sabato, Dicembre 14

Rai: Foa no, sì, forse, vedremo… Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 38

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La Commissione di Vigilanza sulla Rai ha bocciato in questo primo giorno d’agosto la nomina di Marcello Foa a Presidente dell’Ente radiotelevisivo di Stato. A San Macuto hanno votato solamente in 23 componenti della Commissione: i voti favorevoli sono stati 22 (quorum ‘qualificato’ a 27), una scheda bianca. Da ieri (31 luglio 2018) Foa era divenuto Presidente ‘designato’ della Rai, dopo il voto del Consiglio d’Amministrazione. Foa ha commentato: «Prendo atto con rispetto della decisione della Commissione di Vigilanza della Rai. Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel Consiglio, mi è stato proposto dall’azionista. Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell’interesse della Rai»«Volevamo la Rai del cambiamento, l’opposizione ha detto no» ha invece replicato duramente Gianluigi Paragone, capogruppo M5S in Vigilanza, auspicando che Foa a questo punto non si dimetta. In Vigilanza non hanno partecipato al voto su Foa Presidente, pur essendo presenti nell’aula della Commissione, i parlamentari di Forza Italia (fatta eccezione per il capogruppo, Alberto Barachini, che ha votato), del Partito Democratico e di Liberi e Uguali. A questo punto la nomina di Foa, dopo il via libera a maggioranza di ieri del Cda, non è ‘efficace’: la legge prevede infatti il parere vincolante della Vigilanza, a maggioranza di due terzi (per l’appunto 27 voti su 40), per la ratifica definitiva.

Nella mattinata di questo mercoledì 1° agosto Matteo Salvini è andato a trovare Silvio Berlusconi all’Ospedale San Raffaele di Milano. Una visita di cortesia durante la quale si è parlato anche della questione Rai. Dopo la loro telefonata di ieri, quello di stamane è stato un primo confronto ‘franco e pacato’ (almeno è quanto sostiene una nota della Lega). Nel corso del colloquio, secondo invece quanto si racconta dalle parti di FI, l’ex Premier ha confermato a Salvini il netto ‘No’ del suo Partito alla nomina di Foa alla Presidenza della Rai. Con una nota congiunta i Capigruppo della Lega di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, hanno ‘attaccato’. «Siamo dispiaciuti dell’asse PD-FI che cerca di fermare il cambiamento, sia del Paese che della Rai. Dal PD non ci aspettiamo nulla, con Forza Italia invece siamo pronti a confrontarci perché sicuri che anche la Rai abbia bisogno di aria nuova, cambiamento, qualità e meritocrazia. Siamo convinti che i fraintendimenti di questi giorni sul metodo, più che sul merito, possano essere superati perché le qualità di Foa, come uomo e giornalista libero e corretto sono universalmente riconosciute e apprezzate».

«Altro che ‘asse’ tra PD e FI sulla Rai, l’unico asse di cui siamo profondamente rammaricati è quello che si è creato in violazione della volontà popolare, e nello specifico in violazione dello spirito della legge sulla Rai, tra Lega e M5S». Lo affermano le Capigruppo di Forza Italia di Camera e Senato, Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini, aggiungendo che si tratta di «un asse che dal Governo sta provocando gravissimi danni al Paese». «Vogliono una Rai asservita ai comandi di Salvini e della Casaleggio. Il Parlamento ha detto ‘No’. La Commissione di Vigilanza ha fermato questo scempio orchestrato per avere un presidente funzionale ai voleri dei nazionalpopulisti» ha pure commentato il Segretario PD, Maurizio Martina.

Preso atto del ‘gran giro’ di dichiarazioni, in realtà si sta trattando per ‘portare a casa’ un ricompattamento del centrodestra (o in qualsiasi modo si voglia definire l’aggregato già berlusconiano, oggi egemonizzato da Salvini). Testo, contesto e prospettive sono le stesse che già indicavamo in ‘Rai: Foa e Salini, Di Maio e Salvini’ su ‘L’Indro’ di venerdì 27 luglio. E si lavora attivamente per portare (o ‘lasciare’, a seconda dei punti di vista) Foa alla Presidenza della Rai.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’