giovedì, Ottobre 29

Referendum: voterò ‘NO’, col naso ben turato e coperto dalla mascherina Il referendum per il taglio dei parlamentari sarà una svolta. Se non passa, questo ceto di figuranti della politica si scioglierà come neve al sole

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600 euro. Tanto potrebbe costare ai sostenitori del ‘SI’ la campagna per il referendum per il taglio dei parlamentari. 600 euro o poco più.
Da qualche giorno è calato il silenzio, ma il tema ha dominato sulle prime pagine dei giornali di questa strana estate. Sto parlando della schifosa vicenda dei 600 euro ‘incassati’ da alcuni parlamentari -qualcuno li ha chiesti, ma non li ha avuti … e questi sono proprio i peggiori, in Cina direbbero ‘cornuti e mazziati’, in Cina eh! Invero, non solo parlamentari, ma anche altri politicanti vari a vario livello.

Una, mi ha colpito, una certa signora Anita Pirovano, che non solo rivendica la cosa, ma ne fa un punto di onore: è consigliere comunale a Milano e non guadagna molto, e quindi, avendo una partita IVA, chiede il bonus perchéfa politica non per guadagnarci’ -deve averglielo ordinato il medico.
Frase, permettetemi, terribile, tanto terribile da lasciare l’impressione che sia finalizzata alla propaganda pro referendum. Perché dà per scontato che la politica fa arricchire, o almeno può fare arricchire, che è esattamente ciò che dice e pensa chi disprezza e vuole che si disprezzi la politica, immaginandola come una sine cura, o un qualcosa di finalizzato ai propri (e non dunque quelli della collettività) interessi.
E inoltre, aggiunge un ulteriore elemento di gravità e, permettetemi, di disgusto nella vicenda. Perché quella frase dice, in sostanza, che la politicasi faanche gratis, il che è oltre tutto una sciocchezza. Perché induce all’idea del politicobravo ragazzo’ che risolve i problemi della gente, che ‘se ne fa carico’, cioè induce ad una idea paternalistica della politica, che poi è l’uscio attraverso cui passa, e passa come un fiume in piena, il clientelismo più becero e, specialmente, acritico: il politico risolve il problema, comunque, magari ‘aggiustandolo’.
E invece -so di dire qualcosa molto fuori moda- e invece la politica dovrebbe essere nonché pagata, pagatissima, perché dovrebbe essere progetto, scelta, ‘visione’ (seria, non le balle di Grillo), impegno ideale, ma non ‘servizio’ come si dice spesso per significare clientela. La politica dovrebbe essere non solo pagata profumatamente, ma anche un onore del quale fregiarsi. Non a caso, a suo tempo, i parlamentari ‘vantavano’ di non volere, né avere bisogno di pagamenti: erano scelti in ragione del proprio ceto, facevano politica per sé e i propri amici!
Ma, si sa, questa ormai è roba da libro Cuore.

Sta in fatto che anche le modalità, i tempi e i modi in cui loscandaloè scoppiato, sono italioti fino all’inverosimile.
La notizia ‘scappa’ all’INPS o dall’INPS, all’‘insaputa’ del suo discusso Presidente. ‘All’insaputa’, un topos ormai, una abitudine. Anche alcuni tra coloro che senza vergogna (ha ragione Camillo Davigo in questo) hanno incassato la ‘mancia’ citata con sprezzo proprio da chi si accingeva a goderne, lo hanno fatto a loro insaputa. Poverini. Alcuni ‘per colpa’ dei commercialisti che hanno inoltrato la domanda ‘automaticamente’, senza nemmeno chiedere all’interessato, altri per colpa della mamma, che ha fatto la domanda al loro posto … giustamente, aduse a cambiargli i pannolini, si occupano anche di questo, le mamme. E sorvoliamo sulle facce di bronzo di quelli che lo ‘hanno fatto apposta’ per dimostrare che la legge era fatta male, ma poi si sono dimenticati di dirlo, gli si era bloccato Facebook o Twitter, guarda caso giusto per quello.
Non sorvolo sulle subdole giustificazioni di chi dice di aver voluto dimostrare che il Parlamento è ormai una ‘morta gora’, dove i parlamentari votano senza sapere e senza vedere e senza potere dire una parola (per lo più, invero, c’è da esserne lieti!), subissati come sono dalle pressioni a fare presto del Governo e dei segretari o capi di partito. Surreale spiegazione, perché viene proprio da chi sostiene la sciocchezza della riduzione dei parlamentari, che infatti, una volta ridotti, sarebbero ancora più subissati e impossibilitati a fare alcunché. Surreale, ripeto, perché è proprio la critica che viene da chi, come me, teme che quella squallida cosa serva solo a rafforzare il potere di chi ‘comanda’, della ‘classe dirigente’, dei satrapi di regime, della ‘casta’.
E ciò, di nuovo e di più, qualifica il livello di quella casta di ‘insaputi’, che non si rendono conto di darsi la zappa sui piedi.
Eh sì, perché non può non essere sottolineato che la cosa siasfuggita’, guarda caso, all’INPS di Giggino, il principale sostenitore della necessità di cancellare poltrone (tranne le proprie) per ovvi motivi propagandistici, per fare vedere alla gente la pochezza e la sordidezza della ‘classe dirigente’ qualunque essa sia: parlamentare, comunale, regionale.
È una manovra ovviamente e platealmente tesa a ridurre la stima e la fiducia nelle istituzioni democratiche, non a caso orchestrata da chi con la democrazia ha poco o punto da fare.

