martedì, Ottobre 27

Rapporti Ue-Usa: per una win win situation Scenario diverso dal passato: prima multilateralismo, oggi accordi bilaterali. L'Intervista al prof. Luca Salvatici

0

Probabilmente gli slogan superano la capacità reale di esercitare un predominio e tale tendenza può essere vista come una manifestazione delle politiche populiste attuali.

Sì. Inoltre, rispetto al passato, nell’ordine mondiale siamo passati da un monopolio iniziale degli Stati Uniti e poi a un duopolio, con la Ue, di un piccolo gruppo di Paesi sviluppati che garantivano una certa una cornice di regole multilaterali. Ma oggi ciò non funziona più, si rischia anzi di tornare indietro; sono subentrati alla situazione preesistente gli accordi bilaterali. Anche senza sfociare in guerre commerciali, è un assetto delle relazioni commerciali e dei rapporti economici molto diverso dal passato, siamo in un mondo più complicato.

Cosa è cambiato esattamente?

Le regole multilaterali tendevano a garantire un trattamento in linea di massima uguale per tutti, con la clausola della nazione più favorita, nel WTO e, prima, nel GATT. Se invece abbiamo n rapporti bilaterali, è facile arrivare a un numero enorme di rapporti, moltiplicando ciascun Paese con tutti gli altri al mondo, con n politiche commerciali diverse. Ciò indebolisce le imprese che devono esportare, le rende meno sicure, perché hanno necessità di raccogliere molte più informazioni su quale sia il posizionamento dei propri concorrenti che esportano in altri Paesi. Ne consegue che il quadro è oggi più frammentato.

Ciò deriva dalla maggiore circolazione di informazioni o dall’aumento della complessità del sistema?

Si potrebbe citare il fatto che è aumentata la complessità e quindi c’è bisogno di regole più dettagliate; ne consegue in tale interpretazione che queste regole non possano essere definite a livello multilaterale, ma che ci sia bisogno, secondo alcuni, di accordi più specifici. Una spiegazione meno benigna vuole che, adesso che al tavolo dei negoziati siedono al tavolo Paesi come la Cina, l’India, il Brasile, la Federazione russa, ad alcuni Paesi non interessi più un tavolo multilaterale e preferiscano muoversi in altro modo.

Quando è iniziata questa asperità?

L’asperità vera e propria non è ancora iniziata nei rapporti bilaterali, ma a fronte delle difficoltà del Wto di portare avanti il processo di liberalizzazione, tutti i Paesi hanno iniziato a sviluppare una serie di accordi bilaterali regionali. Questa non è una guerra commerciale, ma una forma di concorrenza in cui si cerca di fare più accordi di altri o di farne di più vantaggiosi per sé, mentre prima si negoziava tutti allo stesso tavolo nell’ambito degli accordi multilaterali.

Potranno configurarsi situazioni win lose tra Ue e Stati Uniti?

No, con la guerra commerciale si ha il lose lose, soprattutto se tra soggetti di dimensioni analoghe; se è tra un Paese grande ed uno più piccolo, il grande rispetto al piccolo può trarne vantaggio. Tuttavia, è un gioco pericoloso: pensare di potersi muovere in maniera chirurgica è illusorio; andando a toccare qualsiasi pezzo, c’è il rischio che il quadro peggiori. Difficilmente una guerra commerciale avrebbe dei vincitori, così come in una guerra nucleare.

Visualizzando 2 di 2
Visualizzando 2 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore