domenica, Agosto 25

Regno Unito: Boris Johnson nuovo premier, tra Brexit e Iran Da oggi è capo del Partito conservatore britannico e domani prenderà il posto di Theresa May

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Boris Johnson è il nuovo leader del Partito conservatore britannico e di conseguenza, da domani, nuovo premier del Regno Unito. Ha battuto al ballottaggio il ministro degli Esteri, Jeremy Hunt. Si insedierà domani a Downing Street, prendendo il posto di Theresa May. Ad annunciare i risultati delle primarie Tory è stata Dame Chery Gillan. L’ex sindaco di Londra ha ottenuto 92.153 voti, mentre il ministro degli Esteri Hunt 46.656. L’affluenza è stata dell’87,4%, mentre le schede respinte 509. Poco prima era intervenuto il presidente del partito conservatore, Brandon Lewis, il quale ha detto che la corsa per la leadership «ha mostrato il meglio del partito».
Tre le priorità, «realizzare la Brexit, unire il Paese e sconfiggere Jeremy Corbyn, ed è quello che io faro» ha assicurato Boris Johnson, nel discorso dopo essere stato eletto alla guida dei Tory, nel quale ha promesso anche di portare a termine la Brexit: «Usciremo dall’Ue il 31 ottobre», ha detto, anche senza accordo con l’UE. I rappresentanti del business britannico si sono rivolti subito al nuovo premier Boris Johnson, con un appello: evitare di portare il Regno Unito fuori dalla UE senza un accordo con Bruxelles. «Il nuovo primo ministro non deve sottovalutare i benefici di un buon accordo», ha dichiarato Carolyn Fairbairn, direttore generale della Confederazione dell’Industria britannica (Cbi), la più grande associazione d’impresa che rappresenta circa 190 mila aziende. Anche il direttore generale, Adam Marshall della Camera di commercio britannica (Bcc) ha chiesto a Johnson di dire esattamente «come ha intenzione di evitare una Brexit caotica, senza accordo».
Il presidente americano, Donald Trump, è stato tra i primi a congratularsi con Boris Johnson per la vittoria nella lotta per la successione di Theresa May alla guida dei Tory e del Paese. «Congratulazioni a Boris Johnson per essere divenuto il nuovo premier del Regno Unito. Sarà fantastico!», ha scritto l’inquilino della Casa Bianca su Twitter. Ma già durante la campagna tra Johnson e lo sfidante Jeremy Hunt, come nel corso del suo viaggio nel Regno Unito, Trump si era speso molto per l’ex sindaco di Londra, pronunciandosi piu’ volte pubblicamente a suo favore.
Anche il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, si è congratulato con un tweet con Boris Johnson, ricordando, però, a Londra che le acque del Golfo persico «sono nostre e le proteggeremo» e che «il sequestro da parte del governo May del greggio iraniano per volere degli Usa è pirateria, pura e semplice».
Il 4 luglio scorso, infatti, le autorità britanniche hanno sequestrato una nave iraniana a Gibilterra, sostenendo che trasportava greggio destinato alla Siria, in violazione delle sanzioni internazionali. Venerdì scorso, invece, i Guardiani della Rivoluzione hanno sequestrato una petroliera britannica, la Stena Impero, accusandola di aver violato le regole marittime internazionali dopo una collisione con un peschereccio iraniano.
Secondo David Blunt, docente di politica internazionale alla City University of London: «Boris Johnson è stato eletto leader dei conservatori ed è ora costretto ad affrontare il compito, quasi impossibile, di mantenere la propria promessa di una sunshine Brexit. Grazie al Brexit Party non potrà assumere una posizione più moderata senza rischiare di condurre il proprio partito verso la catastrofe alle prossime elezioni generali, ma se oserà uscire dall’Ue senza un accordo perderà in ogni caso la fiducia del parlamento e dovrà quindi affrontare per forza un’elezione. Se per caso dovesse riuscire a trascinare fuori il Regno Unito dall’Ue tramite un no-deal, avrà già messo in gioco il proprio destino politico puntando su un accordo commerciale con gli Stati Uniti prima ancora che i danni di un no-deal risultino evidenti. Rivendica di intrattenere un eccellente rapporto con Trump, ma bisognerebbe di sicuro tener presente il modo in cui il Presidente ha trattato i propri partner in passato, quando questi erano indeboliti e vulnerabili. C’è poco da essere ottimisti.

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