sabato, Luglio 20

Quel PD da rottamare L’importante è levare tutta la rumenta

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Nel PD c’è un gruppo di giapponesi che continua a stare in trincea e non ha ancora capito che la guerra è finita. Si chiamano Nardella, Marcucci e a ruota tutti i renziani, tutti quelli che non hanno ancora capito che il 24 giugno si è giocata l’ultimo tempo di una partita iniziata nel dicembre del 2016, quando Matteo Renzi guidava il PD sebbene fosse a capo della sola propria immagine. Il PD era già finito all’epoca e quel PD loro cercano di salvare quando dicono che “anche senza Renzi il PD perde”. Ma Renzi continua a condizionare gli elettori del PD in un modo anomalo: li tiene lontani dal voto, perché proprio non se la sentono di votare un partito che continua a tenere in piedi un fallito della politica.

Adesso è tempo di iniziare un’altra stagione. Rottamando tutte quelle persone e personuncole che hanno fatto allontanare gli elettori del centro sinistra, quegli elettori che aspettano di vedere altri nomi e altre persone nel PD. Renzi e i suoi possono andare in televisione, tanto un programma spazzatura in più o in meno non fa grande differenza. L’importante è levare tutta la rumenta dal PD.

Poi c’è la sinistra. Come per il centro-sinistra, gli elettori non sono più attratti dalle mirabolanti e spesso stantie formule della sinistra, tanto che si astengono. Sì, perché la sconfitta delle regioni rosse va innanzitutto sotto il segno dell’astensione degli elettori che nelle regioni rosse votavano PD. E possiamo scommettere qualunque cifra che nessuno di quegli elettori si convincerà a tornare a votare se si mette in mezzo un Calenda qualsiasi, che appare inutile già nel mentre apre bocca.

La scommessa ben più seria è in realtà un’altra: come parlare agli elettori di sinistra e centro-sinistra?

Se fosse vero che è morta l’una e l’altra, perché molti elettori si sono riversati nei Cinque Stelle versione “di sinistra”? Più che finiti i temi tradizionali della sinistra, sono finiti gli uomini capaci di parlarli e reinterpratarli, quei temi. Che, paradossalmente, non si trovano spiazzati da un mondo interamente nuovo, bensì sono temi che davanti hanno un mondo vecchissimo: l’accumulazione del profitto nelle mani di imprenditori senza scrupoli. Quel Bezos and co che cosa esprimono se non la fine dei diritti dei lavoratori e del lavoro? Sono i due/tre Bezos al mondo che hanno ricacciato indietro le lancette del lavoro, illudendo tutti che le avessero invece portate cosi avanti che già eravamo nello spazio. Internet e la globalizzazione non sono il futuro: esprimono il ritorno al passato in materia di diritti e, questo sì, una spinta al futuro senza precedenti se pensiamo all’importanza che la globalizzazione ha dato al denaro. Centrale oggi è il denaro, non il modo in cui lavori, immagini, desideri, pensi. Oggi tutto si riduce nell’opzione del denaro. Che rende morti viventi tutti coloro che non hanno denaro ma sono spinti dal loro bisogno come cani affamati su una carogna.

Se stiamo solo alla centralità acefala del denaro, sinistra e centro-sinistra hanno una prateria davanti per far tornare al voto i loro elettori. È, infatti, nella tradizione del socialismo la battaglia contro il feticcio del denaro e contro l’accumulazione del profitto nella mani di pochi. È, ancora, nella tradizione socialista mettere al centro i bisogni dei poveri in un’epoca, quella della globalizzazione, che ha ne fatto crescere l’esercito. È il socialismo che ha parlato per primo dicendo che dove c’è un ricco c’è almeno un povero. Oggi, c’è un ricco dove ci sono almeno cinque poveri. Ed è oggi che siamo di fronte al più spettacolare capovolgimento della lotta di classe: non più i poveri contro i ricchi, ma i ricchi contro i poveri. Non basta questo solo argomento per rimettere al centro la sinistra?

Teoricamente, si. Ma la teoria si scontra contro una prassi incomprensibile: gli elettori di sinistra sono quelli che, per spendere meno, fanno acquisti su internet, ossia rimettono in gioco lo sfruttamento e la diminuzione dei diritti; gli elettori di sinistra e centro-sinistra sono quelli che vivono nel centro delle grandi città, quindi sono finti elettori di sinistra. Sono l’ultimo capitolo della categoria più bastarda che l’Occidente ha messo in pista: i radical chic, un mostro che nessuna mitologia sarebbe riuscita a creare tanto miserrima è quella creatura. Gli elettori di sinistra guardano al portafoglio, il proprio come quello del proprio amico, Insomma, il messaggio che dagli anni ’80 in poi ha conquistato tutti è stato il denaro e la vita da bere. Oggi, chi è povero si ubriaca sempre più e, quando non è povero, contribuisce ai temi della sinistra come un lebbroso a diffondere la guarigione.

PD e sinistra non hanno più elettori perché il loro potenziale esercito si è rammollito in un modo non diverso da come Nietzsche denunciava il rammollimento prodotto dalla morale religiosa sui grandi temi della cultura. Non c’è scampo se cent’anni dopo la morte del troppo umano ci resta la mozzarella biotecnologica del radical chic o del povero rancoroso e feroce contro chi è più debole di lui, ossia i migranti, tema che sta facendo vincere il razzismo quindi Salvini, che è un razzista. Ma cosa stava a fare la sinistra e il centro-sinistra? Blaterava le parole d’ordine della morale catto-comunista senza capire che in atto c’era l’attacco più subdolo alla storia d’Europa che sinistra e centro-sinistra non ha capito per niente. Sinistra e centro-sinistra si dividevano tra salotti e consigli di amministrazione delle Banche o si ingegnavano a fare gli imprenditori, intanto avanzava un mondo che, tra globalizzazione e comunicazione, deprimeva e rammolliva non poco le ragioni del socialismo, che hanno avuto la loro campana a morto col tema dei migranti, una bomba usata ad hoc da spregiudicati politici e affaristi per sparigliare il terreno dai contenuti e lasciare al centro il più autocontraddittorio dei contenuti, il denaro.

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