martedì, Ottobre 20

Quell’interesse americano prima per l’ Idv e ora per i Cinque Stelle Vi racconto i rapporti tra Idv e gli americani; M5S sta all’Idv come Grillo sta all’amico Di Pietro, l’uno e l’altro benvisti da Bush a Obama e ora Trump

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Gli Usa hanno guardato sempre con interesse quello che stava accadendo in Italia ed anzi, qualcuno afferma che lo cavalcarono in occasione di Mani Pulite. Bettino Craxi, infatti, con la vicenda di Sigonella nell’ottobre 1985, con i carabinieri che circondano i marines americani nella crisi della nave Achille Lauro dirottata dai palestinesi, irrita grandemente il Presidente Usa Ronald Reagan. Uno stato Nato ed alleato storico osa sfidare il potere Usa.

Gli americani sono stufi del duopolio Partito Socialista – Democrazia Cristiana e vedono, probabilmente, nella vicenda di Mani Pulite la possibilità di trarne vantaggio.

Certo, sullo sfondo c’è il pericoloso Partito Comunista ma, il ragionamento Usa, potrebbe essere stato quello, dopo la caduta del Muro di Berlino, di attendere (e magari aiutare) una trasformazione in senso socialista e quindi pienamente democratico di quello che fu il principale partito comunista dell’Occidente, seppur mai allineato a Mosca.

In effetti, senza cadere nel complottismo, il PCI non fu toccato da Mani Pulite per motivi tecnici, dice Di Pietro e cioè non fu possibile provare i collegamenti di Primo Greganti ex tesoriere del PCI – PDS, il famoso ‘Compagno G’, sospetto collettore di tangenti.

Il Presidente della Repubblica nel periodo iniziale di Mani Pulite fu Francesco Cossiga (1985 – 1992) -critico con la magistratura-, un democristiano anomalo e del tutto incontrollabile, un ‘cavallo pazzo’ amico degli americani, mentre il Procuratore Capo di Milano titolare dell’inchiesta Mani Pulite era Francesco Saverio Borrelli. Successivamente, fu eletto Oscar Luigi Scalfaro (1992 -1999), noto giustizialista, in piena sintonia con il pool.

Premesso che siamo nel campo di pure ipotesi speculative non suffragate da elementi probativi certi ma solo deduttivi ed indiziari possiamo affermare che Mani Pulite giovarono agli Usa che si liberarono di due partiti che per motivi diversi non gradivano: l’eterna DC ondivaga e con Moro pericolosamente vicina ai comunisti e il PSI di Bettino Craxi, il nuovo ‘uomo forte’ italiano (Forattini lo disegnava con gli stivaloni del Duce  e lui ne gongolava fingendo di arrabbiarsi) che aveva fatto lo sgarbo di Sigonella e comunque era poco incline a seguire i tradizionali diktat Usa. Bettino Craxi fece scrivere a macchina un appunto ad Hammamet presentato dalla figlia Stefania: «Non ho mai detto che Di Pietro è stato addestrato dalla Cia né credo che questo sia mai avvenuto.  Ciò che si può onestamente dire è che la sua azione nel corso delle sue inchieste e delle sue attività di presentazione internazionale è stata fortemente sostenuta dal governo americano». 

Chi e per quali scopi, c’è da chiedersi, ha veramente ‘permesso’ Mani Pulite, una inchiesta che ha cambiato l’Italia e ha avuto forti ripercussioni internazionali? C’è stato interesse Usa per Mani Pulite e poi per Idv, il partito fondato da Di Pietro? La risposta è sì, e lo dico anche da protagonista e non solo da giornalista che scrive molti anni dopo. Infatti, ho partecipato attivamente a quei fatti in qualità di dirigente nazionale di quel partito, consigliere politico del Ministro Di Pietro nel 2006 e poi Parlamentare della Repubblica.

Ma come si manifestò questointeressenei nostri confronti?

Io posso portare la mia testimonianza nel campo di cui mi occupavo nel partito e cioè quello determinante dell’Energia. Dal 2002 ci furono interessi degli Usa e del Regno Unito per la nostra attività politica in campo energetico che si concretizzò in seminari, eventi e contatti, attenzioni. Tuttavia, tale influenza non fu diretta, ma mediata dall’ambasciata di Israele e da quella del Regno Unito, Paesi molto vicini, storicamente, agli Usa.

Ad esempio, Israele aveva (ed ha tuttora), un fotovoltaico molto sviluppato a causa della natura desertica del suo territorio ed io fui invitato più volte all’ambasciata israeliana, nel 2006, per trattare di questi temi organizzando seminari e convegni. Ricevetti anche un invito a visitare gli impianti di produzione siti nello Stato ebraico. Parimenti, in quello stesso periodo, ci furono persone legate a Israele e agli Usa che simaterializzaronoun po’ dal nulla e divennero assidui miei frequentatori ed anche dell’Idv.

Questi eventi ebbero il loro culmine nel 2008 con la candidatura del senatore Sergio De Gregorio che appena eletto passò poi al centrodestra e fu determinante per la caduta del secondo governo Prodi nel 2008. De Gregorio, tra l’altro, è tornato al centro dell’attenzione mediatica in questi giorni per vicende giudiziarie legate proprio a quel periodo.  

Poi il fenomeno Di Pietro tramontò, come detto, per cessare definitivamente nel 2012 e così le presenze di cui dicevoTutto questo per dire che, a mio parere IdV poi non fu scevra da interessi politici di grandi potenze straniere, in primis gli UsaIl motivo è che un partito populista, come indubbiamente fu Italia dei Valori, era molto interessante per chi voleva in qualche modo stare con un piede dentro la vicenda, magari per influenzarla o solo, più semplicemente, per esserne informato.

E vengo al presente.Il Movimento Cinque Stelle sta a Italia dei Valori come Beppe Grillo sta ad Antonio Di Pietro, e non per niente i due leader sono intimi amici.E se tanto ci dà tanto la storia ha buone probabilità di ripetersi, anzi, superiori, perché mentre IdV è giunta intorno al 10% (arrotondando) l’M5S sta oltre il 30% ed è divenuto il primo partito italiano.

L’interesse Usa, Presidente George W. Bush, per i grillini data il 2008 quando l’ex ambasciatore Ronald Spogli definì Grillointerlocutore credibile’ che lo invitò a pranzo e poi ne scrisse in termini favorevoli all’allora Segretario di Stato Usa, Condoleezza RiceSpogli nella lettera alla Rice calcava la mano sul problema della corruzione:

«Grillo è brusco, perfino profano, ma le sue accuse dirette e spesso taglienti risaltano al contrasto con le analisi timide e indirette sulla corruzione che vengono dal mondo politico italiano». E ancora, parla della capacità di: «galvanizzare una parte dell’opinione pubblica in genere silenziosa, convogliando la rabbia degli italiani verso la corruzione governativa più radicata e l’incapacità dell’élites di migliorare le condizioni del Paese» con la conseguenza di «aver creato un foro alternativo di discussione su questioni che non vengono affrontate dai maggiori media».  

Il suo successore, in epoca Barack Obama, l’ambasciatore David Thorne parlò del M5S in termini molto elogiativi in discorsi pubblici.

Riporto da un post nel suo sito dello stesso Grillo del 13 marzo 2013:

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