giovedì, Ottobre 29

Referendum e altro. La destra e la tecnica del pedofilo La destra della tecnica del pedofilo gioca cinicamente su bisogni effettivi, magari esasperandoli, per poi passare all’incasso. È da questa destra che l’Italia sana cercherà di difendersi, domenica ma anche tutti gli altri santi giorni

0

Una delle espressioni ripetitive nella congerie del senso comune è che i politici sarebbero tutti uguali. Se tutto è uguale, dunque, la vita si può prendere alla leggera, tanto chiunque vinca non cambia nulla, anzi, se vince quello che somiglia all’uomo delle pulizie magari ci scappa qualche novità.

Puntualmente me lo sento ripetere come se fosse una sorta di verità evangelica, sebbene la sua frequenza cresca di intensità quando siamo in prossimità di una scadenza elettorale, talvolta con accompagnamento di argomenti che possiedono una loro logica, sebbene non tengano conto di aspetti fondamentali, peraltro decisivi.

Se fosse vero il principio contenuto nell’affermazione, non ci sarebbe nessuna differenza tra i grandi dittatori, del passato e del presente, e i martiri che cercarono di contrastarliBenito Mussolini sarebbe la stessa cosa di Giacomo Matteotti e dei fratelli Rosselli.

Un’assimilazione pericolosa che sfrutta a meraviglia la pigrizia mentale e l’ignoranza di moltissimi cittadini, gettando nella confusione le persone meno avvedute e impedendo alle stesse di cogliere gli aspetti più antisociali che si palesano nelle parole e nei comportamenti di alcuni politici.

Attraverso questo pertugio, diventato con gli anni il tunnel sotto la Manica, si passano scenari da film dell’orrore, come la prospettiva che un bulletto, incapace di combinare alcunché nella vita, sia in lizza per prendersi tutto il banco. Una persona normale non permetterebbe mai che questo accadesse nella sua famiglia, ma sembra che lo Stato non appartenga a nessuno, così si gioca al nichilismo.

Parliamo dello stesso personaggio che guida un partito di ladri, la cui base non esercita alcun controllo sociale sulla propria compagine, perché le basta qualcuno che separi il mondo in buoni e cattivi e prometta di tenere alla larga questi ultimi, stabiliti con criteri non dissimili da quelli che costarono la vita a milioni di ebrei. Nemmeno i bambini nelle fiabe credono ormai a questa bipartizione netta, ma i bambini, almeno loro, evolvono e capiscono, ma tra i grandi esiste una quota di elettorato con la quale ti puoi comportare come i pedofili, facendo credere loro che gli vuoi bene. Nella certezza che ci cascheranno.

La disgrazia è che questa tecnica, viscida e bavosa, funziona davvero, perché gioca cinicamente su bisogni effettivi, magari esasperandoli per poi passare all’incasso.

Mi diceva una mia paziente, molestata dallo zio da piccola, di avere rischiato di perdersi, perché non capiva bene cosa le facesse il congiunto, ciò che le pareva chiaro era che lui l’amava, che la faceva sentire importante, perché le dedicava del tempo e le riempiva di promesse, solo promesse, di regali. In un contesto familiare in cui non godeva di troppe attenzioni, quelle parole, quelle coccole, la mandavano in visibilio.

Non è difficile aprire la cassaforte, si prendono dei bisogni reali del bambino, amore e considerazione, e si comincia a lavorarci,facendogli credere che solo tu gli vuoi bene.

Un esempio tratto dall’armamentario dell’uomo delle pulizie prestato alla politica.
Voi gli fate una domanda sui soldi rubati, lui vira di bordo, come Luna Rossa, usando proprio la collaudata tecnica del pedofilo, e vi risponde che è preoccupato per gli italiani, perché stanno per partire 10 milioni di cartelle esattoriali. Come se al ristorante ordinate una bottiglia di Brunello e vi portano una fetta di limone.
È palese che non c’entra nulla, ma lui parla alla parte infantile di quei cittadini che dovrebbero ricevere davvero la cartella esattoriale, e quella carezza diventa una speranza, lavora come un tarlo. Per conoscere il costo delle commissioni basta chiedere ai nostri nonni e ai nonni dei tedeschi.
Tuttavia, a destra non è il solo a usare quella tecnica, anche la signora del manganello accanto la usa, lei che è italiana vera e ti fa sentire coccolato, esclusivo, perché tu, esattamente come lei, sei italiano.

È da questa destra che l’Italia sana cercherà di difendersi, domenica ma anche tutti gli altri santi giorni, una destra che si presenta alle urne senza una posizione vera sul referendum, perché il merito di quella consultazione non le interessa, le interessa solo l’esito, che vuole avverso ai desiderata dei partiti di governo, dopo avere detto SI in Parlamento.

Un’Italia molto provata dal Covid-19 andrà alle urne, non sa di essere stata fortunata, perché una prova come quella che ci stiamo lasciando alle spalle si sarebbe risolta in un’ecatombe con la destra al potere, basta leggere ciò che dicono e scrivono personaggi simbolo di quello schieramento.

Ci vuole coraggio per riflettere e scegliere con responsabilità quando ti offrono caramelle e tu senti un grande bisogno di affetto e forse sei persino in ipoglicemia, ma dobbiamo ricordarci che il gesto che salva in questi casi è solo uno, l’uso della ragione.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore