mercoledì, Agosto 5

Quella politica che per un pugno di euro si occupa di Bankitalia, invece che di banche Banche e procedimenti da usuraio, un Ministro che protegge padre e figlio che hanno lucrato sui correntisti e nessuno la dimette …. e se il correntista-cittadino si riprendesse la piazza?

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Quando la politica si occupa di banche, invece di equilibrare le posizioni opposte, le esaspera scegliendo per il populismo. Così, rimarca di essere ancora lontana dal ridimensionare la voce del leone della banche e, anzi, ne alza i decibel.
Ma poi, di cosa parliamo quando parliamo di banche? Dei titoli azionari, della finanza? Ma nessuna banca fa questo; la banca piazza i titoli, è una sorta di piazzista di azioni che sono prezzate e gestite da altre banche, quelle d’affari e dalle Sim. E presso esse non si apre nessun conto corrente. La politica, allora, dovrebbe parlare di banche e dei suoi squilibri e procedimenti da usuraio quando, nonostante i soldi del correntista, gli chiede commissioni per le operazioni bancarie, anche quando il correntista le fa on-line; quando gli estorce un pizzo ogni volta che ritira col bancomat. È normale? Ed è normale che per operazioni computerizzate la banca addebiti costi di commissione? Si è forse fatto in modo che tutti i pagamenti avvengano attraverso le banche, proprio per autorizzare le banche a prelevare soldi ai correntisti? Per tacere poi di quando il correntista fa le operazioni on-line col suo conto digitale: in questi casi non c’è neanche la scusa dello sportello e dell’eventuale cassiere, visto che l’utente fa tutto da solo. E viene lo stesso punito trattenendogli il costo dell’operazione che ha fatto lui. La banca dovrebbe scontare il costo dell’operazione, non attribuirglielo. Infine, tutti i bolli governativi che gravano sul conto corrente, perché la politica non li rimuove? E perché la banca zitta zitta si intasca parte del bollo?
E, ancora, è normale che il sistema abbia reso impossibile gestire il proprio denaro senza passare dalla banca? Dall’addebito dello stipendio in poi, tutte le operazioni del denaro passano dalla mano invisibile della banca. Che aumenta i suoi interessi e tratta i correntisti come se fossero loro a fare favori alla banca, non loro che danno il proprio denaro alla banca che è il primo dei favori che uno che ha dei soldi fa a chi non ne ha. Perché la banca non ha soldi. Li prende dai correntisti. E allora, dov’è la politica? Per un pugno di euro, sta zitta. Poi si inventa improbabili battaglie contro di esse su temi che esse non trattano. E anche su quei temi, la politica avrebbe sì un intervento, ossia rendendo esecutive le leggi contro i ladri, ma non lo fa. Accade pure che metta i ladri in un limbo sino a far dimenticare i loro furti. In alcuni casi, poi, un Ministro protegge padre e figlio che hanno lucrato sui correntisti e nessuno la dimette. Anzi, accade l’impensabile, ossia che il Segretario di quel partito attacchi il Governatore della banca d’Italia il quale denunciò al Governo, all’epoca dei fatti retto da quello che ora è un Segretario qualsiasi, le anomalie che accadevano nella banca retta dal padre e dal fratello del Ministro…. Non c’è bisogno di nessun 5 stelle per far incazzare il correntista. I 5 stelle cavalcano la sua rabbia, senza dire una parola del modo in cui le banche potrebbero essere riequilibrate dalla politica, visto che pure loro parlano di finanza, azioni, ecc., che non sono di sovranità bancarie.

E allora, cosa gli resta da fare al correntista? Incalzare la politica standole addosso, pretendendo nuove regole di controllo sull’operato dei politici con il potere di veto quando tradisce il mandato elettorale per fare gli interessi suoi e di qualche lobby. Insomma, prendersi la piazza, quella vera, non quella dei click, che è il compimento della fine vera della politica. Infatti, quando internet regola le attività della politica, la manipolazione è già iniziata. Lo abbiamo visto con l’elezione di Trump e, nel piccolo, lo vediamo col voto elettronico per il referendum in Lombardia, dove gli hacker, prima ancora che l’ettore si recasse ai seggi, avevano già invaso il sistema.
Cosa succederebbe se gli elettori respingessero ufficialmente il voto elettronico? Non di non votare, ma di non votare con un click? Cosa succederebbe se l’elettore, capito il grande imbroglio dell’uso politico delle varie piattaforme internet, dicesse no all’internetcrazia? Che vuol dire, anche, basta aumentare il profitto di tutti gli operatori internet, perché ‘sta storia della velocità, sta facendo fare immensi profitti a chi va on-line e licenza velocemente i lavoratori, trasformando l’utente in impiegato di se stesso e impedendogli di lamentarsi perché avendo fatto lui l’operazione, nell’errore c’è ancora lui. Sollevando dalla responsabilità le aziende on-line.

Potremmo dire tutto ciò in un altro modo: ma dov’è l’opposizione? Se ogni formazione politica vuole essere di governo, come può contrastare il sistema vigente? Il sistema vigente, ogni sistema in ogni epoca in verità, scrive le regole per salvaguardare se stesso. E le regole universali sono proteggere l’economia e il sistema della finanza. Chi governa lo fa accettando quelle regole, non ha alternative perché quelle regole le scrivono chi ha mezzi. Quindi, non può opporsi. Succede così che se nessuno, neanche nei parlamenti, contrasta le regole vigenti, ma si mette anzi al loro servizio, perché qualcosa dovrebbe cambiare? È così che muore la democrazia, quando tutte le forze politiche vogliono governare, senza vigilare sull’operato delle regole e di chi ha interesse a conservarle. Ma quando in politica manca chi si oppone a chi governa, quindi manca chi può riequilibrare le condizioni di chi ha mezzi, chi ha mezzi aumenta il suo potere e chi non ne ha aumenta la sua esclusione, sino a rischiare la povertà.

Nessuno si aspetta che sia la destra a riequilibrare le regole che lei stessa vuole e scrive; tutti si aspettano che sia la sinistra a opporsi a quelle regole. Invece, non solo con la formulasinistra di governo‘ (la più infelice formula d’accattonaggio politico che la sinistra poteva elaborare), la sinistra ha abdicato al suo ruolo storico; ma non si è fermata qui, è riuscita in un capolavoro davvero storico, riempiendo di leader a vocazione destroide le sue fila, leader sui quali non ha saputo né voluto vigilare avendo però gli anticorpi per riconoscerli in tempo. Ma del resto, come poteva espellere il virus se suo obiettivo era andare al governo? Ha cominciato col dargli il partito, senza capire che con quella scelta finiva la sua storia.

Quanto spazio si è però ora aperto, ma è quello che è successo in mezzo a essersi rotto, e questa volta anche per la destra: se nessuno sorveglia nessuno, prima o poi il conto lo pagherà anche chi ha costruito le proprie regole, avendo come oppositori chi sta nelle stesse file delle loro regole. Una guerra tra pari spettacolare.

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