venerdì, Settembre 18

Referendum: il NO della base PD ci salverà? Gentiloni con quel NO travestito da SI ha mandato un messaggio politico fortissimo alla base, quella vera che ancora c’è, del PD, che dice sostanzialmente: ‘votate NO, bloccate questa bruttura’

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Potrei parafrasare una frase, una volta tanto spiritosa (forse addirittura intelligente … sempre che non gli sia sfuggita senza volere) di un nostro politicante, all’apparenza mite e sonnolento, dall’accento romanesco strascicato e stanco, che alla domanda su come voterà al referendum per il taglio dei parlamentari si risponde -perché è lui che la fa a sé stesso- che voterà SI, ma, visto che, dopo averlo detto, il pubblico della basedel PD non batte ciglio e specialmente mano, aggiunge «neanche io mi applaudirei».
Il politicante, non per caso un vecchio democristiano rotto ad ogni avventura, benché mite e strascicato, il politicante, dico, è Paolo Gentiloni, che parlava alla festa dell’inesistente ‘Unità -una cosa che, permettetemi l’inciso, ogni volta che la sento, mi rivolta le budella per la rabbia e l’umiliazione di italiano che assiste incapace di reagire, impotente, alla cinica distruzione di un pilastro della nostra cultura nazionale, ripeto nazionale, distrutto da … Matteo Renzi, un democristiano nemico del PD del quale era segretario: solo in Italia possiamo avere questa fantasia.

Gentiloni ha fatto quella dichiarazione alla famosa -sì, famosa- base del PD, seduta con mascherine e ben distanziata, in attesa dell’insulso discorso del suo Segretario (al solito tutto ‘culo e camicia’ con quello che sta fregandolo, il renziano Stefano Bonaccini e pieno di ‘dure minacce’ ai riottosi ‘alleati’). Una base di giovani e non più tanto giovani, militanti del PD: quelli che sgobbano gratis non solo alle feste della mortaUnità’, quelli che sostengono i dirigenti’, quelli che si fanno il ma… così per fare riuscire gli incontri del partito, quelli, infine, che si fanno sgozzare piuttosto che dire che non sono d’accordo con i dirigenti (che spesso disprezzano anche più di me, perché sono militanti fedeli, non cretini), ma che ogni tanto non ne possono più e … sbottano. Sbottano? Sì, ragazzi guardate bene, sbottano. Mica sono gli stellini loro a sbraitare o-ne-stà-o-ne-stà-o-ne-stà, loro sono contenuti, riflessivi, attenti a non mettere in dubbio la ‘linea’ (quale, Zinga, di grazia, quale?) del partito, ma ogni tanto sbottano: in quel caso nel modo più duro e chiaro possibile e -posso dirlo?- di tanto buon auspicio: tacendo alla dichiarazione di Gentiloni, tanto da costringerlo a dire tra i denti, lui il mite lo strascicato, che neanche lui si applaudirebbe. Non perché, penso, creda davvero che sia così, ma perché anche un democristiano può avere un sussulto di senso dell’onore e sapere che sta dicendo una enormità, e dirlo chiaramente -beh quasi chiaramente, non esageriamo.
Per dire, dunque, votate NO.

Se uno spot per il NO si doveva trovare, eccolo lì.
Dove si può anche intravedere un sussurro come per dire, io dico qui SI, ma nell’urna dirò NO. Perfino da un democristiano strascicato ci si potrebbe aspettare un sussulto di lealtà verso sé stesso, non di più. Anche perché il partito di Tom-Bettini-Zingaretti (è sempre al ‘Padrino’, che penso) dopo avere votato per ben tre volte contro quello sconcio, improvvisamente cambia idea … ? no, sceglie, ingenuamente, una alleanza, trascinatoci per i capelli da uno che, ottenuta l’alleanza, abbandona il partito, uno che in altri tempi sarebbe stato impiccato in effige per le strade, e che ora si prende pure lo sfizio di annunciare che lui, transfuga del PD che lo ha ‘costretto’ nella camicia di forza di una alleanza innaturale, inutile e truffaldina perché gli stellini non hanno rispettato un patto che sia uno e non intendono rispettarne in futuro, di annunciare, dico, che lui, Renzi, voterà no … perché non gli basta!

E allora, quel NO travestito da SI diventa un messaggio politico fortissimo alla base, quella vera che ancora c’è, del PD, che dice sostanzialmente: ‘votate NO, bloccate questa bruttura alla quale siete costretti per rispettare la parola data, nonostante l’altro se ne guardi bene, bloccatela perché solo così la situazione politica si potrà sbloccare, solo così si potrà andare ad uno showdown (ormai a sta gente, piace usare parole inglesi, magari tanto per fare) con gli stellini e mostrare loro che d’ora in avanti il gioco si fa serio, che o stanno ai patti o si va a casa, e che questo governicchio di mezze tacche va ristrutturato, cominciando da Giuseppe Conte – Pochette, del quale proprio non se ne può più’.

Eh sì, perché così cadrebbero intanto di colpo le idiosincrasie per il MES, un assurdo. Abbiamo visto e vediamo ogni giorno a che livello di inefficienza viaggia la nostra sanità, e specialmente come si è trovata con le spalle al muro durante l’epidemia, e si esita a prendere quei soldi, per fare, finalmente, 36 miliardi di investimenti seri (beh, sì, speriamo) nella sanità pubblica non privata, alla faccia di chi dice che non si devono fare perché se no dopo non si saprebbe come manutenere queste nuove strutture! Ma si può accettare di essere governati da uno così? Da uno che parla di ‘bagaglio di conoscenze’ (cioè di nozioni) a proposito della cultura.

Ma anche -è di questi giorni- da uno che si autodefinisce Ministro dell’Università e della Ricerca, che scrive adHuffingtonpost’ (degli agnellini, ricordate?) il suo meraviglioso progetto per la ricerca e l’Università, e cioè: «promuovere un piano di investimenti e riforme che favorisca l’ingresso di giovani, rafforzando il dottorato, potenziando le collaborazioni tra le istituzioni di ricerca e le imprese, creando luoghi di contaminazione tra ricerca, formazione, mondo produttivo e società, rafforzando il diritto allo studio, aumentando l’attrazione internazionale della nostra ricerca … un sistema della ricerca aperto, accessibile, capace di contribuire allo sviluppo sociale ed economico dell’Italia del futuro, ma soprattutto giovane e per i giovani». Cioè, a parte il riferimento forse erotico alla contaminazione (altra parola di moda, se solo chi la usa sapesse che significa), niente, nulla di nulla, parole vuote e ripetitive, non carenza, assenza di idee.
Nel disastro della nostra Università, che lo stesso Ministro sottolinea essere invecchiata al massimo, e dove (e lo dice senza un accenno di vergogna, essendo stato anche professore e Rettore, per giunta!) i nostri giovani sono quelli che vincono sempre … all’estero -beh, poi ogni tanto si fanno rivedere a pontificare dall’esilio, ma per fortuna solo pochi e non credo i migliori- è tutto quello che sa proporre per -manco a dirlo- ‘l’immaginifica next generation EU’. Immaginifica, ma di che parla. Sa che vuol dire? che è un romanzo? E poi, naturalmente, mica in italiano, ma sempre fare vedere che si ‘sa’ l’inglese.
Uno così, scusate, che ci sta a fare? Quello è il progetto? Stiamo freschi.
Ma uno così, con altri, non ce lo si toglie di torno (sono certo che presto lo vedremo puntare ad alti scranni o bassi, chi sa: assaporato il boccone, la fame vien mangiando) se non si vota un bel NO grosso grosso.

Certamente, lo ho scritto ormai tante volte, non sono queste le ragioni principali del NO; ma quelle tecniche e politiche le ho elencate tante volte (basti vedere sotto tutti gli interventi sul tema), che stavolta posso elencarne altre.
E queste, a mio parere, sono decisive.
Sia come sia, così non si può andare avanti. Abbiamo un Governo di quart’ordine, Ministri incapaci e senza idee, tutta pubblicità -curata da uno che ci tiene molto a farci sapere che è ingegnere e non solo ex-partecipante al Grande Fratello … senza nemmeno capire che per le cose che fa, vale di più il Grande Fratello di una laurea, oggi in Italia, ma anche senza capire che la dichiarazione, spontanea, del Preside della scuola del figlio di pochette che si complimenta con pochette che non ha accompagnato il figlio a scuola, fa addirittura più danno di tante altre sciocchezze: impari ingegnere, impari!- tutta pubblicità, dunque, e niente contenuti. Governo che ha sui tavoli progetti per 700 miliardi, cioè non ha nulla, ha solo carta straccia, solo confusione e, in prospettiva, assalto ad una diligenza che così succosa non era mai stata … incidentalmente anche l’ultima, perché -anche qui l’ho detto infinite volte- il gioco vero si fa sui fondi di rinascita, condizionatissimi (solo Giggino non lo ha capito), e grazie ai quali si sta per realizzare il capolavoro politico della signora Angela Merkel  -anche questo, quante volte lo ho detto?!-, per la cui realizzazione è essenziale questo Governo, perché se ne arrivasse uno che capisce la metà di ciò che accade realmente, il capolavoro, si scioglierebbe come un gelato al limone all’equatore.
Un Governo che con un NO, almeno per questo, andrebbe a casa.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.