sabato, Settembre 21

Regno Unito: Brexit, Johnson scherza con il fuoco per un no-deal "Il tentativo di Johnson di evitare il controllo è l'atto di un uomo che ha scarso rispetto per la democrazia parlamentare o la stabilità dell'Unione". L'intervista a David Blunt, docente alla City University of London

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Il Premier britannico Boris Johnson ha chiesto alla Regina Elisabetta di chiudere la Camera dei Comuni, ‘prorogando’ la pausa estiva (la sospensione comincerà tra lunedì 9 settembre e giovedì 12 settembre), e durerà fino al 14 ottobre quando la sovrana terrà il suo discorso al Parlamento sulle sfide del nuovo governo. ‘Proroguing‘ è il termine ufficiale con cui ci si riferisce, in Gran Bretagna, alla sospensione del Parlamento: indica l’atto con cui si interrompe una sessione parlamentare. Quindi con il termine ‘proroga’ si intende il periodo tra la fine della sessione e la ripresa di quella successiva. Quando il Parlamento è sospeso, non ci sono dibattiti e votazioni, ne’ si presentano mozioni o possono essere passate nuove leggi. L’atto di sospensione non può essere votato dai deputati e può essere emesso solo dalla Regina su ‘consiglio’ del premier. In base alla Costituzione inglese, la Regina può opporsi, ma questo non avviene di solito e non è avvenuto.

Il premier britannico ha silenziato quasi del tutto gli oppositori al No Deal e, quindi, alla Brexit più dura. Coloro che non condividono l’ipotesi del divorzio più aspro dall’UE avranno pochissimo tempo per cercare di evitare con una legge il No Deal. «E’ assolutamente falso», ha detto Johnson, assicurando che i deputati «avranno tempo a sufficienza prima del cruciale Consiglio europeo del 17 ottobre per discutere di Brexit e di altre questioni in Parlamento».

Le opposizioni hanno già detto che potrebbero costruire addirittura un Parlamento alternativo, e ieri, ne hanno presentato il manifesto alla Church House, dietro l’Abbazia di Westminster. Lo speaker della Camera dei Comuni John Bercow ha criticato con queste parole gravissime la decisione di Johnson: «Questo è un oltraggio alla Costituzione. L’unico scopo è impedire ai deputati di dibattere sulla Brexit. È vitale che il Parlamento possa dire la sua. Siamo in una democrazia parlamentare!». Per il portavoce dei Lib-Dem, Tom Brake, «Johnson ha appena lanciato il guanto di sfida alla democrazia parlamentare. La madre di tutti i parlamenti non gli permetterà di escludere il parlamento dalla più importante decisione per il nostro Paese. La sua dichiarazione di guerra verrà accolta da un pugno di ferro». Il deputato conservatore, Dominic Grieve, ha detto che a questo punto voterebbe il voto di sfiducia per Johnson e l’ex cancelliere dello Scacchiere nel governo May Philip Hammond, ha definito la decisione del premier «profondamente anti-democratica».

Il leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, ha scritto una lettera alla Regina Elisabetta per esprimerle le sue preoccupazioni sulla richiesta del governo. Contro Corbyn, Donald Trump ha twittato: «Sarebbe molto dura per Jeremy Corbyn, il leader del Labour, cercare un voto di sfiducia contro il nuovo primo ministro Boris Johnson, specialmente alla luce del fatto che Boris è esattamente ciò che la Gran Bretagna cercava, e dimostrerà di essere un grande!. Amo la Gran Bretagna».

Anche un gruppo di 25 vescovi della Chiesa di Inghilterra ha scritto una lettera aperta in cui si esprime particolare preoccupazione per la prospettiva di una Brexit no-deal. per il suo “potenziale costo” che “difficilmente” porterà a una “riconciliazione o alla pace in un Paese spaccato”. Ieri l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby aveva annunciato la propria partecipazione ad eventi sul no deal con l’obiettivo di «favorire il confronto tra i cittadini».

