giovedì, Ottobre 29

Referendum: NO, convintamente NO Il clima di antipolitica che si respira in questo referendum è la porta aperta intenzioni autoritarie. Il tema vero non è la riduzione del numero dei parlamentari, ma la riduzione del ruolo del Parlamento, considerato inutile, e inutile la democrazia

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Se mai vi fosse stato un dubbio sulla assoluta necessità di bloccare questo referendum per il taglio dei parlamentari votando NO, convintamente, anzi, disperatamente dati gli evidenti rischi, basterebbero due dichiarazioni arroganti e volgari, come sempre dei ‘big’ stellini.

Cominciano dal solito comico da baraccone e dai suoi argomenti, articolati e complessi, insomma i soliti: vaffa. Per lui tutto si imposta e si risolve così. Se non sei d’accordo, ‘vaffanculo’ … la dico completa perché ormai, oltre lui, molti come lui questo linguaggio scataologico lo usano comunemente, specie in TV, anche per fare vedere come sono bravi e potenti. Così, Vittorio Sgarbi manda a … chi gli chiede di mettere la mascherina, quella gentildonna di Selvaggia Lucarelli raffinata come poche prende a urli Zangrillo (oddio, non proprio il top, ma insomma) e parlando di Silvio Berlusconi messo in salvo (così pare) da Zangrillo dice elegante «Zangrì, facciamo che a marzo intanto Berlusconi avrebbe trovato posto in terapia intensiva, mentre un altro 83enne col cazzo», sottinteso «lo avrebbe trovato». Volgarità estrema e rozza con linguaggio da carrettiere, sia pure per affermare una cosa non del tutto peregrina, visto che molto spesso, in quei giorni, si è detto (da parte degli stessi medici che lo facevano, senza che vi sia stata alcuna inchiesta in merito, almeno nota) che non tutti i pazienti, pur gravissimi, venivano portati in terapia intensiva: io stesso ne ho parlato varie volte. Ma tant’è, nulla autorizza ad essere così volgare, anche se la risposta piccata di Zangrillo autorizza ogni commento, visto che tiene a sottolineare che lui ha «lavorato senza sosta per salvare l’ultimo degli ultimi». Tra i due non saprei chi sia più volgare, certamente Zangrillo è il più arrogante: lui si degna di salvare anche l’ultimo degli ultimi, decide lui chi lo è.
Un altro esempio di finezza è un certo Paolo Del Debbio (del quale fino a ieri ignoravo l’esistenza e continuerò da domani in poi), che si scaglia contro Grillo, che ha maltrattato anche fisicamente (se ho ben capito) un giornalista amico del predetto, con accuse, a dire il vero non scatologiche, ma nello stile di Grillo: vecchio, rimbambito eccetera, questo il senso delle sue delicate affermazioni, aggravate dalla ‘piccineria’ di fare notare, querulo, che Di Maio e Di Battista nelle sue trasmissioni si sono sempre trovati benissimo … hai detto Hegel e Kant!

Ma, scusate, sono andato fuori tema … apparentemente. Stavo dicendo che certe affermazioni di Grillo sono la motivazione più chiara per votare sentitamente NO. Per esempio quando dice «Tra due settimane il popolo italiano potrà riappropriarsi del proprio potere ricacciando nella foresta i dinosauri del Giurassico, destinati alla estinzione dalla cometa della riforma costituzionale. E’ ora di svecchiamento, modernizzazione e di maggiore consapevolezza sociale!». La frase elegante e articolata in maniera francamente non troppo chiara (parlo di logica) è diretta ai ‘vecchi’ come me, che sono per il NO. Come argomento è una meraviglia, da libro di logica! Siccome, secondo lui, alcune persone anziane, che lui chiama affettuosamente vecchi (è appena stato insultato da Del Debbio per quel motivo, vedi tu!) sono per il NO, bisogna votare SI’: e già solo questo sarebbe sufficiente per votare, appunto, NO. Ma è l’allusione che è terribile, al ricacciare nel Giurassico, insomma a cancellare gli anziani (per lui vecchi … ma lui cosa è?) dalmondo nuovo che scaturirebbe da questo osceno referendum.
È una vecchia storia: cancellare i vecchi, respingerli, magari non curarli (lo ricordate quanti ‘giovani’ lamentavano che i vecchi venivano curati?) cancellarli. In altre parole: se non la pensi come me, io ti cancello. E questo referendum, dice il comico da baraccone, è il mezzo per farlo. Come ho detto all’inizio, basta questo a fare decidere di votare NO: per principio, per disgusto verso questi lerci personaggi, per schifo verso questo linguaggio da trivio, per paura del fascismo vero e profondo che è insito in questo linguaggio e in queste persone. Guarda caso, tutte, a dir poco di approssimativa cultura. Del resto, la loro è la cultura (per gli altri, perché loro, per lo più, manco l’Università frequentano) dell’imbuto, la cultura del ‘bagaglio di conoscenze’ cioè di nozioni, pesanti, e controllate: ne parlavo ieri.

