci, è il trasformismo elevato a sistema, ma il fatto è che aprire una crisi è facile, ma chiuderla è molto difficile. Poi tutto sembra calmarsi, e all’improvviso scatena altri fulmini sul tema delle intercettazioni, perché Pietro Grasso ha osato indicare emendamenti non approvati dallo sciatore. E così via.

Eppure, al di là delle provocazionicontroproducenti dell’astuto Goffredo Bettini, non sembra che questi super politicanti navigatissimi ed esperti abbiamo ancora capito che ai bluff si risponde in un solo modo: dicendovedo’. Pavidi o ambigui? No, a modo loro perfino razionali, cinicamente, volgarmente, orrendamente razionali.
M i spiego: Renzi non si scolla dal 4 % e teme che pochette possa, con quel modo ambiguo, viscido, scivoloso che lo caratterizza, catturare votial centro’, quei voti, ad esempio di Berlusconi, cui punta Renzi. Ciò dimostra solo che ormai Renzi del tutto fuori di ogni logica e comprensione della situazione. Trascura, infatti, che Giuseppe Conte ha delle belle pochette, ma, per dirla con delicatezza, non più di ciò. Pare che piaccia molto a Eugenio Scalfari, che dice che è un liberale di sinistra, come dire, mi perdonerà Scalfari, tutto e niente.

Tutto ciò in un Paese ultimo in Europa per la crescita, ultimo nella disoccupazione, ultimo nella demografia, ultimo nella protezione dell’ambiente, ecc.: ultimo. In un Paese in cui va male tutto non solo l’economia, ma noi dobbiamo occuparci delle bizze di Renzi, delle campagne antiabortiste di Salvini, dei mugugni anti-immigrati di Giggino.
È veramente una situazione disperante, nella quale ciò che colpisce non sono tanto le manie di protagonismo dei vari personaggi citati, quanto la cinica folle indifferenza ai problemi veri del Paese. Indifferenza, dico, perché occuparsi di questi litigi da cortile, in sé sarebbe perfino irrilevante, se non avesse come effetto collaterale quello di bloccare il poco che si potrebbe almeno tentare di fare.
Protagonismo, carisma? No: irresponsabilità.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.