Intanto, mezzo milione di persone hanno firmato la petizione contro la decisione del Premier britannico. Per i firmatari, “il Parlamento non deve essere sospeso o sciolto a meno che, e fino a quando, l’Articolo 50 non sia stato esteso a sufficienza o l’intenzione del Regno Unito di uscire dall’Ue non sia stata annullata“. Diverse manifestazioni sono state convocate o stanno prendendo il via in Gran Bretagna contro la sospensione del Parlamento: un crescente numero di persone si sta riunendo ad Albert Square a Manchester e a Parliament Square a Londra. L’appello di diverse organizzazioni ha dato appuntamento per raduni a Birmingham, Liverpool, Edimburgo, Cambridge, Cardiff, Bristol, Durham, Brighton. Per tentare di capire la decisione di Boris Johnson e cosa cambia per Brexit, abbiamo intervistato David Blunt, docente alla City University of London.

 

Ci può spiegare secondo quale dispositivo costituzionale/legislativo è possibile alla regina sospendere il Parlamento? e quali sono le condizioni che devono esserci perchè la regina possa attivare questo suo potere?

La proroga del parlamento è uno dei poteri prerogativi della regina ai sensi della costituzione. Normalmente è completamente non controverso. Quando il parlamento giunge alla fine della sua sessione legislativa (non ha più affari), è prorogato in modo che il governo possa stabilire una nuova agenda legislativa nel discorso della regina. Tuttavia, Brexit significa che esiste un pezzo molto importante di affari instabili e la lunghezza della proroga è molto lunga per gli standard moderni. Johnson ha chiesto 5 settimane anziché 5 giorni. In queste circostanze una procedura normale può provocare una crisi costituzionale

Ci sono dei precedenti? quali?

I casi più famosi risalgono al 1628, quando Carlo I preannunciò il parlamento su varie questioni, il che portò a 11 anni di governo personale e alla guerra civile inglese. Nel 1997, John Major prorogò il Parlamento dopo gli scandali Cash-for-Questions, che hanno portato a un’elezione generale. Major perse le elezioni contro Tony Blair.

L’opposizione parla di attacco alla democrazia. E’ così? 

Questo è assolutamente un attacco alla democrazia. Johnson si nasconde dietro lo scudo della carta del referendum. Se il referendum fosse vincolante, sarebbe stato annullato dalla commissione elettorale per le irregolarità nella campagna di congedo di voto. Inoltre, la campagna Leave ha esplicitamente escluso la possibilità di un arresto anomalo e di bruciare la Brexit. Il tentativo di Johnson di evitare il controllo è l’atto di un uomo che ha scarso rispetto per la democrazia parlamentare o la stabilità dell’Unione. Sta giocando con il fuoco.

E’ un tentativo, ci pare, del premier per evitare un voto su Brexit, ma questo può effettivamente impedire al Parlamento di esprimersi?

È assolutamente un tentativo di evitare un voto sulla Brexit. Johnson dice che è così da poter presentare una nuova agenda, ma se questo è il motivo per cui prorogare per 5 settimane? Ciò non può fermare il dibattito parlamentare, ma limita le opzioni. Se votano contro il Discorso della Regina in ottobre, ciò può portare a elezioni generali dopo la scadenza e nessun accordo avviene per impostazione predefinita. Se lo votano, dovranno trovare un modo per legiferare per un’estensione. Sarà difficile.

Il premier vorrebbe che la regina intervenisse con un discorso sul dopo Brexit senza accordo. E’ normale? 

Credo che si riferisca al Discorso della Regina, che fa parte del normale funzionamento del parlamento. È quando la regina presenta ai suoi governi una nuova agenda. Quindi è normale.

Queste azioni del premier sarebbe corretto interpretarle come una dimostrazione in realtà di debolezza politica e di disorientamento?

Johnson sta giocando d’azzardo. Credo che si stia posizionando per le elezioni anticipate che può combattere dicendo: “il popolo contro il Parlamento”. Potrebbe funzionare, ma Theresa May pensava che avrebbe vinto una grande maggioranza nelle ultime elezioni. Non ha funzionato. Johnson pensa che prendendo una linea dura su Brexit può riconquistare gli elettori del Partito Brexit e che i Tories moderati lo seguiranno per evitare Corbyn al governo.

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