lunedì, Dicembre 16

Ramy, quella cittadinanza ‘concessa’ dal re Sole Salvini, rifiutala! Non permettere che quella gente possa ‘vantarsi’ di avertela concessa, per generosità ... perché è un tuo diritto, non una loro concessione razzista

0

Tra le tante brutture di cui è infarcita la cosiddettalegge Salvini’, legge della quale il predetto molto si vanta -peggio per lui-, ce ne è una particolarmente brutta, vendicativa e sciocca, ma specialmente incostituzionale. Mi riferisco a quella norma in virtù della quale sarebbe possibilerevocare la cittadinanza a chi abbia commesso delitti vari. Non importa specificare i casi e le modalità: è il principio che conta.

La cittadinanza è un diritto della persona, che consegue al fatto che si siano date talune circostanze, tra cui, in particolare, il fatto di essere nato in Italia o da cittadini (almeno uno) italiani. In presenza di questa situazione di puro fatto, una persona è cittadina dello Stato.

La cittadinanza può anche essereattribuita’, fuori dei casi ‘normali’, a persone che soddisfino determinate condizioni, come ad esempio il fatto di essere vissute in Italia per un lungo periodo di tempo o il matrimonio con un cittadino italiano, ecc.

La qualità di cittadino italiano, conferisce una serie di diritti, ma anche di doveri ovviamente. Tutti definiti in norme varie della Costituzione italiana.

L’articolo 22 della stessa Costituzione dice: «Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome». Inoltre, il famoso articolo 3 della Costituzione dice: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

In altre parole, il fatto di essere cittadino italiano determina la possibilità di accedere a tutti i vantaggi e ai diritti, ed agli obblighi, che conseguono alla cittadinanza. Per cui, una volta che una persona sia diventata cittadino italiano, resta tale per sempre, perché fa parte della collettività nazionale a tutti gli effetti. È cioè impossibile pensare che un cittadino sia privato della cittadinanza, tanto vero che la Costituzione si preoccupa di stabilire che nemmeno per motivi politici ne può essere privato. Ed è anche impossibile distinguere tra chi è cittadino italiano per diritto e chi diventa cittadino italiano. Sono entrambi cittadini.

E quindi, ciò solo per dire che, è costituzionalmente impensabile, oltre che incivile, che si possa immaginare di togliere la cittadinanza a chiunque, compreso quel mascalzone che ha incendiato l’autobus carico di bambini nei pressi di Milano, ma anche quell’altro che ha rubato soldi per lo stadio di Roma o quell’altro ancora che ha ammazzato a coltellate la moglie o a quei porci che hanno stuprato una ragazza a San Giorgio a Cremano, eccetera.
Qualunque sia la gravità del suo comportamento, certo solo dopo che di esso sia stata accertata la sussistenza, ad opera della Magistratura, vanno condannati, della loro cella (pulita e luminosa ma irrimediabilmente chiusa), ma basta così. È cittadino italiano e tale suo Stato è irreversibile: è un cittadino schifoso, come tanti altri cittadini schifosi risiedono nelle carceri italiane e tantissimi altri girano liberi per le nostre città, ma è e resta un cittadino.

Ciò che, però, a me pare ancora più insulsa e inaccettabile è l’altra affermazione della medesima legge: quella per la quale a uno straniero possa essere, graziosamente, concessa la cittadinanza per avere svolto atti eroici.
La ‘concessione’ della cittadinanza, diviene una sorta di atto del principe, una concessione, appunto, un atto di liberalità, piuttosto che il fatto di riconoscere la realtà: cioè che quella tal persona è italiana perché, benché all’origine straniera, ha condiviso dell’Italia la cultura, le idee i comportamenti, le usanze è, insomma, come gli italiani attuali, magari anche migliore.

E la cosa diventa tanto più odiosa e arrogante, insomma razzista diciamolo chiaramente, quando viene rivolta (stavo per dire ‘minacciata’) come graziosa concessione ad un ragazzo, nato in Italia che è italiano non distinguibile in nessun modo da un altro italiano se non, talvolta, per un colorito diverso dal solito. Un ragazzo che vive con altri suoi coetanei, che della sua ‘diversità’ nemmeno si accorgono, e non si accorgerebbero se essa non fosse l’effetto di una sottolineatura altrui, su base razzista, cioè di disprezzo e, in ultima analisi, di odio. Razzista non si nasce, si diventa.

Sarebbe semplicemente ovvio, in un Paese civile (se il nostro fosse un Paese civile, e io ormai dolorosamente ne dubito ogni giorno di più) che chi nasce in Italia è, non diventa automaticamente, un italiano.
Una legge che lo permetta, sarebbe il meno e il fatto che non sia stata fatta fino ad oggi, e che non sia stata fatta per pura pavidità e interesse da quella sinistra che osa chiamarsi sinistra in questo Paese, è un limite gravissimo della nostra civiltà.

Leggo, però, che il ‘meraviglioso’ Matteo Salvini, mai privo del desiderio di apparire per quello che è -un ‘razzista’ dichiarato? un ‘fascista’ vero e proprio- all’idea dello ius soli (attribuita al ragazzino che ha aiutato e permesso il salvataggio di cinquanta altri ragazzini come lui) replichi stizzoso, torvo come solo lui riesce ad essere, violento, ma specialmente cattivo, replichi dicendo: «si faccia eleggere per fare diventare quella cosa una legge» … e come se non è cittadino italiano?
Ecco, non solo l’odio, l’ostilità preconcetta verso chi a tutti gli effetti è già italiano, ma anche l’irrisione, in una parola l’insulto.
Poi, in meno di 24 ore, il Ministro degli Interni ha cambiato idea, concede la cittadinanza al ragazzo e lo paragona pure a suo figlio!

Non so se quel ragazzo, Ramy, abbia realmente detto che vorrebbe che ci fosse lo ius soli, e se abbia davvero, lui non qualcuno per lui. Non lo so, la stampa spesso non è credibile, anche se io credo, o temo, che ci sia qualcuno dietro di lui a suggerire certe richieste.
Sia come sia, se lo ha fatto vorrei dirgli: ragazzo, potresti essere mio figlio, e io ti rispetto, non ci crederai, ti rispetto per quello che sei, non per l’atto che hai fatto, e proprio per questo ti dico non accettare l’umiliazione di chiedere come un favore ciò che la civiltà dovrebbe darti, non chiedere a noi, sì a noi così incivili e volgari e incolti e assurdamente cattivi, non chiederci la cittadinanza; anzi, rifiutala con disprezzo, lo stesso di chi te la offre perchéte la sei meritata’, rifiutala perché è un tuo diritto, che colpevolmente gente come Salvini e Di Maio e Grillo eccetera, te la rifiutano, per razzismo, volgarità e incultura o anche, che schifo, perché non è nel contratto. Sii tu razzista, verso chi, noi, non capisce quanto è rozzo, incolto, culturalmente inferiore, animalesco.

Ramy, non permettere che quella gente -noi purtroppo noi- possavantarsidi avertela concessa, per generosità … quella concessione ti brucerà sulla pelle per tutta la vita, sarà una umiliazione che ti verrà rinfacciata sempre. Attendi tranquillo che ti arrivi secondo le stupide regole attuali, se non cambieranno in peggio, rispondi nell’unico modo in cui si può al razzismo becero di tanta gente: con il disprezzo.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.