venerdì, Settembre 25

Referendum scatologico Immagina un comico aduso più alla scatologia che all’ironia, poi un Tizio aduso al marketing e alla futurologia da supermercato, infine un ragazzotto cinico, ‘poco colto’, ma dallo scilinguagnolo fluente. E poi immagina ... un Paese governato da questi tre

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Immagina, Immaginate, Immaginiamo una scena, una situazione -per una volta voglio fare il drammaturgo, beh lo scrittore di commedie, alla Luciano Salce, per carità, non alla Shakespeare, ci siamo capiti.

Immaginiamo, dunque, un comico, non di quelli di prima fila -per dire Totò, Tognazzi, Proietti, Sordi, eccetera- ma nemmeno di poca lega (non facciamo nomi, ma potete immaginarli), e neanche del tipo dalla battuta fulminante, sagace, spiritosa alla Vianello, Chiari, Bramieri, anzi, uno aduso più alla scatologia che all’ironia, ma che ha un momento di successo legato anche allaattualitàvista in negativo: tutto nero, tutti imbroglioni, tutti sfruttatori, tutti ladri, vaffa… e giù risate, e incassi record. Fatto, immaginato? Chiamatelo come volete, potete chiamarlo anche Grillo, ma non l’ho detto io: in materia di scatologia, in Italia siamo maestri.

Immaginate costui che si incontra con un Tizio, aduso al marketing, non di grande successo, ma infatuato di futurismi da libri di fantascienza da supermercato, niente Asimov, Bradley per intenderci, libretti da edicola. Il futuro dominato dalle macchine, niente più lavoro, tecnologia travolgente, gente che non ha bisogno di pensare (specialmente questo) e di lavorare, ci pensano le macchine e specialmente i meravigliosi computer che riproducono, che dico, migliorano, superano travolgono l’intelligenza umana: un computer ‘raccoglie’ i desideri di qualche gruppetto di persone scelto a caso e procede. Magari ogni tanto un referendum: ‘’, ‘notutto semplificato, nemmeno 160 caratteri! Direte una meraviglia? forse meglio un incubo. Del resto è la ‘cultura’ di questi tempi e di costoro: tutta imbuti e Google; perfino Stefano Massini, persona apparentemente diversa, si è messo a imitare Google, in 2 minuti 2, pubblicità inclusa.

E infine immaginate che quei due si accorgano che le loro idee bislacche, ma specialmente senza storia, senza cultura e consapevolezza, fanno presa sulla gente, stanca di ruberie (vere), stanca di parole non scatologiche ma incomprensibili, stanca perfino di comprendere di essere parte integrante di un meccanismo di ruberie programmato e cinico, dove il piccolosottrae allo Stato qualche centinaio di euro di tasse, grazie al fatto che altri ne sottraggono milioni e fanno affari per miliardi; dove tutti sono parte di una sola macchina bene oliata in cui uno crede di ‘fregare’ l’altro o lo Stato, ma non comprende di essere parte di un meccanismo che funziona solo perché così altri, pochi ma forti, possano continuare il proprio gioco e fregare tutti: che cominciano ad accorgersene e quindi sono carichi di rabbia, che si deve solo raccogliere e indirizzare dove si vuole, come è già accaduto: la rabbia, la sfiducia, non il ragionamento. E quindi è facile aizzare il popolo contro chi del popolo approfitta, salvo ad indicare gli obiettivi sbagliati, come ovvio, perché serve e dare forza a loro, lasciando le cose come stanno a vantaggio dei pochi che se ne possono avvantaggiare. Tanto vero che i ‘nemici’ indicati all’odio popolare non sono i ricchi sfruttatori (solo più tardi si tira in ballo Soros, Buffet, Bezos, nomi a caso insomma) ma i politic(ant)i che sembrano permetterlo, ma che, ‘tolti di mezzo’ permettono a chi ha il potere di trattare direttamente con i potenti di cui sopra e gestirlo, magari ‘addormentando’ le masse con prebende a pioggia e ‘strizzatine d’occhio’.
Direte: ma stai raccontando la ‘politica’ dei Governi degli ultimi decenni almeno? Davvero, credete? Sarà, non lo faccio mica apposta, sto immaginando una sceneggiatura, no?

Quei due, dunque, incontrano un ragazzotto cinico e a dir poco poco colto’, ma dallo scilinguagnolo fluente (congiuntivi a parte), l’aspetto delbravo ragazzo’, e con lui qualche altro giovanotto o giovanotta presi a caso qua e là, dove il fatto di essere presi a caso è fondamentale come lo scilinguagnolo e la facilità alla scatologia.
E da lì si parte.

Scatologia a gogò, morte ai politici, guerra airicchi’ e magari l’altra fantasia del visionario da libretti di fantascienza, quale la ‘decrescita felice’, che poi, ma bisognerebbe avere gli strumenti culturali elementari per capirlo, è in contraddizione con la supertecnologia. Ma non sottilizziamo: loro dicono, che lo hanno capito e vogliono gestirla, loro, la supertecnologia, magari anche direttamente controllando la rete, qualche affaruccio qua e là non guasta mai.

Un bel giorno, la grande idea: riduciamo il numero dei parlamentari, sono troppi, non fanno nulla, sono pagati molto e, diciamola tutta, rendono la vita difficile a chi comanda, perché ogni tanto intervengono, parlano, rallentano, piantano grane. È raro, è vero, ma talvolta lo fanno e poi si zittiscono in cambio di qualcosa, ma qualcuno sempre resta a strillare … hai visto mai!

Sono esagerato? Non mi pare. Guardate bene quali sono gliargomentidei sostenitori di questo assurdo referendumsostanzialmente silenti a dire il vero e meno male, visto che quando aprono bocca, tipo Toninelli, fanno danni a sé stessi-: si risparmiano 100 milioni l’anno. Questo è tutto. Altri argomenti non ce ne sono, nemmeno il ‘bicameralismo perfetto’, tanto odiato da chi ha provato altri modi per arrivare al potere, anzi, quello va benissimo perchè si blocca ancora di più il Parlamento, già ridotto, e così la finiamo di sentire voci fuori dal coro. Che poi siano voci stridenti e stonate è un altro discorso che faremo un’altra volta.

I futuri alleati di costoro (iricchi’, ma quelli veri), intanto, si attrezzano e cominciano, al solito, anormalizzarequel po’ di stampa che ancora non lo è.
Il punto è tutto qui, non altro e non altrove.

Se questo referendum passa, gli spazi di democrazia ne usciranno ridotti assai. Non in questo Parlamento, che è una accolita silente di ‘yesmen’, ma in un possibile futuro Parlamento in cui si potrebbe sperare di avere un ceto di politici e non solo di politicanti. Se saranno di meno, è evidente, avremo molti più Di Maio, Toninelli, Salvini, Meloni, e molti meno parlamentari vagamente autonomi … evito di fare nomi, ma non per non essere troppo lungo!

Certamente non aiuta a decidere il berciare ossessivo di questi uomini senza qualità chesiedonoin Parlamento e che, in particolare, siedonodietrodi esso.
Basta osservare la disgustosa battaglia politica di questi giorni tra Stato e Regioni: mascherina sì o no, trasporti sì o no, banchi sì o no …. chiacchiere. La scuola deve partire a tutti i costi e quindi ci si deve rimboccare le maniche tutti. I banchi non bastano? Cerchiamo di arrangiarci finché non ne arrivano altri, lasciamo qualcuno in piedi, ma andiamo avanti. I ragazzi sono troppo vicini? Facciamogli mettere le mascherine, anche a sette anni? Sì, anche a sette, non moriranno di certo e ogni tanto li si porta fuori a respirare. Non bastano gli Scuolabus (non ‘Scuolabas’; bus viene da ‘omnibus’ parola latina non inglese) affittiamo altri bus, chiediamo ai genitori di portarli in auto. Insomma diamoci da fare. E invece le Regioni vogliono fare loro, ma vogliono i soldi dallo Stato; i Presidi non vogliono responsabilità; i docenti non si sentono bene già da ora; i sindacati non vogliono che si debba lavorare un po’ di più; nessuno vuole assumersi una qualunque responsabilità: lo scaricabarile di massa. Fa quasi tenerezza l’inutile Lucia Azzolina, che cerca di fare vedere che se ne assume qualcuna. E sorvolo sui docenti e dipendenti di scuole ecc. che non vogliono fare i test, che non si capisce perché non debbano essere obbligatori: la libertà di infettare non è prevista dalla nostra Costituzione, credo … almeno finché pochette non mi vorrà correggere con un ‘dipiciemme’ di quaranta pagine. Certo, Flavio Briatore (ora a riposo dalla Santanchè!) non sarà d’accordo, con i suoi dipendenti tutti ammalati per la smania di fare venire duemila banditi in discoteca: banditi? Danno i numeri di telefono falsi, come li volete chiamare? E, certo anche altri, a cominciare da Grillo, anti-vax, anti-autisti, anti-vecchi, la penseranno diversamente, ma per ora la Costituzione è quella.

Eppure, di fronte a questo sfascio etico e intellettuale oltre che gestionale, cambiare oggi il Parlamento, per pessimo che sia, avrebbe, oggi -ripeto oggi- effetti negativi, molto negativi.
Indurrebbe a rafforzare il potere dell’Esecutivo e a forzare la mano per farlo, e quindi ridurrebbe ancora di più i già scarsi spazi di democrazia di questo Paese: allontanerebbe ancora di più la gente normale da chi ‘comanda’. Faciliterebbe l’oligarchia. E le persone pronte a farlo ci sono, e i nomi li abbiamo tutti sulla punta della lingua.

Ve lo immaginate questo Paese governato da Grillo, Casaleggio piccolo e Di Maio? Magari spalleggiati da Renzi e, chi sa, Bettini uscito dall’ombra ove abitualmente risiede.
E il PD? Oscilla. Zingaretti col suo pancione al vento, seguito dal sussurrante pancione di Bettini … esita, ma si contenterebbe di un passaggio della legge elettorale almeno in Commissione, cioè di nulla. Ma Bettini ha detto sì! o no? Chi lo sa. Ora, ovvero il 7 settembre, deciderà la direzione, cioè non deciderà.
Detto fra di noi: che vergogna avere dubbi su una cosa di questa importanza! ma questa è la conseguenza di chi ‘fa politica’ e non ha idea di cosa sia la ‘Politica’. Ma Zingaretti (e ovviamente Bettini che, dice, è quello che ‘pensa’ perché Zinga è solo un ragazzino) non è diverso dal resto dei nostri politicanti: decidere gli fa venire l’itterizia e assumersi responsabilità la scabbia, sa solo rinviare, mediare, rinviare, compromettere, rinviare, trattare, rinviare, fare scaricabarile, rinviare, mandare Franceschini a trattare, rinviare, in perfetta sintonia con pochette e tutti gli altri.

Scusate, ma che c’entra la legge elettorale? cosa cambierebbe? Con una legge proporzionale e meno parlamentari sempre avremmo un Parlamento bloccato e ridondante.

A meno che … …
A meno che, fatto il Parlamento più piccolo, se ne approfitti per fare anche altro: ad esempio ciò che non è riuscito a Berlusconi, a Renzi ed altri (piano Solo, Carabinieri, ‘Stay Behind’, e via complottando), approfittando di un numero minore di parlamentari, terrorizzati dalla maggiore difficoltà di elezione.
Non dimenticatelo mai, non dimentichiamolo mai. Una riforma della Costituzione non ha bisogno del voto popolare se passa con la maggioranza dei due terzi del Parlamento … con un Parlamento più ristretto.
Sono sospettoso?
Sì.
Per questo, turandomi il naso, voterò ‘NO’.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.