martedì, Luglio 16

Razzismo e banalità: Italia allo sbando Come crede di procedere il Paese se la frase ad effetto e il clima generale di battute, tra il cinico e il rassegnato, che dilaga sui social esprime il modo in cui si affrontano i problemi in corso?

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Come sta l’Italia? Per lo più si nasconde; quando esce allo scoperto lo fa per mano dei fascisti, dei razzisti, dei familisti. Diciamocelo: quando l’Italia esce allo scoperto non abbiamo motivi per essere felici. Non li abbiamo non tanto e solo per constatare che una minoranza del Paese si sta convincendo di essere maggioranza; non siamo felici di vedere come la strategia subdola e infame dei fascisti e company si insinui come un virus letale nel corpo sano del Paese grazie alla protezione che gli dà Matteo Salvini, che non sta facendo altro che una campagna elettorale imbarcando tutti gli urlatori, gli odiatori, insomma, tutti i frustrati. Non siamo felici perché Salvini non è vero che cavalca solo i frustrati. Lui è il primo dei frustrati, perché è ora di smetterla di dipingere i politici come astuti rappresentanti dei disperati. Chi cavalca qualcosa è perché quel qualcosa gli appartiene. E se andate a vedere la biografia politica di Salvini, quando era ancora un imberbe consigliere comunale (ma già fancazzista di professione) razzista lo era già allora, vent’anni fa. Salvini ha solo continuato a esserlo, inferocendosi ogni anno di più e portandosi dietro gli odiatori, gente impotente e frustrata.

Ma dove va un Paese che porta in palmo di mano gli odiatori, i razzisti/fascisti? Come crede di procedere se la frase ad effetto e il clima generale di battute, tra il cinico e il rassegnato, che dilaga sui social esprime il modo in cui si affrontano i problemi in corso? Ma c’è davvero bisogno di ridere? C’è in giro un clima così ameno e solido da permettere le battute ogni piè sospinto? Tutto questo ridere non è segno di una crisi spaventosa? Come crede un Paese di poter stare alla pari con il mondo globalizzato, dove la sfida si vince se hai strumenti e competenze e non frasi imbecilli da mettere sui social, altro fenomeno da imbecilli? Perché è ora di dirlo: è facile scrivere una frase su Twitter, postare una foto su Instagram, e riempire di scemenze Facebook, tutta roba per poveracci. È facile perché richiede poca riflessione e molto cinismo. Una prova l’ha data Maglie, l’odiatrice che, come tutti gli odiatori, soffre innanzitutto di un problema personale che vomita sugli altri, forse per sentirselo un po’ meno addosso. Così la Maglie, il peso massimo del cinismo, vorrebbe uccidere una ragazza di 16 anni ma non lo fa perché è malata. Ma lo sa Maglie che anche l’obesità è una malattia? E allora, applicando il suo ‘ragionamento’, lei avrebbe salva la vita solo perché obesa o perché togliere frattaglie per due anni dall’auto investitrice è francamente orripilante? Ma come si fa a pensare che cinismo e banalità possano guidare un Paese? Infatti, non lo guidano; infatti, siamo allo sbando; infatti, ci comprano (ovviamente le aziende sane); infatti, i cinesi si stanno assicurando uno spazio strategico sulla Via della Seta attraverso il controllo di due porti italiani. Infatti, infatti…

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