Ma poi, mi capita di leggere la ‘abile’ (sono certo che lui la considera abile) considerazione di un noto ristoratore, chiamato a dire la sua su tutto, compreso il sesso degli angeli, che usa un espediente, invero banale, usatissimo nella didattica e notoriamente fuorviante: elenca una serie di motivazioni per il NO e per il SI’ e si dichiara insoddisfatto di tutte. E allora suggerisce la brillante idea: andatevi a leggere il quesito del referendum e le tabelle allegate e … deciderete. Ma che bravo, come è democratico, costui, se solo avesse illustrato bene le ragioni del NO e non avesse un po’ abbellito quelle del SI, che si riducono al colpire la casta dei poltronari, altro non c’è.
Per il NO, invece, c’è una preoccupazione profonda e seria, una preoccupazione culturale e tecnica, delle quali l’illustre cuoco non fa cenno. E sono: uno, che il clima di antipolitica (vedi le parole di Grillo) che si respira in questo referendum, è la porta aperta alla realtà delle intenzioni di Grillo & co. o di chi gli sta dietro, che sono intenzioni autoritarie.
Il tema vero non è la riduzione del numero dei parlamentari, ma la riduzione del ruolo del Parlamento, inutile … tanto inutile che uno come Stefano Bonaccini, in piena campagna elettorale, non sa trovare di meglio che alzare il tiro, proponendo anche l’abolizione del Senato … alla fine resteranno solo gli uscieri! L’altro motivo per il NO; quello tecnico, attiene alla attività del Parlamento, dove, vigendo ancora il bicameralismo perfetto, il Parlamento, per di più a ranghi ridotti, non sarà in grado mai di agire per conto suo, sarà sempre alle prese con i decreti legge del Governo e con i disegni di legge del Governo.
E infine, altro motivo tecnico, finché, come è inevitabile, i candidati al Parlamento verranno scelti dai partiti, il numero di persone scelte, ma libere e non fedeli a questo o quel partito o, peggio, a questo o quel politicante, sarà ridotto al minimo per non dire che scomparirà … non che oggi ve ne siano molti! È ovvio, che così, il Parlamento diventerà un organismo per dire sì e basta e, date le regole esistenti, sarà molto più facile fare passate lì ulteriori più limitative modifiche alla Costituzione. Non è un caso che qualcuno già ne parli, sperando in un Parlamento siffatto.

Tanto più, che poi, i due ‘ideologi’ degli stellini (Giggino e Taverna) giusto per evitare che si possa sorvolare sul significato antidemocratico di questa proposta, dicono che poi (grazie al, fatto che saranno anche di meno) taglieranno gli stipendi ai parlamentari. Direte, un risparmio, perché no? Eh no, miei cari, ragioniamo. Se uno deve rinunciare ad un eventuale proprio lavoro per fare il parlamentare per di più con uno stipendio basso, accadranno inevitabilmente due cose: nessuna persona che abbia un minimo di valore vorrà fare politica, come del resto è ciò che accade specialmente tra gli stellini; e per di più, chi vorrà farlo, di livello culturale e professionale necessariamente piuttosto basso, cercherà di assicurarsi un futuro … e dove, se non ha né arte né parte e ha scelto di fare politica proprio per quello?
Direte che sto, crudelmente, pensando a Giggino, Dibba, Taverna, Crimi e via banalizzando, perché che futuro hanno costoro fuori della ‘politica’?
E dunque, non ho dubbi. Questi sì che sono i motivi veri per votare NO, non le banalità elencate furbescamente dal ristoratore famoso: perché questi non li ha elencati?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.