Unafugadi notizie chiaramente programmata in vista del referendum per il taglio dei parlamentari, e deliberatamente tirata in lungo con la scusa della privacy, provocata dallo … ‘scoop’ della ‘Repubblica’ agnellina. La faccia soddisfatta e tronfia di Maurizio Molinari in TV, a parlarne con un solerte Lucio Telese, pronto a ‘riconoscere’ la mostruosa abilità dei giornalisti di ‘Repubblica’ ‘new style’, era spettacolare. Per non parlare delle artificiose giustificazioni di un Pasquale Tridico, ‘furente’ (ma via … !) perché preso anche lui di sorpresa, anche lui agente a sua insaputa. Qualcuno l’ha voluta ‘tirare’ a Tridico, propone sornione Telese, certo borbotta Molinari. E così si chiude il cerchio e della cosa non si parla più: chi ha avuto ha avuto … ! certo non è un reato (che ha fatto la legge andrebbe preso a calci) però: ma non c’era una volta qualcuno che diceva che un politico ‘giudica’ a prescindere dalla Magistratura?
E noi qui ad assistere a questa farsa da avanspettacolo non credibile per definizione.
Noi qui a dovere assistere impotenti allo sfascio dello Stato, alla insulsaggine dei ‘dirigenti’ senza classe che si sono impadroniti del potere e, consci di essere incapaci di tenerlo, ma specialmente inadatti a tenerlo, cercano di difenderselo con ogni mezzo, purché levantino e oscuro.

Non ci resta che votare NO al referendum per il taglio dei parlamentari, per tentare di salvare in prospettiva qualcosa della democrazia di questo Paese, fingendo, magari, di non vedere che anche l’onorevole Roberto Giachetti è della stessa opinione, anche se, per darci forza, c’è la posizione del renziano Stefano Bonaccini per il ‘SI’: basterebbe questo per votare ‘no’. Come si diceva una volta, voterò ‘no’ col naso ben turato e coperto dalla mascherina.

Sì, infatti, penso proprio di sì, il referendum per il taglio dei parlamentari sarà una svolta, questa sì forse epocale. Se non passa, questo ceto di figuranti della politica si scioglierà come neve al sole, e forse si farà ancora in tempo ad abbozzare un programma decente da portare in Europa per avere i soldi del fondo di rinascita, e magari prendere anche quelli dell’‘orrido MES’, l’orco nero di Giggino.

Ormai tutto è nelle mani di Nicola Zingaretti e, a quanto pare, del suo consigliere appassionato di posti di potere cinematografici (quello, ne ho già parlato, che dice, testualmente: «Va tutto bene, a parte Nicola che mi chiama per qualsiasi cosa. È rimasto sempre un ragazzino», ve lo immaginate Thomas Hagen, Tom, parlare così di don Vito?), che se comprendesse ciò che sta accadendo, ciò che è dietro a tutto ciò, potrebbe con un atto di coraggio, insomma un atto politico (certo un politico che faccia politica, da noi non è proprio usuale) dire di votare ‘no’ al referendum, rifiutando anche il giochetto solito e trito di Matteo Renzi ed altri, di impaniarlo in una promessa di legiferare in materia elettorale eccetera dopo il referendum (cose che, come ho già mostrato, non cambierebbero nulla), per poi lasciarlo immerso nel fango, e magari mandarlo al Governo a distruggersi per sempre. Che non è un male in sé, se con lui non distruggesse anche noi.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.