domenica, Novembre 17

Raqqa liberata: Isis vicino alla caduta? Filippine, Duterte: 'Marawi liberata dai jihadisti'. Catalogna, nuove manifestazioni contro Madrid

0
1 2


Raqqa è stata liberata. La notizia è stata data in mattinata dall’Osservatorio per i diritti umani (Ondus). Le milizie filo-Usa hanno così liberato l’ultimo bastione dell’Isis in Siria. Negli ultimi due giorni i combattimenti erano continuati tra le Sdf e altri miliziani dell’Isis che resistevano in un’area molto ristretta del centro.

Centinaia di jihadisti e migliaia di civili erano stati evacuati da Raqqa domenica in base ad un accordo raggiunto tra le cosiddette Forze democratiche siriane alleate degli Usa e lo Stato islamico con la mediazione di capi tribali locali.

Secondo Save the Children, almeno 270.000 sono i civili fuggiti dai combattimenti a Raqqa e che hanno disperato bisogno di aiuto: «Nelle ore in cui la città di Raqqa viene sottratta alle mani dell’Isis, esprime profonda preoccupazione per la rapida escalation della crisi umanitaria nella Siria nordorientale. A causa degli alti livelli di distruzione registrati a Raqqa e nelle zone limitrofe, la maggior parte delle famiglie si ritrova con poco o nulla per tornare a casa e presumibilmente sarà costretta a rimanere nei campi ancora per molti mesi e anni a venire», si legge in un comunicato. «Saranno necessari investimenti sostanziali per ricostruire le case distrutte, le strutture sanitarie e le scuole, oltre che per rimuovere le mine inesplose prima che le persone possano rientrare a casa. Sotto l’Isis, inoltre, i bambini hanno perso molti anni scolastici e serviranno finanziamenti urgenti per supportarli nel ritorno tra i banchi di scuola».

In Iraq invece le milizie filo-Iran Hashid Shaabi, a maggioranza sciita, hanno occupato la cittàdi Sinjar, ad ovest di Mosul, maggiore centro degli Yazidi e teatro nel 2014 di un massacro compiuto dall’Isis contro questa comunità. L’occupazione è avvenuta durante l’avanzata dell’esercito iracheno e delle milizie sciite sue alleate contro i Peshmerga curdi. Gli Stati Uniti nel frattempo confermano di non volersi schierare nnel conflitto in corso tra Baghdad ed Erbil per il controllo della contesa regione di Kirkuk. «Abbiamo avuto per anni buoni rapporti con i curdi e come sapete anche con il governo centrale. Non ci schieriamo in questa battaglia», ha detto il presidente Donald Trump ribadendo che gli Usa «non avrebbero mai dovuto essere lì» riferendosi all’invasione del 2003.

Una serie di attacchi dei talebani hanno causato invece in quattro province afghane almeno 76 morti e quasi 200 feriti. L’attacco più cruento è stato nella provincia di Paktia contro un Centro di addestramento della polizia. Qui le vittime fatali sono state 48 ed i feriti 158.

Andiamo in Catalogna, dove oggi è andato in scena uno stop per protestare contro l’arresto deciso ieri sera da una giudice spagnola dei leader indipendentisti Jordi Sanchez e Jordi Cuixart. In tutte le città ci sono state concentrazioni davanti ai municipi e ai luoghi di lavoro. Il presidente Carles Puigdemont ha parlato di «una vergogna democratica»: «Ciò che non aveva osato fare il franchismo lo ha fatto un tribunale del XXI secolo. Due persone innocenti sono state private di libertà da un tribunale incompetente per reati inesistenti».

«Siamo disposti a dialogare con chi vuole dialogare. Ma questa volontà di dialogo non la si può mantenere in un clima di repressione crescente», ha detto il vicepresidente catalano Oriol Junqueras. «Non possiamo essere governati, ha aggiunto, da coloro che usano le istituzioni per commettere ogni tipo di reati e cospirare». Mentre il portavoce del Governo catalano Jordi Turull ha accusato l’esecutivo di Madrid di esercitare pressioni sulle imprese catalane perché spostino le sedi sociali in altre regioni spagnole.

Intanto l’ala sinistra del fronte secessionista, la Cup, ha proposto uno sciopero generale in Catalogna ‘a tempo indefinito’. Mentre la Guardia Civil spagnola ha fatto irruzione nella sede del servizio catalano di emergenza del 112 a Reus dove ha effettuato perquisizioni e ha sequestrato registrazioni delle comunicazioni con la polizia regionale dei Mossos durante il referendum del 1 ottobre scorso.

Nelle Filippine il presidente Rodrigo Duterte ha annunciato che la città di Marawi è stata liberata dai militanti islamici legati all’Isis che vi erano asserragliati da quasi cinque mesi. Circa un migliaio di persone, in gran parte militanti, sono morte nell’assedio delle forze armate filippine iniziato il 23 maggio.

In Cina è grande l’attesa per l’avvio domani del 19° congresso del Partito comunista cinese (Pcc). I lavori partiranno in mattinata e termineranno il 24 ottobre. L’appuntamento servirà a ufficializzare il secondo mandato di Xi Jinping come segretario generale, oltre a designare un robusto ricambio della leadership. Xi terrà in apertura un lungo intervento durante il quale illustrerà i principali obiettivi raggiunti nell’ultimo quinquennio e tracciando le priorità per i prossimi anni.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore