lunedì, Gennaio 27

Regno Unito: chi vince? Chiedetelo agli scommettitori Perchè Johnson non si deve fidare dei sondaggi elettorali, lo spiega Leighton Vaughan Williams

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Il Regno Unito è ai seggi per elezioni legislative anticipate, volute dal premier Boris Johnson per superare lo stallo parlamentare sulla Brexit, e assolutamente determinanti per la definizione della Brexit, oltre che per i futuri rapporti tra Londra e Bruxelles. I sondaggi hanno tenuto banco fino all’ultimo minuto prima che le urne si aprissero.
Gli ultimi sondaggi segnalano una contrazione delle intenzioni di voto per i conservatori e una ripresa del partito Laburista, ma tutto fa prevedere una vittoria dei Tories del premier Johnson.

Quanto sarà ampia questa vittoria è l’incognita principale della vigilia elettorale, con i nuovi dati che non fanno escludere un Parlamento senza maggioranza assoluta (‘hung parliament’): il che per Johnson sarebbe a dir poco una batosta, considerando che ha puntato tutto su questo voto per definire la Brexit, e che ha dovuto accettare per tre volte un rinvio dell’uscita dall’Ue, per lui è necessaria una netta maggioranza parlamentare che gli permetta di staccare la spina da Bruxelles il 31 gennaio, come promesso.

L’ultimo aggiornamento di Yougov assegna ai conservatori il 43% delle intenzioni di voto, che si tradurrebbero in 339 seggi sui 650 della Camera dei Comuni, con il Labour di Jeremy Corbyn in risalita, al 34% e 231 seggi. Il margine di errore però potrebbe far scendere i seggi Tories a 311, quindi niente maggioranza assoluta.

Ma il problema sono proprio i sondaggi, che negli ultimi anni, e in particolare nel caso di voti di capitale importanza, dal referendum Brexit all’elezione di Donald Trump, si sono rivelati quanto meno fallaci. Basti l’esempio britannico delle elezioni generali del 2017: ai conservatori veniva dato vantaggio dal minimo dell’8,5% al massimo del 10%, 12% e persino del 13%, il risultato finale è stato un vantaggio dei conservatori di appena il 2,5%.
Perchè errori così mastodontici? Prova spiegarlo Leighton Vaughan Williams, Direttore dell’unità di ricerca scommesse e dell’unità di previsione politica della Nottingham Business School, Nottingham Trent University.

Le società che si occupano di realizzare i sondaggi politici raccolgono dati sollecitando risposte da un campione della popolazione votante sull’intenzione di votare e su come intendono votare se lo fanno, oltre a come hanno votato in occasione delle elezioni precedenti, se hanno votato e se ricordano. Esistono diversi modi per farlo, alcune aziende conducono i loro sondaggi online, altre conducono sondaggi telefonici.

E’ più comune di quanto ci si può aspettare che le persone ricordino erroneamente come hanno votato in passato, e in quel caso si ha il così detto ‘falso richiamo’. «Quindi, se il campione selezionato è composto dal 35% che afferma di aver votato laburista nel 2017 e sappiamo che il 41% ha effettivamente votato laburista in quelle elezioni, come potremmo adattare al meglio la quota di voto?»

Negli ultimi tempi si è anche prestata maggiore attenzione al livello di istruzione come una delle principali linee demografiche che dividono in termini di intenzione di voto e di ottenere questo mix proprio nel campione di votazione.

I sondaggisti devono anche pensare al modo migliore per misurare la potenziale affluenza. «È meglio chiedere a qualcuno quanto è probabile che votino (e ponderare il voto espresso di conseguenza) o chiedere se hanno votato nelle precedenti elezioni e ponderare in base a tale risposta? O dovrebbero fare entrambe le cose?»

Uno dei maggiori problemi per i sondaggisti è ottenere proiezioni di affluenza il più accurate possibile. Le elezioni si attivano su chi effettivamente esprime il proprio voto tanto quantole persone del partito sosterrebbero se votassero.

Questo problema lo si è registrato sia nelle elezioni del 2017 sulle proiezioni della percentuale di giovani elettori nel voto complessivo popolazione.

Nelle elezioni generali del 2015, gli elettori inclini al lavoro hanno optato per un numero insolitamente elevato di rimanere a casa. Nel 2016, gli elettori più poveri e meno istruiti sono usciti in numero insolitamente elevato per votare per Brexit. Nel 2017, gli elettori più giovani si sono rivelati in numero insolitamente alto. Elementi fondamentali che hanno inciso sugli errori compiuti dai sondaggisti.

Infine, c’è il problema del voto tattico. Molti elettori esprimono l’intenzione di votare per un determinato partito poi cambiano tatticamente il loro voto nella giornata elettorale a favore di altro partito.

In conclusione, Williams, sfoderando il suo humor inglese, ma non così come potrebbe sembrare, precisando che non esistono società di sondaggidavvero affidabili, o per meglio dire che non sbagliano, invita rivolgersi agli scommettitori: « i mercati delle scommesse, sulla base del fatto che coloro che negoziano i mercati, in particolare con somme significative, avranno preso atto delle prestazioni relative di ciascuno dei sondaggisti e dei modellatori e tratto conclusioni appropriate, che sono disposti a sostenere con la propria borsa. Mentre i mercati, negli ultimi anni, hanno sofferto quasi di un record azzardato rispetto ai sondaggi, le ricerche che ho intrapreso utilizzando set di dati molto grandi indicano che per un lungo periodo hanno sovraperformato i sondaggisti e i modelli. Alcune parole di avvertimento, tuttavia: i mercati tendono a reagire in modo eccessivo per un breve periodo a qualsiasi sondaggio anomalo pubblicato. E se dicono che un risultato è probabile al 70%, significa che ci sono solide tre su dieci possibilità che non accada ».

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